Informazioni di servizio

Liberi di andare in bici. Senza l’assillo del traffico. Lungo i tornanti, faticando in salita. Godendo di un paesaggio senza eguali. È finalmente arrivato il momento. Domani, 19 giugno, si terrà il Dolomites Bike Day, giunta alla sua quarta edizione, a cavallo del confine tra Veneto e Alto Adige.

Non esiste un punto di partenza. Ne esistono diversi (non è una gara): Corvara, San Cassiano, La Villa, Arabba, Pieve di Livinalongo, Cernadoi. Lungo i 51 chilometri dell’anello si affronteranno tre passi (Campolongo, Falzarego e Valparola) con un dislivello di 1370 metri, da percorrere in circa 3 ore. Le strade rimarranno completamente chiuse al traffico dalle 8:30 fino alle 14:30.

Ciclisti esperti e amatori di qualsiasi età possono così pedalare sulle strade del mito: qui passano il Giro d’Italia e la Maratona dles Dolomites. Per partecipare non servono iscrizioni, non ci sono obblighi se non quello del rispetto della strada e degli altri ciclisti. L’importante è condividere questo momento di silenzio e libertà dal traffico al cospetto delle pareti rocciose che si stagliano imponenti valle dopo valle.

Inoltre, questa può essere l’occasione per percorrere le strade della Maratona dles Dolomites che si terrà il prossimo 4 luglio. Infatti, il suo percorso in buona parte combacia con quello della Dolomites Bike Day. La Maratona è una gran fondo tra le più ambite delle Alpi. Ogni anno può contare circa 30 mila richieste d’iscrizione, ma solo 9mila ciclisti vengono ammessi. Così, anche gli esclusi potranno godere dei paesaggi e della fatica, sotto il sole a picco per rifiatare lungo le discese.

Scarica qui il tracciato Gpx

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Laghi blu e una splendida cittadina. In Austria a pochi chilometri dal confine italiano e da Tarvisio, c’è l’incantevole Villach. Il suo abitato che risente delle influenze meridionali, è attraversato dal fiume Drava ed è contornato da magnifici laghi. Ora puoi scoprire il suo territorio più facilmente grazie a una card – distribuita gratuitamente presso tutti gli alloggi convenzionati – che consente di risparmiare sull’acquisto di biglietti per varie attrazioni (da quella culturale a quella sportiva, senza dimenticare le esperienze enogastronomiche) prevede una ricca offerta di iniziative che varia nel corso dell’anno.

Le proposte di primavera

Fino al 4 luglio con la Erlebnis Card, che consente di scoprire il territorio di Villach, potrai pedalare dal lago di Ossiach fino a Spittal, Hermagor e Tarvisio, e rientrare con il servizio del “bus ciclistico”. Spazio anche agli amanti della mountain bike con lezioni presso il centro “areaone”. Per gli appassionati di montagna, imperdibile un’escursione guidata su un tratto dell’Alpe Adria Trail o lungo uno degli Slow Trail. I più avventurosi potranno cimentarsi lungo via ferrata sul Kanzianiberg, o una più facile escursione “Magia sul sentiero” a Bad Bleiberg. I più piccoli potranno divertirsi in sella a simpatici pony a Ledenitzen, sul Lago di Faak. In calendario lungo la settimana anche visite guidate alla scoperta della città di Villach e una degustazione al giardino d’agrumi “Zitrusgarten” o alla distilleria Jesche. Potrai trascorrere due ore gratis presso il grande centro termale vicino a Villach “KärntenTherme”, con un ingresso dopo le ore 16, oltre che l’ingresso alla piscina con acqua termale Urquelle (una volta per soggiorno, il sabato o la domenica).

mountain bike villach carinzia
Sentieri per mountain bike sul Lago Faak © Region Villach Tourismus | Martin Hofmann

Un’estate di divertimento

La Erlebnis Card consente di pedalare anche durante l’estate, dal 5 luglio al 12 settembre 2021, con varie proposte: da non perdere gli itinerari dal Lago di Faak a Hermagor, dal Lago di Ossiach a Spittal, fino a Tarvisio. Gli amanti degli sport acquatici potranno divertirsi con i corsi di SUP-yoga sui laghi di Faak e Ossiach: qui potrai anche assistere a uno spettacolo di sci nautico notturno. Sessioni di yoga sono previste anche sul Lago Aichwaldsee. Non perderti poi gli workshop sul Dobratsch dedicati al tempo del mondo alpino e la caccia al tesoro con “geocaching” attraverso il navigatore satellitare nel Tauernwald. Cimentati poi nell’arrampicata presso la palestra di roccia Peterlewand e sul Kanzianiberg, oppure passeggia con gli alpaca a Bad Bleiberg, o partecipa alle visite guidate della città di Villach. Anche d’estate potrai accedere una volta dopo le ore 16 alle KärntenTherme.

villach laghi card
Coppia sugli stand up paddel sulle acque del Lago Faak © Region Villach Tourismus | Michael Stabentheiner

Dove alloggiare?

A Villach e nel suo territorio non ci sono solo i classici hotel, o le case vacanza. Forse il modo più suggestivo per scoprire le meraviglie della zona turistica di Villach e dei suoi laghi c’è sicuramente il campeggio. Sul territorio ci sono ben 28 camping, dotati di ogni comfort. Molti di questi hanno ricevuto diversi premi e riconoscimenti per la loro ampia offerta di accoglienza. Sul Lago di Afritz troverai due campeggi, sei intorno al Lago di Faak, sedici nell’area del Lago di Ossiach. La città di Villach può contare, inoltre, di due campeggi urbani. Per chi non avesse l’attrezzatura adeguata, la maggior parte delle strutture offre la possibilità di noleggiare roulotte e tende sul posto, senza dimenticare le comode tiny house e gli appartamenti. Inoltre, all’interno delle strutture, si trovano diversi negozi.

Per ulteriori informazioni, clicca qui. Gran parte degli eventi e delle attività proposte con la Erlebnis Card sono gratis. In alcuni casi il trasporto o l’ingresso è a pagamento, con agevolazioni. È quindi bene informarsi prima. Per partecipare alle iniziative è necessario prenotarsi entro le ore 12 del giorno precedente. La tessera può essere integrata con la Kärnten Card per usufruire degli accessi gratuiti ai musei non solo a Villach ma in tutta la Carinzia.
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Il “green pass” europeo è realtà. L’8 giugno il Parlamento europeo ha dato l’ultimo via libera al documento che consentirà a tutti i cittadini dell’Unione di spostarsi tra i paesi Ue senza più restrizioni. Quindi addio quarantene grazie a quello che sarà un certificato digitale. Addio tampone anche per chi è vaccinato e chi è stato colpito da Covid negli ultimi sei mesi. Ma il “green pass” non darà diritto di spostamento solo ai cittadini della Ue. Aderiscono al progetto, infatti, anche Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Si potrà viaggiare da e per questi paesi senza più restrizioni.

Come funziona il green pass europeo?

La certificazione verde entrerà in vigore, come già si sapeva, il 1° luglio. Fino a quella data, tutti i governi nazionali dovranno adeguare i propri sistemi informatici per consentire l’uso dalla piattaforma tecnologica predisposta da Bruxelles. Infatti, il certificato avrà un Qr code che dovrà consentire alle autorità predisposte al controllo di ottenere istantaneamente conferma dell’autenticità del documento in tutta Europa. Per far questo, le certificazioni rilasciate da ogni singolo Paese verranno inserite nel sistema europeo che raccoglie i dati di tutti i certificati.

europa covid green pass
Foto di TheAndrasBarta da Pixabay

Chi ne ha diritto?

Come abbiamo già spiegato, non tutti potranno ottenere questo documento. Ne avranno diritto in primo luogo tutti i vaccinati. Con prima o seconda dose? Beh, qui sorge il primo problema. Ne hanno sicuramente diritto tutti i vaccinati che abbiano concluso il ciclo, dopo 14 dall’ultima iniezione. Alcuni paesi possono decidere autonomamente di riconoscere valida anche solo la prima dose. Il governo italiano, per esempio, sembra intenzionato ad accettare sul territorio nazionale anche chi ha avuto solo la prima dose, dopo 14 dall’iniezione. La validità del pass sarà di 9 mesi dall’ultima dose ricevuta. La seconda categoria che ne avrà diritto sono i guariti dal Covid. Per loro la “libertà” sarà di sei mesi (a meno che non abbiano intanto ricevuto la prima dose del vaccino; in questo caso la validità è di 9 mesi dall’iniezione).

Tutti gli altri potranno ricevere il “green pass” solo attraverso il tampone. In questo caso la validità del documento sarà di 48/72 ore. L’Unione europea lascia a ogni paese la scelta di accettare o meno i test rapidi (mentre i molecolari, più affidabili, sono sempre ammessi) e il tempo di validità. La Ue consiglia 48 ore per i test rapidi e 72 ore per i molecolari. Per questo, prima di mettersi in viaggio, consigliamo di verificare la normativa locale attraverso il sito dell’ambasciata italiana nel paese di destinazione. I minori che viaggiano accompagnati, qualora i genitori dispongano di green pass, non dovranno sottoporsi alla quarantena, ma se maggiori di 6 anni dovranno effettuare il tampone.

Un pass solo digitale

[Aggiornamento: 18/06/2021] Il certificato, che sarà in versione digitale, potrà essere gestito dai cittadini italiani attraverso l’app Io, già utilizzata per il cashback sui pagamenti elettronici e per richiedere il bonus vacanze, e l’app Immuni, che – pur non avendo sortito gli effetti sperati sul tracciamento dei contagi – ha ora questa nuova importante funzione. Chi ha l’app Io non deve far nulla e troverà la certificazione nei prossimi giorni. Chi utilizza Immuni, deve avere a disposizione il numero della tessera sanitaria, la sua data di scadenza e il codice identificativo rilasciato per la vaccinazione, la negativizzazione e per il tampone effettuato. Per chi non ha dimestichezza con i sistemi digitali, si può richiedere copia cartacea dal medico di base o in farmacia.

Foto di copertina by oxana v on Unsplash

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In bicicletta è il viaggio per eccellenza. Lentamente, sotto il sole o sotto la pioggia, controvento, in salita o in discesa, vivi la scoperta fin dentro, nelle ossa. Perché pedalare significa essere attivi ma anche vivere un’esperienza a impatto praticamente zero. Al cicloturismo (cioè viaggiare in bicicletta) è dedicato un intero weekend con un ricco calendario di iniziative in tutta Italia: due giornate, 19 e 20 giugno, in cui potrai salire in sella alla tua bicicletta e andare alla scoperta delle bellezze, dei sapori e dei colori dei territori italiani, a partire da quelli più vicini come gli itinerari fuori porta e i parchi regionali, oltre alle ciclovie di qualità lungo ferrovie dismesse o corsi d’acqua.

Si tratta della prima edizione delle Giornate Nazionali del Cicloturismo, organizzate dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e ActiveItaly, la rete di tour operator italiani specializzati nel turismo attivo e sostenibile. L’iniziativa punta a “promuovere il turismo in bicicletta come volano economico e chiave di rilancio per l’economia locale e per far ripartire il settore turistico in sicurezza”, spiegano gli organizzatori. Un settore che sta crescendo negli ultimi anni: la scorsa estate, per esempio, ha visto circa 5 milioni di cicloturisti italiani in movimento sul territorio nazionale, con un giro d’affari compreso tra i 5 e i 7 miliardi di euro. E nel settore sono pronti a scommettere che ci saranno ancora più persone e famiglie disposte a viaggiare in bicicletta.

cicloturismo bicicletta
© FIAB

Ma attenzione: il cicloturismo non è un modo di viaggiare riservato agli atleti: tutti possono avvicinarsi a questa esperienza. Tutto sta nella scelta del tracciato (la lunghezza ma anche il dislivello e la presenza o meno di ciclabili separate dal traffico autostradale) e della bicicletta (meccanica o a pedalata assistita). Per questo chiunque può partecipare alle tantissime e facili escursioni su due ruote proposte durante il weekend dagli operatori della rete ActiveItaly e dalle 190 associazioni FIAB locali presenti su tutto il territorio nazionale (calendario completo in costante aggiornamento sul sito andiamoinbici.it di FIAB). In molte delle escursioni in bicicletta previste verranno coinvolte realtà e produttori locali, per visite mirate e assaggi di prodotti tipici.

“Molte persone, nell’ultimo anno, hanno scoperto la bicicletta quale mezzo di trasporto sicuro negli spostamenti quotidiani e sono oggi pronte a trascorrere le vacanze sulle due ruote”, spiega Alessandro Tursi, presidente di FIAB. “Le Giornate Nazionali del Cicloturismo che abbiamo messo in campo con ActiveItaly saranno un momento di festa, ma anche l’occasione per mettere nuovamente in luce quanto ci sia ancora da fare per agevolare questa tipologia di vacanza. Mi riferisco, ad esempio, alla necessità di normalizzare e rendere flessibile l’intermodalità, ovvero la possibilità di accedere ai treni e agli altri mezzi di trasporto pubblico locale con la propria bici al seguito”. Ma per gli organizzatori è anche importante la messa in sicurezza, attraverso una specifica regolamentazione, delle strade cicloturistiche, dove sia definita la precedenza per chi si muove sulle due ruote.

La crisi del Covid ci ha portato a guardare con più attenzione al mercato interno che è pronto e desideroso di scoprire questa nuova modalità di turismo che, al contrario di quanto si possa pensare, è davvero adatto a tutti: famiglie con bambini, senior, giovani, adulti, spiega Monica Price, presidente di ActiveItaly. Si parte da proposte di escursioni di mezza giornata, di una giornata intera o su più giorni, e con distanze totali che variano da qualche decina a centinaia di chilometri. “Il cicloturismo è una risposta concreta all’overtourism, perché valorizza le aree interne, i piccoli borghi e si sviluppa soprattutto in bassa stagione. È un turismo a emissioni zero, che crea delle connessioni reale tra i viaggiatori e le comunità locali”, conclude Price.

Tra le proposte si va dalla scampagnata “Merenda in cascina” nei pressi di Gorgonzola in Lombardia (con tanto di assaggio dei prodotti gastronomici locali), al Giro del Lazio in otto tappe da circa 600 chilometri totali, dal mare ai monti in Abruzzo (in quattro giorni), fino al giro dei laghi dolomitici. Qui l’elenco in continuo aggiornamento.

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Più notti, più sogni. In parole povere: soggiorni gratis nelle strutture ricettive del Lazio. Stavi pensando di visitare Roma, oppure di scoprire la provincia di Viterbo, o la città di Rieti? Oppure semplicemente di trascorrere qualche giorno sulla costa laziale? Quest’estate è il momento migliore. Infatti, la regione ha stanziato 10 milioni di euro per favorire la permanenza di turisti sul territorio con l’obiettivo di incentivarli – in un periodo di crisi economica – a scegliere il Lazio (e non solo Roma).

Il meccanismo è piuttosto semplice. La regione ha individuato due formule: il 3+1 e il 5+2. In pratica, se decidi di soggiornare tre notti nella stessa struttura, avrai diritto a una notte gratis, se invece prenoti cinque notti, potrai completare la settimana con due soggiorni aggiuntivi. La notte o le notti in più saranno a carico della Regione e liquidate direttamente alla struttura ricettiva.

subiaco
Il monastero di San Benedetto a Subiaco | Foto di stefanom1974 via Pixabay

Devi, però, prenotare nelle strutture convenzionate il cui elenco sarà consultabile presumibilmente nella prima metà di giugno sul sito VisitLazio.com, attraverso un sistema di geolocalizzazione. Potrai effettuare la prenotazione delle vacanze direttamente sul portale e potrai usufruire della notte/notti gratis a partire dai primi giorni di luglio e fino ad esaurimento delle risorse previste.

Inoltre, per favorire il turismo e gli spostamenti dei più giovani la Regione Lazio ha anche previsto di concedere ai possessori della ‘Lazio Youth Card’, residenti o domiciliati nel Lazio (con età compresa tra i 16 e i 25 anni) 30 giorni di viaggi gratuiti e illimitati sui bus Cotral e sui treni regionali, fino alla riapertura delle scuole, oltre a sconti in alberghi, b&b e campeggi convenzionati. In questo modo i giovanissimi potranno diventare “turisti di prossimità” e scoprire le bellezze del Lazio, viaggiando gratis da Minturno ad Acquapendente, da Montalto di Castro a Corvaro.

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Ripercorrere il viaggio di Enea. Da Troia a Roma (quasi). Da Oriente a Occidente. Per mare, alla scoperta dei luoghi toccati dall’eroe troiano con il figlio Ascanio e con il padre Anchise, seguendo i versi di Virgilio. Questo itinerario è oggi diventato il 45° itinerario certificato dal Consiglio d’Europa tra i percorsi che invitano alla scoperta di un patrimonio di testimonianze archeologiche, religiose, artistiche e naturalistiche, ma anche ai valori fondamentali come democrazia, diritti umani, scambi interculturali. Così il viaggio di Enea affianca, tra gli altri il Cammino di Santiago, il primo a essere stato riconosciuto nel lontano 1987.

rotta di enea
La Rotta di Enea | Immagine elaborata dall’Associazione Rotta di Enea

Un itinerario unico

Si tratta del primo itinerario marittimo turistico-archeologico al mondo. Il riconoscimento è arrivato grazie al lavoro dell’Associazione Rotta di Enea, che dal 2018 segue il progetto, coordinandosi con il Comune di Edremit in Turchia (dove si trova il sito archelogico di Antandros, città da cui si imbarcò Enea) e la fondazione Lavinium in Italia. L’itinerario solca tutto il Mediterraneo centro-orientale e tocca ben cinque Stati: Turchia, Grecia, Albania, Italia e Tunisia. Ben 21 tappe principali, sei siti dell’Unesco e tre parchi nazionali, oltre a tutte le bellezze ed eccellenze della costa dell’Italia meridionale.

Sulle orme di Enea

Si parte da Troia, sito Unesco dal 2018 e sede di uno straordinario museo dove è custodita la maggiore collezione di sculture al mondo di luoghi e personaggi mitici dell’Iliade. Da scoprire nei pressi di Troia il Parco Nazionale del Monte Ida, dove Anchise avrebbe incontrato la futura madre di Enea, la dea della bellezza Afrodite. Mentre poco più a nord, il sito archeologico di Antandros. Da qui inizia la navigazione (vera o immaginaria) verso Dalos, per poi proseguire a Butrinto, antica città albanese sullo Ionio dove Enea incontrò Andromaca. Poi si sfiora il Salento e si raggiunge quella che fu colonia greca: Crotone. Si ritorna in mare verso Cartagine, oggi territorio tunisino, dove Enea incontrò Didone. Si ritorna in Sicilia, verso Trapani, dove, la leggenda vuole, morì Anchise. Il viaggio via mare prosegue verso Cuma, prima colonia greca nel Mediterraneo occidentale, dove Enea incontra la Sibilla, per risalire a Pozzuoli e il Parco archeologico dei Campi Flegrei. E ancora, Gaeta fino all’antica Lavinum (oggi Pratica di Mare), dove il viaggio termina e dove puoi visitare quella che viene definita la tomba di Enea.

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Viaggiare e non solo. Oltre alla carta d’identità e alla patente, il “green pass” sta entrando a far parte dei documenti fondamentali per spostarsi. Per il momento rimane un documento “virtuale” ed è sostituito dalla certificazione vaccinale o di negativizzazione. In alternativa può essere sostituito da un documento di negatività rilasciato dopo essersi sottoposti al tampone molecolare o antigenico, effettuato nelle 48 ore precedenti. Ne abbiamo già scritto qui. Scopriamo quindi come utilizzare il green pass per andare in vacanza, le norme sul coprifuoco e le riaperture dei ristoranti, anche al chiuso.

Green pass, a cosa serve?

Al momento il green pass consente di spostarsi anche da e per le regioni rosse o arancioni, verso la Sardegna [Aggiornamento: l’obbligo in Sardegna è decaduto il 16 giugno] (e verso tutte le regioni che imporranno restrizioni all’ingresso autonomamente) e a partecipare ad alcuni eventi e spettacoli all’aperto. È obbligatorio per partecipare alle feste di matrimonio a partire dal 15 giugno. Inoltre, la stessa certificazione verde è spesso accettata per spostarsi anche verso altri paesi europei (ne abbiamo parlato qui). Potrebbe presto consentire di ritornare in Italia dai paesi europei senza doversi sottoporre al tampone.

aereo covid
Photo by Eva Darron on Unsplash

Quanto dura il green pass?

La validità temporale della certificazione verde, obbligatoria anche per minori con più di due anni, dipende dalla tipologia di documento presentato. Se si è guariti dal Covid-19, il pass vale per i sei mesi successivi alla negativizzazione. Se si è vaccinati, invece, la durata del documento è di nove mesi dalla seconda dose (quando prevista). Importante novità, invece, riguarda la possibilità di usufruire del pass già dopo la prima dose a partire dal 15° giorno fino alla data prevista per la seconda iniezione. Mentre per chi si sottopone al tampone, la validità del pass è di sole 48 ore. Il costo per il tampone rapido è di circa 20-30 euro, mentre quello molecolare (talvolta l’unico accettato all’estero) oscilla tra i 60 e i 100 euro. Il green pass per vaccinati e negativizzati, invece, non ha alcun costo.

Presto il green pass europeo

A giugno dovrebbe essere introdotto il Dgc, cioè il green pass europeo. Sarà molto simile all’attuale certificazione italiana, ma avrà in più un codice QR attraverso il quale coloro che sono preposti ai controlli potranno recuperare rapidamente un numero univoco con il quale verificare (su tutto il territorio dell’Unione europea) le informazioni fornite. In questo modo, ci si potrà spostare per tutta l’Europa senza doversi sottoporre a ulteriori test o a quarantene precauzionali. Sostituirà il green pass italiano.

ristorante covid
Photo by Pablo Merchán Montes on Unsplash

Il coprifuoco, verso l’addio

Altro punto importante che tanti dubbi sta generando in chi sta pensando di prenotare una vacanza, è la questione legata al coprifuoco. Da oggi l’obbligo di rientrare nelle proprie abitazioni è slittato dalle 22 alle 23 su tutto il territorio nazionale. Niente coprifuoco per chi vive o dimora in una regione bianca, mentre nelle altre regioni il coprifuoco subirà un ulteriore slittamento alle 24 a partire dal 7 giugno. Se i dati della diffusione del virus saranno positivi, a partire dal 21 giugno sarà abolito su tutto il territorio nazionale.

Bar, locali e ristoranti

I ristoranti e i bar hanno già riaperto all’esterno in zona gialla. A partire dal 1° giugno sarà possibile mangiare seduti al chiuso (aspetto importante in zone di montagna) anche la sera o sarà possibile bere una tazza di caffè al banco.

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Le canzoni di Franco Battiato narrano di luoghi lontani, esotici. Bastava una strofa per evocare posti senza tempo, dalla Turchia all’Irlanda, dagli Stati Uniti al Giappone. A volte suggestioni estetiche, altre volte immagini. Così con una canzone Battiato era in grado di farci girare il mondo.

Per questo un suo fan, Alessio Arnese, ha realizzato una mappa con tutti (o quasi) i luoghi delle canzoni del cantautore siciliano. Ogni punto sulla cartina è legato alla strofa in cui viene citata la località. È sufficiente cliccare sul singolo segnaposto per scoprire il luogo e il verso. E si nota subito come le canzoni di Battiato abbiano “toccato” quasi tutto il mondo: l’Europa, certamente, ma anche l’Asia, l’Africa e gli Stati Uniti. Ma non mancano luoghi estremi come l’Isola dell’Elefante e la Georgia australe.

Visualizza qui la mappa realizzata con OpenStreetmap
Copertina - Photo credit: Ale3me, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

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Addio quarantena. Nei prossimi giorni all’interno dell’Unione Europea ci sarà un graduale allentamento delle misure in entrata tra i vari Paesi per l’emergenza Covid-19. Si viaggerà ancora con il test del tampone in tasca, ma quasi tutti gli stati europei hanno eliminato o elimineranno nei prossimi giorni l’obbligo di quarantena che di fatto limita fortemente il turismo. Vediamo la situazione nei principali Paesi europei e nei paesi che confinano con l’Italia.

Restrizioni nei principali Paesi europei

Gran Bretagna

Londra covid

 

Londra Photo by Eva Dang on Unsplash

Partiamo subito da una delle mete più gettonate dai giovani italiani, il Regno Unito. È e rimarrà ancora per un po’ difficile visitare Londra o Edimburgo. Devi aver eseguito un tampone nelle 72 ore prima della partenza (in lingua inglese), devi compilare un form online in cui indichi dove risiederai e sei obbligato a rispettare una quarantena di 10 giorni che può essere ridotta a 5 con un tampone a tue spese. Inoltre, una volta giunto sul territorio britannico, devi sottoporti in ogni caso al tampone il secondo e ottavo giorno della permanenza (sempre a tue spese, da pagare prima di arrivare nel Paese). Se giungi con un volo internazionale in Scozia, sei obbligato alla quarantena presso i Covid Hotel.

Spagna

Valencia spagna covid

 

Città delle Scienze di Valencia Photo by zebbache djoubair on Unsplash

In Spagna gli italiani sono benvenuti. Puoi raggiungere Madrid o Barcellona, Siviglia e Valencia senza obbligo di quarantena. Devi, però, sottoporti a tampone molecolare nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel Paese. Attenzione, il tampone molecolare non è il tampone rapido: ha una maggiore efficacia, tempi più lunghi per il referto e soprattutto un costo più elevato (70-90 euro in Italia).

Germania

Berlino covid germania

 

Pariser Platz a Berlino | Photo by Claudio Schwarz | @purzlbaum on Unsplash

Per raggiungere Berlino o per perderti tra boccali di birra in Baviera, devi registrarti prima del viaggio e presentare il certificato di tampone effettuato nelle 48 precedenti all’ingresso in Germania. Al momento il governo di Berlino non ha eliminato completamente l’obbligo di quarantena (10 giorni o 5 giorni se si effettua un secondo tampone), ma alcune categorie di turisti sono al momento escluse: i guariti da Covid negli ultimi sei mesi e coloro che abbiano concluso il ciclo vaccinale almeno 14 giorni prima. Chiaramente se rientri tra queste due categorie, devi disporre di un certificato che lo attesti (è ammesso anche in lingua italiana). Ma attenzione alla normativa dei singoli Land.

Francia

Parigi Covid Francia

 

Panorama di Parigi | Photo by Alex Mustaros on Unsplash

È possibile e non troppo complicato visitare Parigi o perderti tra le campagne della Camargue. In Francia non c’è obbligo di quarantena se arrivi dall’Italia. Devi compilare un’autocertificazione all’ingresso e presentare il certificato del tampone molecolare (non rapido) effettuato nelle 72 ore prima della partenza. L’obbligo riguarda tutti i viaggiatori con più di 11 anni.

Svezia

Stoccolma covid

 

Stoccolma | Photo by Adam Gavlák on Unsplash

Stoccolma o Goteborg? Andare a in Svezia è facile (a patto che tu riesca a trovare un volo diretto) anche se sconsigliato. Fino al 31 maggio hai l’obbligo di esibire un certificato di un test Covid negativo (molecolare o antigenico) all’ingresso in Svezia effettuato nelle 48 ore precedenti. Inoltre, le autorità raccomandano di osservare un periodo di isolamento fiduciario di sette giorni e di sottoporsi ad un secondo tampone dopo 5 giorni dall’ingresso nel Paese.

Paesi di confine

Svizzera

Per entrare in Svizzera, non è difficile ma la normativa è un po’ complessa. Se arrivi in aereo dall’Italia sei obbligato al registrarti prima di partire (o entro 2 giorni dall’ingresso) e a presentare il certificato di un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore prima dell’arrivo). Se però arrivi da Basilica (a partire dal 17 maggio), dalla Puglia e dalla Campania, sei obbligato anche a rispettare la quarantena di 10 giorni che si riducono a 7 con un secondo tampone negativo. Considera che l’elenco delle regioni è continuamente aggiornato.

 

Sankt Gilgen in Austria | Photo by Paul Gilmore on Unsplash

Austria

Dal 19 maggio anche l’Austria riapre al turismo. Potrai spostarti in bicicletta tra le sue valli o visitare Vienna senza più obbligo di quarantena. L’Italia, infatti, non dovrebbe rientrare tra i paesi ad alto rischio, nei confronti dei quali rimangono le vecchie restrizioni. Sarai quindi obbligato alla pre-registrazione e a esibire un certificato di ciclo vaccinale concluso (non è ancora chiaro se saranno ammessi i certificati che riportino una data dell’ultima dose inferiore a 21 giorni dall’ingresso nel Paese), un certificato di negativizzazione da Covid (meno di sei mesi) o tampone (rapido entro le 24 ore, molecolare entro le 72 ore prima del viaggio).

Slovenia

Puoi scoprire Lubiana e la verde Slovenia senza particolari problemi. La normativa è un po’ complessa su alcuni punti, ma cerchiamo di fare chiarezza. Puoi entrare nel Paese con tampone effettuato di qualsiasi genere ma solo se eseguito nella Ue, non più vecchio di 48 ore. Oppure puoi presentare un certificato di negativizzazione non più vecchio di sei mesi. Sono ammessi anche i vaccinati. Le regole di riconoscimento del vaccino dipendono dal tipo di siero utilizzato. Se sei vaccinato con Pfizer è valido il certificato se sono trascorsi almeno sette giorni dall’ultima dose. Se sei vaccinato con Moderna devi attendere 14 giorni. Mentre se sei stato immunizzato con Astrazeneca, è sufficiente attendere 21 giorni dalla prima dose.

Rientro in Italia

Per tornare in Italia dai paesi Ue, dal Regno Unito e dalla Svizzera, a partire dal 15 maggio non avrai più l’obbligo di quarantena. Dovrai però presentare il certificato di tampone effettuato nelle 48 ore precedenti al rimpatrio, oppure essere in possesso di un certificato vaccinale (con ciclo completo) o di negativizzazione (non più vecchio di sei mesi).

NOTA BENE - Se decidi di metterti in viaggio, contatta l’ambasciata italiana presente nel Paese di destinazione per conoscere bene ogni aspetto della normativa locale ed eventuali aggiornamenti. Questo articolo non può considerarsi esaustivo, ma esclusivamente indicativo, oltre a non essere costantemente aggiornato rispetto a variazioni definite dai singoli governi. Altre info qui.

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“Avrei tanta voglia di viaggiare, ma con il Covid-19 è complicato”. Quante volte in quest’ultimo mese, in piena primavera e con l’estate alle porte, hai ripetuto questa frase, magari a un amico oppure a te stesso? Probabilmente molto spesso. Sì, viaggiare all’estero è oggettivamente ancora difficile. E soprattutto per ogni Paese valgono regole diverse. Per esempio, la Germania vieta l’ingresso da Paesi non Ue e da Paesi a rischio varianti. Il Portogallo, invece, ha chiuso i suoi confini a chi viaggia per turismo. Australia, Brasile e India non consentono l’accesso salvo pochissime eccezioni. In attesa di una green card o pass vaccinale europea e magari mondiale, resta una fitta giungla di normative differenti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Lasciare l’Italia

Se decidi di viaggiare all’estero, devi sapere che per andare in un Paese europeo è sempre obbligatorio il tampone in partenza e ogni Paese si regola diversamente sulla tipologia di test ammesso: la Germania accetta i test rapidi, la Spagna solo i molecolari. La Gran Bretagna prevede anche la quarantena (ma per entrare nel Regno Unito bisogna aspettare almeno fino al 16 maggio per turismo), il Portogallo fino al 16 maggio non ammette turisti. In ogni caso, prima di mettersi in viaggio, è bene consultare il sito web dell’ambasciata italiana presente nel Paese di destinazione, dove vengono indicate tutte le restrizioni d’ingresso.

Al momento non si possono raggiungere gli Stati Uniti. Infatti, il governo di Washington ha sospeso la possibilità di ingresso per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell’Area Schengen (inclusa l’Italia), in Regno Unito, in Irlanda, in Brasile, in Sud Africa Cina o Iran. L’Australia, che per ora è stata appena lambita dalla pandemia, è chiusa agli arrivi da qualsiasi parte del mondo fino al 17 giugno 2021. Quindi, viaggiare all’estero è possibile, ma piuttosto complicato. Di seguito consigli utili e importanti indicazioni per spostarsi in Europa.

Aeroporto Covid spostamenti
Foto di Jan Vašek da Pixabay

Regole di ingresso nei principali Paesi europei (al 4 maggio 2021)

Tipologia di tampone ammesso e tempistiche

  • Gb: molecolare, 72 ore prima del viaggio
  • Germania: molecolare o rapido, 72 ore prima del viaggio
  • Francia: molecolare, 72 ore prima del viaggio
  • Spagna: molecolare, 72 ore prima del viaggio
  • Portogallo: molecolare, 72 ore prima del viaggio (turisti non ammessi)
  • Grecia: molecolare, 72 ore prima del viaggio (in inglese). Test a campione dopo l’arrivo
  • Svizzera: molecolare, 72 ore prima del viaggio

Quarantena

  • Germania: 10 giorni di quarantena (interrotta a quinto giorno se test molecolare negativo) per chi arriva da Paesi a rischio ‘normale’ fra cui Italia.
  • Francia: 7 giorni per provenienze extra Ue
  • Spagna: nessun obbligo di quarantena
  • Portogallo: 14 giorni per provenienze da Brasile, Sudafrica e Paesi in apposita lista (non Italia e area Schengen)
  • Grecia: positivi al test dopo arrivo, 14 giorni
  • Svizzera: 10 giorni per provenienza da Paesi ad alto rischio

Rientrare in Italia

Dopo esser partiti, arriverà anche il momento di rientrare in Italia. E quindi è bene conoscere non solo le regole d’accesso previste nel Paese di destinazione, ma anche la normativa italiana per il rimpatrio. Al momento non si può entrare in Italia se negli ultimi 14 giorni si è stati in Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka. L’ordinanza italiana indica deroghe al divieto, a patto di tampone prima della partenza e dopo l’arrivo, e di un periodo di 14 giorni di quarantena che si conclude con un altro tampone. Da quei Paesi, però, il rientro è complicato dal blocco dei voli.

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Foto di Lorri Lang da Pixabay

Il Ministero degli esteri, attraverso il sito viaggiaresicuri.it, indica cinque gruppi di Paesi verso cui si può viaggiare. Nel Gruppo A ci sono San Marino e lo Stato Città del Vaticano, da e per i quali non ci sono limitazioni. Nel gruppo B, cioè stati e territori a basso rischio epidemiologico, al momento non è inserito alcun Paese. Vediamo, invece, i gruppi C, D ed E. In base alla destinazione, cambia la possibilità o le limitazioni per viaggiare all’estero.

Nel Gruppo C ci sono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele. Per chi giunge in Italia da questi Paesi (o è transitato negli ultimi 14 giorni), è obbligato a informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico con tampone e risultato negativo, nelle 48 ore prima dell’ingresso nel territorio italiano. Fino al 15 maggio 2021, è obbligatorio rispettare una quarantena di cinque giorni presso l’abitazione o la dimora, dopo aver comunicato il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. È obbligatorio, inoltre, effettuare un ulteriore test al termine dei cinque giorni.

Il governo italiano ha individuato anche un altro gruppo di paesi, extra Ue, a basso rischio epidemiologico. Nel Gruppo D troviamo Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea (Sud), Ruanda, Singapore, Thailandia e ulteriori Stati e territori. Per il Gruppo D, le restrizioni sono simili a quelle per viaggiatori provenienti dai Paesi del Gruppo C. L’unica differenza riguarda il periodo di quarantena che sale a 10 giorni e il divieto di utilizzare qualsiasi mezzo pubblico per raggiungere la propria dimora.

Il Gruppo E comprende tutti gli altri Stati e Territori più Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka che hanno restrizioni più severe. Da e per questi Paesi non è possibile spostarsi per turismo. È consentito il rientro (se le condizioni sanitarie lo consentono) solo ai cittadini con passaporto Ue. In questo caso, all’isolamento fiduciario di 10 giorni e ai test previsti per il Gruppo D, si aggiunge la sorveglianza sanitaria.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti in merito alle limitazioni agli spostamenti, consultare il sito Viaggiare Sicuri e il sito web dell'ambasciata italiana nel paese di destinazione.
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