Viaggiare informati

Viaggiare in Italia senza il vaccino anti-Covid è ora quasi impossibile. Da oggi (10 gennaio), infatti, sono scattate le nuove regole che interessano anche i turisti. Vediamo quindi che cosa cambia e quali servizi rivolti (anche) ai turisti non saranno più disponibili senza green pass.

Senza green pass base

Senza green pass base (che si ottiene con il tampone rapido o molecolare, oltre che con vaccinazione o negativizzazione dopo la malattia), i turisti non possono più accedere, tra le altre cose, a negozi e centri commerciali.

Photo by Lukas Souza on Unsplash

Senza green pass rafforzato (o super green pass)

Da oggi, poi, il green pass rafforzato (cioè quello che si ottiene con il vaccino o con la negativizzazione) diventa obbligatorio per utilizzare qualsiasi mezzo pubblico. Quindi per viaggiare in treno, in nave, in bus, in metropolitana o in aereo il tampone non è più sufficiente. Fanno eccezione i collegamenti per le isole, dove è sufficiente il green pass base ma solo per motivi di studio e di salute che giustifichino lo spostamento. Il “rafforzato” diventa obbligatorio anche per soggiornare in hotel o bed & breakfast, ma anche per accedere a terme, musei, mostre, sagre, cinema, teatri e parchi divertimento. Cambiano le regole anche per gli impianti di risalita sulle piste da sci. Se fino ad ora quest’inverno è stato possibile sciare anche con il solo tampone (ad eccezione delle zone arancioni), ora il green pass rafforzato diventa obbligatorio sugli impianti di tutto il territorio nazionale. Una nuova regola che si lega alle novità del 2022 per gli amanti dello sci.

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Se stai per raggiungere uno dei tanti comprensori sciistici italiani, sappi che con l’arrivo del 2022 sono cambiate alcune norme, ad iniziare dall’obbligo di assicurazione verso terzi, mentre viene esteso l’obbligo del casco sugli sci.

Gli sciatori italiani sono quasi 4 milioni. Nel solo anno solare 2019, secondo il Sistema Nazionale di Sorveglianza sugli Incidenti in Montagna, gli infortuni sulla neve sono stati circa 30 mila: una media di quasi 190 al giorno nel periodo della stagione sciistica. Di questi, circa 1.700 hanno richiesto il ricovero in ospedale. Con la riapertura dopo lo stop dello scorso anno e con gli ospedali comunque ancora in piena emergenza, il governo ha deciso di dare un giro di vite al problema degli infortuni sulla neve. Così, a partire dal 1° gennaio 2022 sono scattate le nuove norme con quattro importanti novità per la sicurezza.

sci seggiovia assicurazione casco
Giovani sciatori in seggiovia | Photo by Glade Optics on Unsplash

Le novità

1. Obbligo di casco

Il casco, prima obbligatorio solo per i minori di 14 anni, è richiesto per tutti i minorenni. La decisione di estendere l’obbligatorietà è dovuta al fatto che la maggior parte degli incidenti vede coinvolti minori di 30 anni. L’obbligo riguarda anche per i minori che utilizzano lo slittino o che pratichino sci alpinismo. Le multe vanno dai 100 ai 150 euro.

2. Obbligo di assicurazione

Viene introdotta per la prima volta l’assicurazione obbligatoria per chi scia in pista. L’assicurazione è per danni provocati a terzi durante la pratica dello sci e delle altre discipline su pista. Il costo si aggira intorno ai 2,50 euro al giorno e i gestori degli impianti sono obbligati a offrire la copertura in fase di acquisto dello skipass. Chi è già assicurato per responsabilità civile verso terzi, non è tenuto al pagamento della quota.

3. Piste dedicate

Vengono introdotte piste dedicate alla tipologia di disciplina praticata. In poche parole, dovrebbero essere definite piste specifiche per chi pratica snowboard, mentre non si può utilizzare una pista da sci con uno slittino e viceversa. Viene, poi, introdotto un direttore di pista che vigila sul rispetto delle regole.

4. Defibrillatore sulle piste

Diviene obbligatorio per i gestori mettere a disposizione uno o più defibrillatori nei pressi degli impianti per soccorrere chi per un incidente o per motivi di salute dovesse subire un arresto cardiaco.

seggiovia sci assicurazione casco
Photo by Ethan Walsweer on Unsplash

Covid-19 e regole sugli impianti

Con l’aumento dei contagi, nei giorni scorsi sono state corrette leggermente le norme in merito al contenimento dei contagi da Covid-19. È obbligatorio, ora, indossare la mascherina FFP2 o superiore sugli impianti di risalita chiusi o con cupola protettiva. Quindi non si può più entrare in cabinovia con scaldacollo o semplice mascherina chirurgica sopra il naso. Gli impianti con cabine chiuse prevedono una capienza dell’80%, mentre su questi è obbligatorio il green pass in zona bianca o gialla. In zona arancione, invece, per utilizzare qualsiasi impianto sarà obbligatorio il super green pass (compresi gli skilift).

Foto di copertina: Cyprien Delaporte on Unsplash

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Se pensi alla Sicilia, prima di tutto pensi al suo mare. Ma la ricchezza di questa terra, fatta di storia, cultura, tradizioni e anche sapori la puoi vivere anche quando è inverno e gli ombrelloni e le sdraio restano chiusi. Per incentivare il turismo fuori stagione, la Regione siciliana mette a disposizione un interessante voucher che garantisce sconti sui mezzi per raggiungere l’isola ma anche soggiorni e attività gratis. Il progetto di chiama Seesicily e ora ti spiego come funziona in tre semplici passi.

LEGGI ANCHE – Palermo, 7 luoghi per un viaggio nel tempo

1. Contatta l’agenzia

Prima di partire, contatta una delle agenzie di viaggio abilitate della provincia di destinazione. Devi però aver deciso se viaggiare con mezzi di trasporto pubblici o privati. Se decidi di arrivare in aereo, potrai rivolgerti solo alle agenzie autorizzate anche a questo servizio. Potrai, in questo caso, usufruire del 50% di sconto per un volo nazionale, fino ad un massimo di 100 euro, mentre non è previsto sconto per voli dal valore economico inferiore ai 50 euro (ad eccezione dei trasporti verso le isole dove non esiste un plafond minimo).

valle templi agrigento seesicily
La Valle dei Templi di Agrigento | Photo by Luca Franzoi on Unsplash

2. Scegli struttura e numero di notti

Deciso questo aspetto, non ti resta che prenotare in una delle strutture proposte dall’agenzia almeno tre notti per ricevere una notte in omaggio, per un massimo di due notti gratuite. Puoi usufruire della notte gratis anche in un’altra struttura rispetto a quella di primo arrivo. L’agenzia ti proporrà possibilmente strutture di categoria uguale o di una categoria di differenza.

3. Aggiungi servizi gratuiti

Nel voucher che ti verrà consegnato dall’agenzia, puoi – al momento della prenotazione – aggiungere anche alcune attività per scoprire la Sicilia. Puoi aggiungere per esempio un tour guidato o un’escursione, oltre che un biglietto di accesso ai luoghi di cultura come musei e aree archeologiche.

I voucher sono a esaurimento e non sono rimborsabili né riprogrammabili.

Foto di copertina: Il Duomo di Noto | Photo by Antonio Sessa on Unsplash

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La variante Omicron rischia di rovinare le vacanze agli italiani. La paura di contagiarsi e di nuove limitazioni ha fatto crollare le prenotazioni. Poco più della metà degli italiani (52%) sta pensando di partire per le festività di Natale e Capodanno. Il 24% ha già prenotato. Gli italiani pronti a mettersi in viaggio sono 18 milioni e il 90% di questi rimarrà in Italia. Resta un 15% di indecisi. Il 12,4% ha invece deciso di rinunciare per paura della variante del Covid-19, mentre il 16%, cioè circa 8 milioni di italiani) ha cancellato la propria prenotazione in alberghi e b&b nelle ultime settimane.

Viaggiare in Italia

Al momento non ci sono limitazioni per chi viaggia in Italia. Ci si può spostare su treni e aerei con il green pass. Attualmente sono sei le regioni italiane in zona gialla: si tratta di Marche, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Calabria. Le limitazioni riguardano sostanzialmente i ristoranti con l’obbligo di super green pass per le consumazioni all’interno, mentre decade il limite delle quattro persone al tavolo come previsto dalla vecchia normativa. C’è, invece, l’obbligo di mascherine all’aperto, mentre sui mezzi di trasporto pubblico anche locale sono obbligatorie le mascherine FFP2. Nel caso in cui dovesse scattare la zona arancione in una o più regioni, scatterebbero limitazioni di spostamento al di fuori dal comune di residenza per chi non possiede il green pass base, mentre già in zona bianca, a partire dai prossimi giorni (in attesa della data di entrata in vigore del decreto del 23 dicembre 2021) sarà necessario il green pass rafforzato per mangiare al ristorante o anche per le consumazioni al bancone del bar. Infine, è sempre obbligatorio il green pass base per chi alloggia in hotel. La validità del super green pass scende da 9 a 6 mesi, ma solo dal 1° febbraio. Fino al 31 gennaio sono vietate feste in piazza e le discoteche restano chiuse.

Viaggiare all’estero

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Photo by JESHOOTS.COM on Unsplash

Unione europea (e zona doganale)

Per viaggiare in Europa sono stati introdotte negli ultimi giorni del 2021 nuove restrizioni. Alcuni paesi hanno deciso di richiedere il tampone all’ingresso, sulla scia di quanto fatto a inizio dicembre dal governo italiano, altri addirittura permettono l’ingresso solo ai vaccinati. Quindi è bene informarsi sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri prima di pianificare un viaggio nella Ue. Al di là dei rischi sanitari in alcuni paesi con alti contagi, il problema per i viaggiatori italiani sarà anche il ritorno in patria, soprattutto se non in possesso del super green pass. Infatti, almeno fino al 31 gennaio, tutti coloro che provengono dall’Unione europea (e dagli altri paesi europei inseriti nell’elenco C del Ministero degli Esteri) devono non solo presentare il green pass, ma anche sottoporsi a tampone molecolare (effettuato nelle 72 ore precedenti) o rapido (nelle 48 ore precedenti il viaggio di ritorno). Chi è sprovvisto di super green pass è obbligato a seguire cinque giorni d’isolamento e a sottoporsi a un nuovo tampone. Prima di entrare nei confini nazionali è necessario compilare il Digital Passenger Locator form.

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Photo by @shawnanggg on Unsplash

Resto del Mondo

Regole analoghe se si proviene da Paesi inseriti nell’elenco D, tra i quali Regno Unito, Usa, Canada, Giappone, Indonesia, Australia e Qatar. Solo per il Regno Unito cambiano le tempistiche per effettuare il tampone: quello molecolare deve essere effettuato nelle 48 ore precedenti la partenza, mentre quello rapido nelle 24 ore. Prima di entrare nei confini nazionali è necessario compilare il Digital Passenger Locator form. Non sono invece consentiti i viaggi verso i paesi inseriti nell’elenco E, come – per esempio – Turchia e Sudafrica. Regole diverse, e più morbide, per i cosiddetti “Corridoi Covid free”.

Le esenzioni

Sono esentati dal tampone e dall’isolamento gli italiani che abbiano soggiornato all’estero per un massimo di 48 ore e che si siano spostati con mezzo privato a una distanza massima di 60 chilometri dal luogo di residenza o abitazione. I bambini con meno di 6 anni sono esentati sia dal tampone che dall’isolamento, mentre gli under 18 sono esentati dall’isolamento (se il genitore che li accompagna ha il super green pass) ma devono sottoporsi al tampone.

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La variante Omicron del Covid-19 rischia di rovinare le vacanze a tutti coloro che avevano deciso di trascorrere Natale e Capodanno in viaggio all’estero. Sono più di 2 milioni gli italiani che avevano optato per una meta straniera e che ora potrebbero dover cambiare i propri piani. Dopo la recente riapertura dei confini, negli Usa potrebbero scattare nuove restrizioni verso i turisti stranieri, come già deciso in Giappone e nel Regno Unito (per alcune provenienze), mentre in Brasile potrebbero essere cancellati i festeggiamenti per il Capodanno di Rio de Janeiro e forse anche dello storico Carnevale.

Le nuove restrizioni

Usa, stretta sui tamponi

Negli Usa, scatta l’obbligo per chiunque provenga dall’estero di un tampone effettuato nelle 24 ore precedenti al volo d’ingresso e di un altro test nei 3-5 giorni successivi all’arrivo. Escluso, per il momento, obbligo di quarantena di sette giorni. Finora si poteva entrare negli Usa solo se vaccinati con un tampone effettuato nei tre giorni che precedono la partenza.

covid viaggi estero
(Pixabay)

Il Giappone limita gli ingressi

Altre restrizioni sono state introdotte in Giappone. Dal 1° dicembre fino a fine anno, il governo di Tokyo ha imposto il divieto per le compagnie aeree di accettare nuove prenotazioni, mentre ha chiuso i suoi confini ai viaggiatori provenienti da 10 paesi considerati a rischio.

Il Regno Unito introduce la mini-quarantena

Nel Regno Unito è stato reintrodotto l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, come negozi e mezzi pubblici. Inoltre, è ora obbligatoria una mini-quarantena per chiunque entri nel paese che viene interrotta con un tampone negativo il secondo giorno di soggiorno. Da martedì 7 dicembre, poi, per entrare nel Regno Unito, sarà obbligatorio anche il tampone 48 ore prima della partenza.

Cina e Hong Kong “closed”

La Cina ha chiuso i suoi confini. Possono entrare solo i cittadini cinesi e chi ha il permesso di soggiorno. Discorso simile per Hong Kong che chiude all’ingresso da diversi paesi, Italia inclusa.

Confini chiusi in Israele

In Israele è in vigore il divieto di ingresso per gli stranieri. Si tratta di una misura temporanea (di 14 giorni).

In Portogallo, ma solo con il tampone

Il Portogallo consente l’ingresso di viaggiatori stranieri a patto che si siano sottoposti a tampone a prescindere che siano vaccinati. Reintrodotto l’obbligo di mascherina nei negozi e sui mezzi pubblici.

covid viaggi estero
(Pixabay)

Le raccomandazioni dell’Oms

Ma, secondo l’Oms, le restrizioni ai viaggi non fermeranno la variante Omicron del Covid-19. È quanto emerge da un documento tecnico secondo il quale qualsiasi restrizione agli spostamenti non impedirà “la diffusione a livello internazionale della variante e comportano un importante peso sulle persone”. Secondo l’Oms è quindi preferibile mantenere le frontiere aperte, anche se raccomanda agli over 60 di non viaggiare. “Le persone che non stanno bene o che sono a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 e quindi di morire dovrebbero posticipare i viaggi”.

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Cambiano le regole Covid in Italia. E se hai deciso di partire per scoprire città e borghi del nostro Paese, è bene che tu sappia quali sono le nuove restrizioni.

Il super green pass

Il green pass rafforzato varrà per le zone gialle arancioni e rosse ed entrerà in vigore il 6 dicembre. Ciò significa che chi ottiene il green pass attraverso i tamponi non potrà più accedere a palestre, bar e ristoranti al chiuso. Il super green pass viene introdotto anche alle zone bianche ma solo nel periodo di Natale e durerà poco più di un mese (15 gennaio). Viene inoltre introdotto il green pass “base” per soggiornare in hotel e sui trasporti regionali, interregionali e urbani. La validità della carta verde si riduce da 12 a 9 mesi.

covid restrizioni viaggiatori

Bambini senza obbligo

Non ci sarà alcun obbligo per gli under 12 anche se potranno essere presto vaccinati.

Mascherina all’aperto

Non è previsto l’obbligo di mascherina all’aperto in zona bianca, mentre sarà necessaria in zona gialla, arancione e rossa.

I tamponi

Resta invariata la durata dei green pass rilasciati con tampone. Con il tampone antigenico ha durata di 48 ore, con il molecolare 72 ore.

Clicca qui per scoprire le restrizioni in Alto Adige

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Da domani in Alto Adige torna la zona rossa. Per la precisione saranno 20 zone corrispondenti ai territori di altrettanti comuni della provincia di Bolzano, molti dei quali ospitano caroselli sciistici. Anche se le restrizioni maggiori riguardano appunto solo 20 comuni su 116 dell’Alto Adige, sono ora a rischio le prime sciate e a Sant’Ambrogio e i mercatini di Natale.

La decisione della provincia

Ieri è arrivata la decisione del governatore Arno Kompatscher, dopo la scoperta dei cosiddetti “Covid party” e dopo la registrazione della percentuale più bassa di tutta Italia di vaccinati sulla popolazione totale. Così, con i contagi in forte aumento (come anche i ricoveri) e una poca attitudine a rispettare le regole già esistenti, l’amministrazione provinciale ha deciso di prendere provvedimenti drastici per provare quantomeno a salvare il Natale, periodo nel quale si registra il numero più alto di presenze di turisti durante la stagione invernale.

Le restrizioni in Alto Adige

L’ordinanza numero 34 ha l’obiettivo di abbassare la curva del contagio e di ridurre la pressione sugli ospedali, e prevede restrizioni senza distinzioni tra vaccinati e non. Su tutto il territorio provinciale è già scattato l’obbligo in tutti gli ambienti chiusi (ad eccezione della propria casa) e sui trasporti pubblici a partire dal sesto anno di età, di indossare una mascherina Ffp2. Sono state chiuse le discoteche, i locali da ballo, anche all’aperto.

Clicca qui per scoprire tutte le norme provinciali

covid restrizioni alto adige

Le regole per i 20 comuni in zona rossa

Da domani, invece, per i 20 comuni interessati dalla zona rossa, scatta il coprifuoco dalle 20 alle 5 e ci si potrà spostare solo per motivi di lavoro e necessità. Per il momento le restrizioni, che interessano anche due comuni della Val Gardena a forte vocazione turistica come Ortisei e Santa Cristina, saranno in vigore fino al 7 dicembre compreso, cioè fino alla giornata di Sant’Ambrogio, giorno festivo per Milano (e per diversi comuni lombardi). Con l’8 dicembre, la festa di Sant’Ambrogio si trasforma – infatti – nel cosiddetto “superponte” dell’Immacolata, tradizionalmente dedicato alle prime sciate della stagione. Nei 20 Comuni sono sospese tutte le manifestazioni, comprese quelle culturali e fieristiche, in spazi chiusi privati o pubblici. Sono sospese anche le prove e le esibizioni di cori e bande musicali, nonché gli spettacoli teatrali, le proiezioni cinematografiche e i convegni Al ristorante è consentita la consumazione con un massimo di 4 persone a tavolo e solo fino alle ore 18. Oltre a Ortisei e Santa Cristina, i comuni interessati sono Rodengo, San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello-Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Moso in Passiria, Funes, Rasun Anterselva e Rio di Pusteria.

Se viaggi in Alto Adige…

In Alto Adige in questo momento l’incidenza dei contagi è piuttosto alta, ma è possibile entrare e uscire dalla provincia senza restrizioni. Se vuoi, comunque, immergerti nell’atmosfera natalizia dei mercatini o vuoi goderti la montagna in questo periodo dell’anno, ricapitoliamo di seguito le limitazioni che ti troverai ad affrontare.

  • Obbligo di mascherina Ffp2 (o superiore) su mezzi pubblici e in qualsiasi locale o negozio al chiuso
  • Obbligo di mascherina e di green pass tra gli stand dei mercatini di Natale
  • Le discoteche e le sale da ballo sono chiuse

Nei 20 comuni “zona rossa”

  • Coprifuoco dalle ore 20
  • I ristoranti e bar chiudono alle 18 ma è possibile l’asporto
  • Sospeso qualsiasi tipo di manifestazione al chiuso.

Clicca qui per scoprire le nuove restrizioni per i viaggiatori a livello nazionale

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Il picco di contagi da Covid-19 nel nord Europa sta mettendo in allarme la Commissione europea e i singoli stati che potrebbero presto restringere le possibilità di spostamento all’interno della Ue. L’Unione europea potrebbe – già dalla prossima settimana – rivedere le norme generali che regolano gli spostamenti tra stati, lasciando a questi ultimi di definire le regole. In gran parte dell’Europa al momento si può viaggiare liberamente con il green pass, ma alcuni paesi hanno già posto restrizioni ai non vaccinati.

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Lo skyline di Vienna al tramonto sera | Photo by Jacek Dylag on Unsplash

Austria in lockdown

L’Austria va in lockdown da lunedì prossimo. Le più colpite dalla pandemia sono il Salisburghese e l’Alta Austria. I viaggiatori provenienti dall’estero saranno ammessi solo se vaccinati o o guariti da meno di sei mesi. In alternativa potranno entrare in Austria anche coloro che mostreranno il test molecolare, mentre non sono più validi i test antigenici e sierologici.

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L Torre Eiffel a Parigi | Photo by Alexis Minchella on Unsplash

La Francia rivede la durata dei tamponi

Anche la Francia sta affrontando un’importante aumento dei contagi. Il governo di Parigi sta valutando eventuali restrizioni, ma per il momento per i turisti provenienti dall’estero (e quindi anche dall’Italia) le regole non cambiano ad eccezione dei paesi Ue considerati a rischio come Austria, Belgio e Germania. Tutti i cittadini Ue possono entrare in Francia se vaccinati o guariti. Dai paesi a basso rischio sono ammessi anche i turisti che presentano il tampone effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso, mentre per i paesi ad alto rischio, il tampone deve essere effettuato nelle 24 ore prima.

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Il Partenone di Atene | Photo by Martina Rasuk on Unsplash

Grecia, stop ai non vaccinati

La Grecia va verso il lockdown per i non vaccinati. Solo il 62% dei greci, secondo fonti governative, ha completato il ciclo vaccinale. Ma per chi arriva dall’estero le regole restano invariate: obbligo di green pass da almeno 14 giorni oppure tampone molecolare negativo eseguito nelle 72 ore precedenti. È ancora ammesso il tampone antigenico che però ha validità di 48 ore.

Slovacchia, turisti in quarantena

In Slovacchia il tasso di vaccinazione è tra i più bassi della Ue. Risulta infatti che solo il 45% degli abitanti abbia quantomeno iniziato il ciclo vaccinale. Attualmente nel paese si registrano 8mila casi su una popolazione complessiva di 5,5 milioni. Il governo sta valutando un lockdown per i non vaccinati. Per chi arriva dall’estero senza aver completato il ciclo vaccinale, al momento è previsto l’obbligo d’isolamento di 10 giorni che può essere interrotto al quinto giorno con tampone negativo.

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Bratislava, capitale della Slovacchia, dall’alto | Photo by Martina Rasuk on Unsplash

Olanda, ristoranti chiusi alle 20

Ristoranti, bar, night club e discoteche dei Paesi Bassi chiudono alle ore 20 e riaprono alle 6. È obbligatorio il green pass per accedere a caffè e ristoranti (esclusi i take-away), a bar e locali notturni, a eventi (quali festival, concerti e competizioni sportive professionistiche) nonché a cinema e teatri. L’obbligo scatta dai 13 anni in su. Tutte le persone con più di 14 anni dovranno mostrare anche un documento di identità, unitamente al green pass.

Belgio, ritorna la mascherina

Da qualche giorno nei luoghi al chiuso come caffè e ristoranti c’è l’obbligo di indossare la mascherina a meno che non si è seduti al tavolo. La regola si applica a coloro che hanno almeno 10 anni di età. E viene introdotto l’obbligo di green pass per eventi al chiuso e locali.

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Era il 9 marzo del 2020 quando il governo decise di chiudere gli impianti di risalita delle piste da sci. Stava per iniziare il lockdown. Poi per tutto l’inverno successivo le funivie sono rimaste chiuse (tranne qualche rara eccezione riservata agli agonisti). Da quel 9 marzo, in pratica, gli italiani non hanno più indossato scarponi e agganciato gli sci ai piedi.

Incubo chiusure

Si doveva ripartire tra qualche settimana ma, dopo la definizione di pratiche di sicurezza Covid sugli impianti, l’incubo di una nuova chiusura si sta nuovamente affacciando. Un incubo che riguarda appassionati e turisti, ma anche chi del turismo invernale vive. I contagi aumentano e il green pass potrebbe non essere più sufficiente per garantire l’apertura degli impianti. Bolzano potrebbe già oggi entrare in zona gialla e “il passo verso l’arancione (e quindi la chiusura degli impianti) è breve”, ha fatto notare l’assessore alla Sanità Thomas Widmann della provincia autonoma. Secondo l’amministrazione bolzanina la minaccia arriva da nord. Se in Austria e in Germania i contagi sono fuori controllo, c’è il concreto rischio che la diffusione del virus non si fermi al Brennero ma che possa colpire duramente la provincia che già mostra dati preoccupanti. Inoltre, la quota degli immunizzati è infatti del 10% inferiore al resto dell’Italia.

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Il mercatino di Natale di Bolzano | Foto di IDM Alto Adige – Alex Filz

Bolzano senza mercatini?

Anche i mercatini di Natale dell’Alto Adige sono osservati speciali e la situazione viene valutata di giorno in giorno: c’è il concreto rischio che, nonostante i preparativi, non possano essere aperti. Non mancano poi le preoccupazioni in merito all’eccessiva pressione sugli ospedali che in alta stagione si troveranno ad affrontare non solo il virus ma anche i tanti incidenti sulla neve, con personale ridotto in quanto circa 700 sanitari risultano sospesi perché non vaccinati.

Attenzione alta anche in Valle d’Aosta

Anche in Valle d’Aosta, altra regione dalla forte vocazione turistica, il contagio ha ricominciato a correre, soprattutto tra i giovani. La situazione per il momento resta sotto controllo, le soglie di occupazione dei posti letto ospedalieri e di quelli in terapia intensiva non destano, per ora, preoccupazione.

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Photo by Kipras Štreimikis on Unsplash

Le regole sugli sci

Per sciare, sport individuale all’aperto, attualmente non è obbligatorio il certificato verde. Questo è obbligatorio solo per usufruire di cabinovie e seggiovie (che sono però fondamentali per chi pratica sci alpino). Secondo i protocolli approvati, gli impianti chiusi come le cabine sono accessibili all’80% della portata e con mascherina obbligatoria. Mentre non ci sono limiti per le seggiovie. Rimane però il problema dei grandi “caroselli” che collegano Regioni e Province diverse. Inoltre, rimane aperto il nodo dei controlli che dovrebbero essere a campione dopo il rilascio dell’abbonamento solo con il green pass. In ogni caso, se una regione (o una provincia autonoma) dovesse entrare in zona arancione o rossa, gli impianti verrebbero comunque bloccati.

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Dopo 18 mesi gli Stati Uniti riaprono le frontiere ai turisti che hanno completato il ciclo vaccinale per il Covid, ponendo così fine alla chiusura decretata nel marzo 2020. Oggi da Fiumicino sono partiti i primi voli con turisti a bordo.

Boom di prenotazioni

La riapertura dei confini ai turisti è stata accolta con un boom di prenotazioni di biglietti aerei. Air France, British Airways, United Airlines hanno incrementato il numero di voli e scelto aerei più grandi per soddisfare tutta la domanda. Dall’aeroporto di Roma Fiumicino, partono fino a quattro voli diretti al giorno verso gli Stati Uniti operati rispettivamente da Delta Air Lines per New York Jfk e Atlanta, United per Newark, e da Ita Airways solo per New York Jfk. Ma l’offerta di voli potrebbe crescere già nei prossimi giorni e soprattutto nel mese di dicembre. British Airways già una settimana fa ha visto le ricerche di voli e soggiorni in alcune città Usa esplodere del 900% per i giorni che precedono il 25 dicembre. American Airlines, il giorno dopo l’annuncio della riapertura dei confini ai turisti, ha ricevuto il 66% di prenotazioni in più dal Regno Unito, il 40% dall’Unione europea e il 74% dal Brasile.

Aerei sufficienti, aumentano i voli

Ma per le compagnie aeree, “non c’è un prima e un dopo l’8 novembre”, ha sottolineato Air France. Da un lato hanno ottimizzato gli spazi sui loro aerei, che per lungo tempo hanno viaggiato con molti posti vuoti. E stanno gradualmente aggiungendo ulteriori posti. La compagnia francese di recente è passata da tre voli al giorno tra Parigi e New York, la sua rotta più trafficata, a cinque. Sulla linea per Houston, sostituirà gli Airbus 330 con i Boeing 777, che offrono più posti. Alla United, il numero di voli per l’America Latina e le sue destinazioni turistiche è già tornato ai livelli pre-pandemia, anche se il traffico rimane solo al 63%. La compagnia americana punta molto sui voli transatlantici: in primavera aprirà cinque nuove destinazioni (Giordania, Portogallo, Norvegia, Spagna), aggiungerà voli per Londra, Berlino, Dublino, Milano, Monaco e Roma, e riaprirà i collegamenti interrotti durante il pandemia tra cui Francoforte, Nizza e Zurigo.

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Photo by Eva Darron on Unsplash

Ma il personale scarseggia

Se i vettori sono sufficienti a soddisfare la domanda, qualche problema potrebbe emergere sul fronte del personale. Negli Stati Uniti, dove le compagnie hanno messo in atto vasti piani per incentivare le uscite a inizio pandemia, American e Southwest hanno recentemente dovuto cancellare migliaia di voli a causa della carenza di staff, sia di terra che di cabina.

Verso voli sempre più turistici

Inoltre, la grande richiesta di biglietti aerei potrebbe cambiare nel breve periodo anche le consuete destinazioni finora orientate a garantire gli unici spostamenti verso gli Usa consentiti, cioè quelli per lavoro. Poiché, però, al momento i viaggi d’affari sono lontani dai numeri pre-pandemia, le compagnie potrebbero ridefinire le rotte e scegliere aerei più piccoli, magari a scapito del comfort.

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