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Alto Adige, crescono i contagi. A rischio sci e mercatini

La provincia registra dati preoccupanti, mentre rimane una delle zone d'Italia con meno vaccinati

di Paolo Ribichini

Era il 9 marzo del 2020 quando il governo decise di chiudere gli impianti di risalita delle piste da sci. Stava per iniziare il lockdown. Poi per tutto l’inverno successivo le funivie sono rimaste chiuse (tranne qualche rara eccezione riservata agli agonisti). Da quel 9 marzo, in pratica, gli italiani non hanno più indossato scarponi e agganciato gli sci ai piedi.

Incubo chiusure

Si doveva ripartire tra qualche settimana ma, dopo la definizione di pratiche di sicurezza Covid sugli impianti, l’incubo di una nuova chiusura si sta nuovamente affacciando. Un incubo che riguarda appassionati e turisti, ma anche chi del turismo invernale vive. I contagi aumentano e il green pass potrebbe non essere più sufficiente per garantire l’apertura degli impianti. Bolzano potrebbe già oggi entrare in zona gialla e “il passo verso l’arancione (e quindi la chiusura degli impianti) è breve”, ha fatto notare l’assessore alla Sanità Thomas Widmann della provincia autonoma. Secondo l’amministrazione bolzanina la minaccia arriva da nord. Se in Austria e in Germania i contagi sono fuori controllo, c’è il concreto rischio che la diffusione del virus non si fermi al Brennero ma che possa colpire duramente la provincia che già mostra dati preoccupanti. Inoltre, la quota degli immunizzati è infatti del 10% inferiore al resto dell’Italia.

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Il mercatino di Natale di Bolzano | Foto di IDM Alto Adige – Alex Filz

Bolzano senza mercatini?

Anche i mercatini di Natale dell’Alto Adige sono osservati speciali e la situazione viene valutata di giorno in giorno: c’è il concreto rischio che, nonostante i preparativi, non possano essere aperti. Non mancano poi le preoccupazioni in merito all’eccessiva pressione sugli ospedali che in alta stagione si troveranno ad affrontare non solo il virus ma anche i tanti incidenti sulla neve, con personale ridotto in quanto circa 700 sanitari risultano sospesi perché non vaccinati.

Attenzione alta anche in Valle d’Aosta

Anche in Valle d’Aosta, altra regione dalla forte vocazione turistica, il contagio ha ricominciato a correre, soprattutto tra i giovani. La situazione per il momento resta sotto controllo, le soglie di occupazione dei posti letto ospedalieri e di quelli in terapia intensiva non destano, per ora, preoccupazione.

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Photo by Kipras Štreimikis on Unsplash

Le regole sugli sci

Per sciare, sport individuale all’aperto, attualmente non è obbligatorio il certificato verde. Questo è obbligatorio solo per usufruire di cabinovie e seggiovie (che sono però fondamentali per chi pratica sci alpino). Secondo i protocolli approvati, gli impianti chiusi come le cabine sono accessibili all’80% della portata e con mascherina obbligatoria. Mentre non ci sono limiti per le seggiovie. Rimane però il problema dei grandi “caroselli” che collegano Regioni e Province diverse. Inoltre, rimane aperto il nodo dei controlli che dovrebbero essere a campione dopo il rilascio dell’abbonamento solo con il green pass. In ogni caso, se una regione (o una provincia autonoma) dovesse entrare in zona arancione o rossa, gli impianti verrebbero comunque bloccati.

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