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Arte e luce. Dal 10 al 14 novembre torna a Gent – in Belgio – il festival dedicato alle luminarie d’artista, vere e proprie opere d’arte realizzate da designer belgi e internazionali. Il Light Festival raggruppa 32 installazioni di light art dislocate in 35 posti diversi della città. Attraverso un percorso di poco più di 7 chilometri, potrai ammirarle non solo nei luoghi più noti come il ponte Sint-Michielsbrug, ma anche in quartieri meno conosciuti come il Prinsenhof, il Macharius-Heirnis e il Sluizeken-Tolhuis-Ham.

La luce, una tradizione

Conosciuta anche come “città delle luci”, Gent può vantare una lunga tradizione legata allo studio dell’illuminazione urbana che le è valso riconoscimenti e premi internazionali. Dal primo Light Plan del 1998, nato dall’idea di fornire un’illuminazione sostenibile senza sprecare energia, il centro storico di Gent si è progressivamente trasformato in un magico paesaggio notturno in cui luci ed ombre si integrano con l’architettura, garantendo comunque la sostenibilità ambientale.

gent light festival
“Il grande incendio di Gent mai avvenuto” | Foto di Visit Flanders

Ritorno al passato

L’edizione 2021 del Light Festival, che vedrà numerose novità, riproporrà anche quattro opere realizzate in passato, particolarmente amate dal pubblico, in una veste leggermente rinnovata.  L’opera “Il grande incendio di Gent mai avvenuto” – del 2011 – dell’austriaco Michael Langeder rappresenta la simulazione di un incendio, realizzata con fumo e luci che avvolgono il Belfort, una delle tre famose torri della chiesa di San Nicola, e fa riflettere sulla vulnerabilità del patrimonio culturale della città.

Un’atmosfera molto più leggera e vivace invece è quella realizzata nel 2012 dall’azienda salentina De Cagna, esposta al Prinsenhof: “La Cattedrale di Luce”. Si tratta di decine di migliaia di luci colorate montate su una struttura in legno formano un gigantesco colonnato che, con i suoi archi a tutto sesto, ricorda le architetture romaniche e rinascimentali.

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Il Cloud di Brown e Garrett | Foto di Visit Flanders

Ancora più interattiva è l’installazione del 2015 dei canadesi Caitlind Brown e Wayne Garrett: 6 mila vecchie lampadine compongono un gigante “Cloud”. Le potrai accendere o spegnere tirando alcuni fili. Infine, lungo il Korenlei viene riproposto il “Museum of the Moon” del britannico Luke Jerram. Si tratta di una riproduzione in scala della Luna dal diametro di 7 metri. Questa palla gigante fluttuante sulle teste del pubblico era diventata, nella precedente esposizione del 2018, una delle maggiori attrattive, nonché luogo preferito dagli amanti dei selfie.

Le novità di quest’anno

Invece, tra le novità di quest’anno del Gent Light Festival, c’è la mostra dei paralumi per le lampade portatili. Durante il lockdown per il Covid-19 sono state distribuite nelle scuole e alle associazioni diverse lampade al fine di realizzare un paralume artistico e originale. Nei quartieri di Spaanskasteelplein e Prooststraat le opere realizzate saranno in mostra per la prima volta.

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Bozzetto dell’istallazione “Su Pagine Vuote” | Foto di Visit Flanders

Tra le nuove opere d’artista in mostra c’è “Su Pagine Vuote” (“On black pages”). L’opera, realizzata da Luzinterruptus, vuole rappresentare un nuovo inizio: innumerevoli pagine bianche insieme formano una casa. Sono in balia della luce, del suono, del vento e delle emozioni che il visitatore scriverà sulle pareti di questa particolare casa. Altra curiosa istallazione è “Immersione nel mare dei colori” (“Diving in the sea of colors”) dell’artista delle luci tedesco Daniel Margraf. Ogni colore, un’emozione. Immergiti nello spettro di colori dell’istallazione. Dieci colossali proiettori creano una grande “coperta” di colori che si distende sulla strada. Calpestandola ti ritroverai avvolto da essa. Infine, non perderti “Interconnesso” (“Interconnected”) dello studio locale Create. Si tratta di tre strutture luminose che sorgono dalla superficie dell’acqua a Portus Ganda. Sono la rappresentazione delle tre torri della città.

Clicca qui per ulteriori informazioni

Dove si trova Gent?

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Avete accumulato miglia aeree con il programma fedeltà di Alitalia “MilleMiglia”? Ora volete sapere se e come poter utilizzare i punti accumulati dopo la chiusura dell’ex compagnia di bandiera? Proviamo a fornirvi qualche risposta.

La brutta notizia

I punti “MilleMiglia” non possono essere utilizzati sui voli Ita. La nuova compagnia di Stato consente, ma solo per 12 mesi, di mantenere lo status acquisito nei programmi fedeltà di Alitalia e di altre compagnie aeree. Il programma di fidelizzazione di Alitalia (MilleMiglia), invece, sarà venduto nell’ambito di una gara aperta alla quale Ita Airways non potrà partecipare, in modo da impedire il trasferimento diretto di clienti tra le due società.

La buona notizia

Il programma fedeltà MilleMiglia, messo a gara, sarà acquistato da una diversa compagnia aerea (si vocifera Klm o AirFrance) che dovrebbe – con ogni probabilità – garantire il proseguimento del programma stesso, o quantomeno vantaggi per i titolari di punti al fine di conquistare i circa 6 milioni di clienti iscritti a MilleMiglia. Bisogna solo attendere l’acquirente e capire come utilizzare i punti accumulati. Inoltre, non è escluso che Ita Airways possa, in un secondo momento, trovare un accordo con la società che acquisirà il programma MilleMiglia attraverso una forma di partnership.

Il nuovo programma fedeltà di Ita

Ita Airways ha presentato – qualche giorno fa – il suo nuovo programma fedeltà con accumulo di punti. Si chiama “Volare” e prevede quattro livelli: smart, plus, premium ed executive. Da Ita fanno sapere che sarà più facile spendere le miglia premio perché non ci saranno periodi di blackout e le miglia potranno essere riscattate per acquisire voli in qualsiasi momento dell’anno su qualsiasi volo e classe. Inoltre, la nuova compagnia aerea – attraverso un programma di partnership commerciali – i punti potranno essere “spesi” per acquistare servizi e prodotti. L’iscrizione al programma è disponibile via web, sul sito www.ita-airways.com.

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Con il volo AZ1586 da Cagliari a Roma di ieri sera, Alitalia chiude i battenti. Dopo 74 anni di storia, l’ex compagnia di bandiera – sinonimo per gli italiani di viaggi in luoghi lontani – ammaina il suo tricolore. L’ultimo volo è stato accolto da lunghi applausi dei colleghi in divisa, con fiori, lacrime, cori. E tanti abbracci. Lunghi ringraziamenti anche da parte degli ultimi passeggeri. Oggi al suo posto volerà la società pubblica Ita che manterrà, dopo l’acquisto in extremis ieri sera del logo Alitalia, per un totale di 90 milioni di euro. Ma si chiamerà Ita Airways e avrà una livrea azzurra.

La nuova flotta (con meno aerei)

Da oggi Ita opera con una flotta di 52 aerei, anche se già nel 2022 la flotta dovrebbe arrivare a 78 aeromobili fino a raggiungere – nel 2025 – il numero di 105 velivoli di cui 81 di nuova generazione. I dipendenti della nuova compagnia sono attualmente poco meno di 3 mila (rispetto agli 11 mila di Alitalia), ma – secondo i piani industriali – nel 2025 dovrebbero crescere fino a 5.500-5.700. Insomma, una compagnia piuttosto snella che però punta a strutturarsi e ad ampliarsi nei prossimi tre anni.

Cosa succede ai punti MilleMiglia? Clicca qui

Stati Uniti e Giappone sul lungo raggio

Ita serve – al momento – 45 destinazioni, con 61 rotte. Nei prossimi anni si prevede di raggiungere 74 località in Europa e nel mondo con 89 rotte, con un aumento percentuale delle tratte di lungo raggio. Nella stagione invernale appena iniziata, la nuova compagnia raggiunge – sulle lunghe distanze – Tokyo, Boston e Miami da Roma e New York da Milano e dalla Capitale. Per l’estate 2022, si aggiungeranno anche San Paolo in Brasile, Buenos Aires, Washington e Los Angeles.

alitalia ita
Turisti giapponesi in partenza da Roma Fiumicino | Photo by Marcel Pirnay on Unsplash

Europa occidentale, Medioriente e Grecia

In Europa sono garantiti i collegamenti con le principali città (da Fiumicino e Linate): Parigi, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Atene, Madrid e Ginevra. Verso il mondo mediorientale, da Roma si raggiungono anche Tel Aviv, Il Cairo, Tunisi e Algeri.

In Italia

In Italia, le tratte sono le stesse gestite finora da Alitalia. Quindi si può continuare a raggiungere Roma dalla Puglia (Bari e Brindisi), dalla Calabria (Lamezia e Reggio), dalla Lombardia (Milano e Bergamo), dall’Emilia Romagna (Bologna), ma anche da Napoli e dalla Sicilia, per un totale di 21 aeroporti italiani. Mentre i collegamenti con la Sardegna in “continuità territoriale”, passano alla compagnia spagnola Volotea.

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Riparte il turismo verso l’Asia. La città-stato di Singapore annuncia l’allentamento delle restrizioni per i viaggi dall’Italia, a partire dal 19 ottobre. Tutti coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale, potranno ottenere il Vaccinated Travel Pass (VTP), documento di viaggio che consente, attraverso un “corridoio” speciale denominato Vaccinated Travel Lane (VTL) di entrare a Singapore.

Addio quarantena, ma serve il travel pass

Addio quarantena per chi entrerà nella città asiatica con il travel pass che sarà valido per un solo viaggio. Il documento si può richiedere cliccando qui sul sito web del governo locale a partire da oggi e per mettersi in viaggio dal 19 ottobre.

Viaggi a Singapore ma solo con il vaccino (e il tampone)

Possono accedere al pass tutti coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale con i sieri prodotti da Pfizer-BioNTech/Comirnaty, Moderna, AstraZeneca o Johnson&Johnson. Inoltre, è obbligatorio presentare il certificato di avvenuta vaccinazione, rilasciato da qualsiasi paese aderente alla Vaccinated Travel Lane. Inoltre, i viaggiatori dovranno aver soggiornato negli ultimi 14 giorni prima della partenza in Italia (o in uno dei paesi aderenti alla VTL). Oltre al vaccino, chi vuole entrare a Singapore per turismo dovrà sottoporsi a un tampone molecolare entro le 48 ore prima della partenza, e a un secondo all’arrivo a Singapore, e volare esclusivamente con voli diretti.

Infine, i viaggiatori dovranno dotarsi di un’assicurazione di viaggio e utilizzare l’app Trace Together (simile alla nostra Immuni) per facilitare il monitoraggio dei contatti a Singapore.

singapore viaggi
Foto: Singapore Turism Board

E i bambini senza vaccino?

Per quanto riguarda i minori di 12 anni – e quindi per le famiglie che vogliano raggiungere la città asiatica – sono autorizzati a entrare nel Paese sfruttando la Vaccinated Travel Lane, se accompagnati da un viaggiatore con il travel pass.

Bentornati, in sicurezza”

“Siamo lieti di dare il bentornato ai visitatori dall’Italia, un mercato chiave in Europa per il turismo incoming a Singapore”, ha dichiarato Carrie Kwik, direttore esecutivo per l’Europa del Singapore Tourism Board. “Dopo mesi di resilienza, preparazione e innovazione, siamo pronti a far scoprire ai visitatori una Singapore re-immaginata con nuovi hotel, tour e attrazioni turistiche. I visitatori possono vivere Singapore all’insegna della sicurezza e della tranquillità”.

Attenzione alle variazioni

Vi ricordiamo, però, che Vaccinated Travel Lane è sperimentale e quindi può subire variazioni in termini di requisiti e luoghi di partenza. Quindi, prima di mettersi in viaggio verso Singapore, è bene controllare la pagina dedicata alle condizioni di viaggio, per conoscere tutti gli ultimi aggiornamenti.

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Viaggiare in treno? Sì, ma in una carrozza vintage. Torna sui binari italiani lo storico “Arlecchino”, il treno che nel 1960 (cioè 61 anni fa) era considerato l’equivalente delle attuali Frecce e che collegava le principali città italiane del centro-nord. Dalle forme morbide e dagli interni da colori decisi (da qui il nome “Arlecchino”), senza dimenticare i suoi suggestivi salottini con vista frontale, è diventato uno dei simboli dell’Italia degli anni sessanta, che guardava al futuro. Ovviamente non verrà utilizzato come treno di linea, ma per iniziative turistiche speciali dal gusto retrò. Il primo viaggio inaugurale aperto al pubblico si è tenuto il 3 ottobre da Bologna a Roma, passando per Firenze, lungo la storica ferrovia Porrettana. Così in Italia inizia l’epoca del turismo ferroviario esperienziale a grande velocità.

Restauro e sicurezza

L’unico “Arlecchino” superstite dei quattro messi in circolazione, è stato profondamente restaurato dalla Fondazione FS dal 2016 al 2019. Il convoglio ha subito anche un ammodernamento per rispettare gli standard di sicurezza. Se avrai il privilegio di viaggiare a bordo di questo treno, troverai nuovi interni (ma fedeli agli originali), una carrozza ristorante adibita a bar con nuove attrezzature ma dall’estetica retrò, moderni impianti di illuminazione e aria condizionata. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, è stato istallato il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT), che monitora la velocità come sui treni più moderni.

treno arlecchino
Gli interni della carrozza “Rossa” | Foto di Archivio Fondazione FS – G. Sodi

Treno Arlecchino, un po’ di storia

Questo modello di treno venne prodotto nel 1960 dalla Ernesto Breda sulla base del più grande Settebello ETR 300, il rapido che collegava Roma a Milano: stessa forma e stessa filosofia progettuale, ma solo quattro carrozze per renderlo più versatile. La prima carrozza, “la blu” era caratterizzata dal frontale aerodinamico e dal “belvedere” (i finestrini guardano nella direzione di marcia e non solo lateralmente perché la cabina del macchinista è sopraelevata e sporge come una cupola al di sopra del treno. Qui, fino al 1970 c’era il bar. La seconda carrozza, “la marrone”, prevedeva due ambienti con pavimento di ceramica scura. La terza ospitava i servizi: deposito bagagli, cucina e la cabina telefonica pubblica, oltre al comparto del capotreno con la radio. Infine, la carrozza numero 4, “la verde”, era uguale alla prima ma con i divani di diverso colore: verde, appunto.

Nei prossimi mesi, Fondazione FS pubblicherà un calendario dei prossimi viaggi. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

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Avevi in programma un viaggio in località esotiche ma l’hai dovuto rimandare a causa del Covid? Bene, sappi che da oggi è possibile raggiungere alcune delle più belle e suggestive mete marittime extra Ue grazie ai corridoi turistici “Covid free” istituiti dal Ministero della Salute. Puoi ora visitare le Maldive, le Seychelles, le Mauritius e l’Egitto (ma solo Sharm El Sheikh e Marsa Alam), oltre che la Repubblica domenicana e l’isola di Aruba. Si tratta della prima forma di sperimentazione dei cosiddetti “itinerari turistici controllati”.

Addio quarantena, obbligo di green pass

Il governo italiano consente ora di raggiungere alcune località nel mondo per motivi turistici ma secondo chiare e stringenti misure di sicurezza sanitaria, in partenza, durante la permanenza e al ritorno. Chi approfitta dei corridoi evita la quarantena sia all’arrivo che al ritorno. Ma con l’obbligo di green pass. Oltre al documento “verde”, è necessario in partenza un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Se si soggiorna all’estero per più di una settimana è necessario un nuovo tampone prima del ritorno e uno al rientro. Se quest’ultimo sarà negativo non sarà necessaria la quarantena o l’isolamento fiduciario.

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Photo by Suhyeon Choi on Unsplash

Le regole durante il soggiorno

Durante la permanenza in hotel o nei resort, gli organizzatori del viaggio devono assicurare il rispetto delle normative anti-Covid: uso delle mascherine, presenza di un medico e misurazione quotidiana della temperatura corporea. Inoltre, i ristoranti delle strutture devono prevedere orari differenziati per evitare assembramenti. Obbligatoria anche un’assicurazione sanitaria “Covid” per il rimpatrio protetto e l’assistenza sul posto.

La valutazione della sperimentazione dei corridoi turistici

Un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute monitorerà nei prossimi mesi questa sperimentazione. Partecipano al tavolo anche rappresentanti dei Ministeri del Turismo e degli Affari esteri, i rappresentanti della cooperazione internazionale, gli operatori turistici e quelli aeroportuali.

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In viaggio con Dante. No, non all’inferno. Ma ripercorrendo i luoghi del poeta, tra Toscana e Romagna. Si chiama “Il treno di Dante” ed è il nuovo progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna che, in occasione del 700° anniversario delle celebrazioni dantesche, propone un viaggio a bordo di un treno storico messo a disposizione da Trenitalia per viaggiare tra Firenze e Ravenna, le due città che hanno maggiormente segnato la vita dell’autore della Divina Commedia, per l’occasione dei 700 anni dalla morte di Dante.

Rimangono ancora pochi giorni per salire su una carrozza storica e vivere questa esperienza di viaggio lenta e suggestiva, attraverso l’Appennino. L’iniziativa si concluderà il 10 ottobre e porta il viaggiatore alla scoperta delle terre che Dante Alighieri visitò nel suo cammino tra le due città.

dante treno 100 porte
Una carrozza storica “100 porte” | Sandro Baldi, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

In viaggio su un antico “100 Porte”

Puoi salire a bordo di un convoglio speciale costruito più di un secolo fa, il cosiddetto “100 Porte” – caratterizzato da interni interamente in legno – che ricorda le diligenze dei primi del secolo scorso. Un vero e proprio gioiello della tecnologia ferroviaria italiana dei primi del ‘900.

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Veduta di Firenze | Photo by Jonathan Körner on Unsplash

Tra le città e i borghi di Dante

Il treno viaggia ogni fine settimana. Parte da Firenze, città natale di Dante Alighieri, e raggiunge Vaglia, il primo comune del Mugello, e Borgo San Lorenzo. Il treno prosegue poi verso Ronta, Scarperia e San Piero a Sieve. Tocca le colline di Vicchio, nella zona dove nacquero Giotto e Beato Angelico. Il treno continua per Marradi, cittadina appenninica dove nacque il poeta Dino Campana, per poi fare tappa a Brisighella. Dopo Faenza, il treno raggiunge Ravenna, dove Dante completò la sua Divina Commedia e morì nel 1321. Sul treno troverai hostess e steward che ti daranno indicazioni su ogni tappa del treno. Se decidi di scendere in una delle fermate, avrai indicazioni in merito a musei, teatri e palazzi storici ai quali potrai accedere gratuitamente con il biglietto del treno, anche in un giorno diverso da quello del viaggio.

Basilica di San Vitale a Ravenna treno dante
Basilica di San Vitale a Ravenna | Foto di chatst2 da Pixabay

A ogni fermata

Il costo del biglietto del Treno di Dante è di 54,50 euro andata e ritorno, e di 29 euro per una singola tratta. La tariffa comprende, oltre al viaggio e alla visita gratuita a musei e monumenti in tutte le località toccate dal percorso, uno sconto del 10% nei ristoranti e locali delle località che si trovano sulla tratta ferroviaria. Inoltre, per facilitare gli spostamenti tra le varie località tutti i viaggiatori che decidono di scendere in una delle quattro tappe intermedie, possono usufruire anche di un biglietto gratuito per usufruire dei treni regionali ordinari nella stessa giornata, per raggiungere le ulteriori tappe. Infatti, il treno speciale effettua una sola corsa da Firenze a Ravenna durante la mattina, e una da Ravenna a Firenze in serata.

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La neve bianca, il suono degli attacchi che si chiudono, il rumore della lamine mentre scivolano sul ghiaccio. A molti nell’ultimo inverno sono mancati i weekend e le settimane sulle piste da sci. Ma quest’anno si tornerà finalmente a sciare. Con il Green pass.

Green pass obbligatorio sugli impianti

A causa della pandemia, per tutto il 2021 gli impianti di risalita sono rimasti chiusi (fatta eccezione per le piste di allenamento delle squadre agonistiche e dei rari impianti estivi). Tra poco più di due mesi, però, la neve ricomincerà a cadere e le montagne saranno di nuovo imbiancate. Salvo sorprese, quest’inverno si potrà tornare a indossare gli scarponi e a scendere lungo le piste. Con le ultime modifiche inserite nel Decreto Green pass bis, l’obbligo della carta “verde” viene estesa anche agli impianti di risalita. L’ok definitivo al Green pass su funivie e seggiovie dovrebbe arrivare il 5 ottobre con il voto del Senato. L’obbligo, al momento, non è previsto per i minori di 12 anni.

Capacità all’80%

Sembra quindi scongiurato un altro inverno senza sci, dopo un anno di chiusure. Secondo il decreto, qualora non subisse ulteriori – ma poco probabili – modifiche, non ci saranno limiti al rilascio dello skipass, diversamente dalle linee guida dello scorso inverno, mai attuate. L’unica limitazione, oltre a quella del Green pass, riguarda la portata degli impianti chiusi che sarà ridotta all’80% e rimarrà in ogni caso l’obbligo di mascherina. Non è ancora chiaro, però, se l’obbligo di Green pass riguardi anche quei comprensori che non hanno impianti di risalita chiusi (seggiovie senza cupola, tapis roulant e skilift).

Le regole in funivia

Intanto, è stato firmato il protocollo d’intesa da i vari soggetti coinvolti per la riapertura degli impianti. Oltre alle disposizioni di legge in merito all’uso del Green pass, i gestori degli impianti si impegnano a favorire quanto più possibile la vendita online dei titoli di viaggio per evitare code. Inoltre, dovranno prevedere personale addetto alla gestione dei flussi per evitare assembramenti, specifiche attività di sanificazione e il divieto di consumare cibo e bevande durante il trasporto, oltre al divieto di fumo.

Insomma, quest’anno gli sci non resteranno in cantina.

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New York, Miami, Los Angeles. Dopo un anno e mezzo di restrizioni, finalmente si potrà tornare a volare verso gli Stati Uniti per turismo. Chi è vaccinato contro il Covid-19 potrà entrare dall’Unione europea e dalla Gran Bretagna. Lo ha annunciato la Casa Bianca, mettendo fine al cosiddetto travel ban imposto dall’amministrazione Trump all’inizio della pandemia il 14 marzo 2020 . Da mesi, infatti, pur candendo le restrizioni europee nei confronti dei cittadini statunitensi, non è possibile per gli abitanti del Vecchio Continente viaggiare per turismo verso le mete più gettonate degli Usa.

Da quando?

Ma non si potrà viaggiare subito verso gli Usa. Sarà possibile andare oltreoceano solo a partire da novembre (ma la data esatta non è ancora stata comunicata) e solo se “completamente vaccinati”. Inoltre, sarà sempre e comunque obbligatorio il tampone che dovrà essere effettuato nelle 72 ore precedenti alla partenza.

golden gate san francisco viaggi usa vaccinati
Il Golden Gate di San Francisco | Photo by rigel on Unsplash

Il nodo Astrazeneca

Ma non è detto che tutti i cittadini europei potranno entrare negli Stati Uniti. Infatti, c’è ancora da sciogliere la questione relativa ad Astrazeneca il cui siero non è riconosciuto negli Usa, ma largamente impiegato in Europa. A decidere se consentire l’accesso anche a chi si è vaccinato con Astrazeneca sarà il Cdc (Centers for Disease control e prevention). Ma la decisione non sarà, con ogni probabilità, immediata e scontata.

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Ringraziare la Terra per i frutti che ha donato. In Alto Adige, la città di Merano si prepara alla tradizionale Festa dell’Uva che – in autunno – chiude la stagione dei raccolti prima che il gelo ricopra ogni cosa. Quest’anno l’evento si terrà tra il 16 e il 17 ottobre, il terzo fine settimana del mese, un appuntamento che, dal 1886, più di ogni altro rappresenta la storia di questo territorio.

La nuova Festa dell’Uva avrà un format ridotto nel numero di eventi – rispettando quanto previsto dalla normativa anti Covid – ma sarà comunque un momento di forte richiamo con due giorni di musica popolare, cibo e convivialità. Non mancheranno i carri allegorici più famosi. Non si terrà alcun corteo ma i carri potranno essere ammirati nelle piazze. Nelle strade invece incontrerai i Saltner (saltari), antichi protettori delle vigne con il loro costume storico e il loro copricapo di piume di pavone. Non mancheranno, poi, gli schioccatori di fruste che mostreranno la storica usanza dei contadini.

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Due ragazze in costume tipico durante la Festa

Un ritorno alle origini, una festa da vivere in modo anche più intimo e un’opportunità diversa per passare due giorni coi propri cari per celebrare il raccolto, mangiando piatti della tradizione tirolese più antica e ascoltando musica dal vivo. I concerti delle bande altoatesine si svolgeranno presso la terrazza del Kurhaus. Sabato sera toccherà alla band di ottoni più famosa al mondo – la Black Dyke Band. Domenica, invece, alcuni cori altoatesini si esibiranno in quattro piazze diversi della città.

Inoltre, durante la “Giornata delle erbe aromatiche Alto Adige”, in Piazza delle Terme, i produttori locali presenteranno una grande varietà di erbe e spezie, per aromatizzare i piatti.

merano festa uva
A tavola per assaggiare lo speck e il pane. E un immancabile bicchiere di vino rosso

Partecipare alla Festa dell’Uva potrà anche essere l’occasione per prender parte anche a una delle più antiche tradizioni meranesi: il Törggelen. L’usanza del Törggelen, ovvero, l’“andar per locande”, è espressione tipica della cultura locale, che unisce una bella passeggiata ai gusti di stagione, come il sapore delle caldarroste e del vino nuovo, o le specialità più tipiche della cucina sudtirolese. I contadini apriranno le porte dei propri masi e accoglieranno persone per un pranzo o una cena, tra ottobre e novembre, nel momento in cui la natura si offre panorami, colori pastello e ancora giornate di sole.

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