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Viaggiare informati

Il turismo del futuro non si misura più in chilometri orari, ma in battiti cardiaci e nella capacità di riconnettersi con il paesaggio. Questa è la filosofia che emerge dall’undicesima edizione del Green Road Award, l’Oscar Italiano del Cicloturismo, proclamato quest’anno a Sanremo. In un’edizione da record che ha visto 33 candidature, il premio celebra un modo di viaggiare lento, capace di trasformare una vacanza in un’esperienza profonda.

Umbria: il ritorno sul gradino più alto

A undici anni dalla sua prima vittoria, la Regione Umbria conquista il primo premio grazie alla Ciclovia del Trasimeno. Si tratta di un anello di 58,4 chilometri che abbraccia lo specchio d’acqua umbro, toccando borghi storici come Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno. La ciclovia non è solo un percorso paesaggistico, ma un esempio di innovazione e inclusione: il tracciato è pianeggiante e dotato di tecnologie multimediali come QR Code e NFC, rendendo la scoperta del territorio accessibile anche alle persone con mobilità ridotta.

Il podio dell’eccellenza: Puglia, Piemonte e Lazio

La medaglia d’argento è andata alla Puglia con il GAG – Giro ad Anello del Gargano. Un itinerario di 350 chilometri che attraversa la Foresta Umbra e i siti UNESCO di Monte Sant’Angelo, arrivando fino alle scogliere punteggiate dai tradizionali trabucchi.

oscar cicloturismo calcata ciclovia etruria
Calcata, una delle tappe della ciclovia dell’Etruria

Il terzo posto vede un ex aequo tra due regioni diverse ma altrettanto affascinanti:

  • Il Piemonte, premiato per la Ciclovia Via del Mare, 416 chilometri che collegano le Alpi al Mediterraneo tra risaie e vigneti.
  • Il Lazio, con la Ciclovia Etruria, un viaggio di 430 chilometri tra la Maremma e la Tuscia, che tocca borghi sospesi nel tempo come Civita di Bagnoregio.

Il “Silenzio” e le menzioni speciali

L’edizione 2026 è stata dedicata al tema del silenzio, inteso come spazio di ascolto. Come spiegato da Ludovica Casellati, ideatrice del premio, pedalando il mondo “abbassa la voce”, permettendo di ritrovare il ritmo del proprio respiro. Su questa scia, la Toscana ha ricevuto la menzione speciale “Silenzio” per il Grand Tour Costa degli Etruschi, che include suggestive “stazioni di ascolto” in cinque oasi naturali.

Altre menzioni

  • Abruzzo: Premiata l’Ippovia Gran Sasso (687 chilometri), un percorso che unisce idealmente i segni del sisma alla rinascita del territorio.
  • Calabria: Premio “Cammini” per il Cammino del Normanno (163 chilometri), che recupera antiche ferrovie dismesse.
  • Sardegna: Menzione della Stampa per la Shardana Bikeventure, itinerario selvaggio tra i nuraghi della costa occidentale.

Il modello francese

Oltre i confini nazionali, la Francia si conferma la destinazione straniera più “bike friendly”. Con reti capillari come la Loire à Vélo (900 km tra i castelli) e la Vélodyssée sulla costa atlantica, la Francia dimostra come la bicicletta sia diventata il simbolo di un turismo del futuro rispettoso dell’ambiente e perfettamente integrato nella rivoluzione urbana di città come Parigi e Lione.

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Se state cercando un’idea per trascorrere un Primo Maggio diverso dal solito, lontano dal caos cittadino e immersi nella bellezza intramontabile della provincia di Varese, la risposta arriva da due luoghi che sembrano sospesi nel tempo: il Monastero di Torba e l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Soprattutto se vivete in Lombardia o Piemonte (ma anche per chi vuole intraprendere un viaggio più lungo), quest’anno, la Festa dei Lavoratori diventa l’occasione perfetta per unire il piacere di una gita fuori porta alla scoperta di un patrimonio storico unico al mondo, grazie alle iniziative curate da Archeologistics.

Il fascino longobardo del Monastero di Torba

Immerso nel silenzio della Valle Olona, a Gornate Olona, il Monastero di Torba è un luogo dove la storia si legge direttamente sulle pietre. Prima roccaforte militare romana e poi, dal VIII secolo, centro religioso benedettino, questo complesso è oggi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Passeggiando tra le sue mura, si respira il passaggio dal mondo romano all’età longobarda. Il cuore del sito è la torre tardoantica, che le monache trasformarono in oratorio decorandola con affreschi preziosi che ancora oggi, dopo il restauro della celebre Pinin Brambilla Barcilon, mostrano un Cristo benedicente e una teoria di monache in preghiera di rara bellezza. Per il Primo Maggio, il FAI propone non solo visite guidate alle ore 11:00, ma anche la possibilità di un picnic nel prato del monastero. Il menù è all’insegna della semplicità e della qualità: cereali con verdure di stagione e dolci della casa, per un pranzo circondati dal bosco.

Spiritualità a picco sul Lago Maggiore: l’Eremo di Santa Caterina del Sasso

Spostandoci verso Leggiuno, lo scenario cambia drasticamente. Qui, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso appare quasi per magia, aggrappato a una parete rocciosa a picco sulle acque del Lago Maggiore. Inserito nella Riserva della Biosfera “Ticino, Val Grande, Verbano”, l’Eremo racconta la leggenda del mercante Alberto Besozzi che, scampato a un naufragio, scelse questo luogo per ritirarsi in preghiera.

Visitare l’Eremo significa immergersi in una dimensione di pace assoluta. Si possono ammirare gli ambienti curati nel tempo da domenicani e carmelitani, fino alla Fraternità Francescana di Betania che lo custodisce oggi. Curioso è il dettaglio dei cinque enormi massi che nel Settecento precipitarono sulla chiesa rimanendo incastrati senza distruggerla. Anche qui, per il Primo Maggio, è previsto un biglietto speciale con cesto picnic (tradizionale o vegetariano) da gustare sul prato della cascina del Quicchio, un’area perfetta per il relax di tutta la famiglia.

Informazioni pratiche e costi

La giornata del 1° maggio 2026 offre diverse opzioni per i visitatori:

  • Monastero di Torba: Ingresso a 8 euro (4 per studenti); la formula “visita guidata + picnic” costa 32 euro (24 per i soci FAI).
  • Eremo di Santa Caterina: Apertura dalle 9:30 alle 19:30. La visita guidata delle 9:30 ha un costo promozionale di 10 euro (8 per i residenti varesini), mentre il pacchetto completo con picnic è proposto a 25 euro.

In un’unica giornata, la provincia di Varese permette di viaggiare attraverso i secoli: dalla severa e affascinante architettura longobarda di Torba alla spiritualità panoramica di Santa Caterina. Un’esperienza che nutre lo spirito e la mente, rendendo omaggio alla bellezza del nostro territorio.

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Camminare all’aria aperta. Lungo i cammini spirituali d’Italia. E farlo con guide esperte. Gratis. Dopo il successo straordinario di “Cammini Aperti 2024”, torna nel 2025 una delle iniziative più attese dai camminatori d’Italia. Questo evento unico, previsto per il 10 e 11 maggio, offrirà l’opportunità di vivere 27 escursioni gratuite lungo tre celebri cammini spirituali che attraversano il cuore dell’Italia.

I cammini protagonisti

Le 27escursioni di “Cammini Aperti” saranno dedicate a tre itinerari di grande significato storico, culturale e religioso: le Vie e i Cammini Lauretani, il Cammino di San Benedetto, le Vie e i Cammini di San Francesco. Questi percorsi attraversano alcune delle regioni più affascinanti del nostro Paese, tra cui Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Il programma non solo celebra la bellezza naturale e storica di questi luoghi, ma puntano a promuovere anche valori fondamentali come l’accessibilità, la spiritualità e la sostenibilità ambientale.

Vie e Cammini Lauretani

Questo percorso collega diverse regioni, tra cui Marche, Umbria e Lazio, conducendo al Santuario di Loreto. È profondamente radicato nella devozione mariana e offre un mix di esperienze spirituali e culturali, attraversando villaggi pittoreschi e paesaggi sereni.

Cammino di San Benedetto

Dedicato a San Benedetto, patrono d’Europa, questo cammino si estende da Norcia a Montecassino. Attraversa il cuore dell’Italia, mettendo in mostra abbazie medievali, dolci colline e città storiche, offrendo un viaggio di fede e scoperta.

Vie e Cammini di Francesco

Ispirato alla vita di San Francesco d’Assisi, questo itinerario attraversa regioni come Umbria, Toscana e Lazio. I pellegrini possono esplorare siti iconici come Assisi e La Verna, immergendosi nello spirito francescano di semplicità e armonia con la natura.

Clicca qui per maggiori informazioni.

cammini aperti
Foto di Thomas Tucker su Unsplash

Visite esclusive e posti limitati

Le escursioni gratuite offrono un’occasione imperdibile per esplorare territori straordinari e partecipare a visite guidate in luoghi eccezionalmente aperti al pubblico, spesso chiusi durante il resto dell’anno. Questi spazi, di grande valore religioso e culturale, rappresentano una finestra preziosa sulla storia e tradizione italiana e regionale. Poiché i posti sono limitati, è consigliabile registrarsi.

Sostenibilità e promozione del territorio

L’obiettivo di “Cammini Aperti 2025” è chiaro: promuovere la bellezza e l’importanza dei territori attraversati dai cammini italiani, garantendo inclusività e attenzione per l’ambiente. Un’occasione per celebrare la spiritualità e la cultura che rendono l’Italia unica al mondo.

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Non solo il passaporto. Ma anche il visto. O meglio: un pre-visto. Per entrare nel Regno Unito, per visitare Londra, da ieri 2 aprile, è richiesto un passaggio aggiuntivo per i cittadini italiani e degli altri paesi dell’Unione Europea: l’Electronic Travel Authorisation (ETA). Questo nuovo sistema, introdotto dal governo britannico, mira – a detta delle istituzioni britanniche – a rafforzare la sicurezza delle frontiere e a semplificare i controlli per i viaggiatori. Ma per chi viaggia è solo un’ulteriore incombenza, per chi è abituato a muoversi in Europa con la sola carta d’identità.

Cos’è l’ETA?

L’ETA non è un visto, ma un’autorizzazione elettronica obbligatoria per chi intende visitare il Regno Unito per turismo, affari o transito per soggiorni brevi, fino a sei mesi consecutivi. Un vero e proprio pre-visto. Ed è in pratica la formula britannica del sistema ESTA che serve per entrare negli Stati Uniti.

Come richiedere l’ETA?

La richiesta dell’ETA per entrare in Gran Bretagna può essere effettuata online tramite il sito ufficiale del governo britannico o attraverso l’app “UK ETA”, disponibile sulle principali piattaforme. Per completare la procedura, è necessario fornire i dati personali e recapiti, il numero di passaporto, una fotografia conforme agli standard richiesti, e rispondere alle domande per la sicurezza.

Costi e validità

Attualmente, l’ETA per entrare in Gran Bretagna costa 10 sterline (circa 12 euro), ma dal 9 aprile 2025 il prezzo salirà a 16 sterline (circa 19 euro). L’autorizzazione è valida per due anni o fino alla scadenza del passaporto associato e consente ingressi multipli.

Tempistiche della richiesta ed esenzioni

Le autorità britanniche raccomandano di effettuare la richiesta almeno tre giorni prima della partenza, anche se in molti casi la risposta arriva in pochi minuti. Sono esentati dall’obbligo di richiesta dell’ETA tutti coloro che posseggono un permesso di soggiorno o di studio nel Regno Unito e tutti i cittadini irlandesi, oltre ai viaggiatori in transito che non devono oltrepassare la frontiera aeroportuale.

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La regione belga delle Fiandre, piccola ma ricca di storia ed esperienze da vivere, nel 2025 regalerà interessanti prospettive. Da un viaggio alla scoperta dei maestri fiamminghi al cibo, passando per gli eventi legati al seicentenario dell’Università di Lovanio, la seconda più antica d’Europa. Scopriamo insieme, quindi, cosa fare e vedere nelle Fiandre in questo nuovo anno appena iniziato.

1. Esplora l’eredità artistica dei maestri fiamminghi

Da Van Eyck e Rubens ai moderni Delvaux e Permeke, i maestri fiamminghi hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico mondiale. Anche se le loro opere sono esposte in musei di tutto il mondo, l’esperienza diventa davvero unica quando vengono ammirate nei loro luoghi d’origine. Scoprire queste opere nel contesto per il quale furono create ne rivela l’essenza e l’anima. Percorsi che uniscono musei, case-museo, chiese, beghinaggi e abbazie rendono l’esperienza decisamente affascinante. A volte il punto di partenza è un tema, come il mare, altre volte è un artista e i luoghi che lo hanno ispirato. Maggiori dettagli qui.

maestri fiamminghi fiandre
Opere dei maestri fiamminghi nella cattedrale di San Bavone a Gent | Foto di Piet De Kersgieter

2. Mostre ed eventi per i 600 anni dell’Università di Lovanio

L’Università Cattolica di Lovanio celebra 600 anni dalla sua fondazione. Essendo la seconda università più antica d’Europa dopo Bologna, Lovanio è diventata un centro di scienza e conoscenza di fama mondiale. Questo anniversario è un’occasione per scoprire una città innovativa e dinamica, grazie ai tanti studenti internazionali che la abitano. Il programma include nuove esperienze in città, mostre d’arte e eventi musicali nei principali poli culturali, a partire dall’università stessa con la sua straordinaria biblioteca.

bici fiandre
In bici per le strade di Lovanio

3. Vivi le celebrazioni ad Anversa e Bruges

Ad Anversa, il Middelheim Museum festeggia 75 anni. Questo parco e museo a cielo aperto è uno dei luoghi più amati dai cittadini, dove natura e arte si fondono armoniosamente. A Bruges, invece, il Museo Sint-Janshospitaal offre una nuova esperienza multimediale per esplorare le opere di Hans Memling. Questa innovazione arricchisce la visita alla collezione permanente dedicata al maestro fiammingo, creando un’esperienza unica tra arte, luci e suoni.

4. Birra e gamberetti, i sapori delle Fiandre

La costa fiamminga è famosa per i suoi gamberetti grigi, protagonisti della tradizionale crocchetta di gamberi, un vero must della regione. Ostenda dedica loro un festival a ottobre. Clicca qui per maggiori dettagli. La birra belga è un’altra eccellenza delle Fiandre, viene celebrata in eventi lungo tutto l’anno. Tra questi spicca “La notte della grande sete”, dedicata alla birra lambic.

birra fiandre
Un uomo beve la tipica birra belga

5. In bici nel Limburgo

Nella provincia del Limburgo, è prevista quest’anno l’inaugurazione di una nuova pista ciclabile a 30 metri sottoterra. Questa nuova attrazione si aggiunge alle spettacolari piste ciclabili della regione, offrendo esperienze uniche come pedalare sotto il livello dell’acqua o tra le chiome degli alberi. Inoltre, per i ciclisti duri e puri, le sfide non mancano in questa regione storica del ciclismo.

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Sono 11,5 milioni gli italiani viaggeranno durante le festività natalizie. È quanto emerge dall’indagine EMG Different per Facile.it. Chi salirà su un aereo, chi prenderà l’auto o il treno spenderà in media 335 euro a testa, per un totale stimato in quasi 4 miliardi di euro. Tra coloro che partiranno quest’anno, il 32% ha dichiarato di avere a disposizione un budget superiore a quello dello scorso anno. Ma c’è anche chi – il 23% –, pur non volendo rinunciare al viaggio, ha minori risorse da da spendere rispetto a dodici mesi fa.

Un prestito, per viaggiare

Sebbene la maggior parte dei viaggiatori pagherà il proprio viaggio con i soldi messi da parte nei mesi scorsi, il 2% del campione ha chiesto o chiederà un prestito, percentuale che arriva a superare il 4% nella fascia di viaggiatori di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Chi chiede un finanziamento per godersi qualche giorno di vacanza in una spiaggia esotica o tra le vette innevate delle Alpi, si è indebitato mediamente per 6mila euro, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Chi parte

Più di un italiano su quattro – pari al 27% del campione intervistato – quest’anno approfitterà della pausa natalizia per concedersi una vacanza. La percentuale sale fra gli under 35, arrivando al 33%. A livello territoriale, invece, l’abitudine di viaggiare durante le feste invernali è maggiormente diffusa al Nord Italia (36% nel Nord Est), mentre al Sud e nelle Isole la percentuale scende al di sotto del 20%.

Dove va?

Quasi 9 viaggiatori su 10 sceglieranno una destinazione italiana mentre 1,5 milioni di individui, il 13% di chi viaggerà, opteranno per una meta all’estero (27% tra gli under 25).

Come si sposteranno e…dove alloggeranno

Il 66% di chi si concederà una vacanza ha dichiarato che si sposterà in auto percorrendo, in media, 575 chilometri. Il 17% dei viaggiatori, invece, si sposterà in aereo, anche se, secondo le stime di Consumerismo No Profit, i prezzi dei voli per il periodo natalizio stanno registrando un aumento medio del 15-20% rispetto allo scorso anno, con picchi fino al 100% su alcune tratte nazionali. Brutte notizie anche per il 15% di italiani che si sposterà in treno: secondo le rilevazioni di Consumerismo No Profit, i costi dei biglietti aumenteranno, proporzionalmente, per tutte le tratte ferroviarie, nessuna esclusa con punte fino al 300% rispetto alla media annuale. Anche il pernottamento costerà di più. Se è vero che quasi un viaggiatore su due (46%) dimorerà presso parenti o amici, sono circa 7 milioni gli italiani che alloggeranno in una struttura a pagamento: il 28% in hotel, il 20% in una casa vacanza, il 17% in un bed and breakfast, con un incremento medio dell’8,1%.

Sciare, ma quanto costa?

Gli amanti dello sci dovranno considerare anche i prezzi degli skipass, che hanno subito aumenti fino al 30% negli ultimi tre anni. Il Dolomiti Superski, ad esempio, ha aumentato il prezzo del biglietto giornaliero del 23,9% rispetto al 2021, mentre a La Thuile l’incremento è stato del 19,1% e a Courmayeur del 19,6%.

Assicurarsi” il viaggio

Più di 4 milioni di italiani hanno stipulato un’assicurazione o sono intenzionati a farlo. Secondo le simulazioni di Facile.it, per una settimana di vacanza in Italia, le polizze che coprono l’assistenza, il bagaglio e la cancellazione partono da un costo di 28 euro, valore che sale a 39 euro se ci si sposta in Europa; almeno 71 euro, invece, per una settimana negli Stati Uniti.

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Neve e divertimento. In Alto Adige e Veneto inizia la stagione dello sci. Da sabato 30 fino al periodo pasquale il vastissimo comprensorio sciistico del Dolomiti Superski.

50 anni di Dolomiti Superski

Per questo weekend di inizio stagione si prevede un meteo all’insegna del cielo terso con tanto sole e temperature decisamente invernali. Sabato 30 novembre apriranno i battenti 6 delle 12 zone sciistiche delle Dolomiti con un’ampia offerta di piste e impianti disponibili, grazie a numerosi giorni con temperature molto basse che hanno permesso di sfruttare appieno gli impianti di innevamento programmato.

Gli impianti aperti dal 30 novembre

Daranno il via alla stagione del giubileo (quest’anno ricorre la cinquantesima stagione del Dolomiti Superski) le zone di Cortina d’Ampezzo (che vedrà aperti quattro impianti, per un totale di 5 chilometri di piste), Plan de Corones (con 20 impianti e 80 chilometri di piste), 3 Cime Dolomites (con cinque impianti e 15 chilometri di tracciato), Val di Fiemme-Obereggen (con 22 impianti e 59 chilometri di discese), San Martino di Castrozza-Passo Rolle (con tre impianti e 5 chilometri di piste) e Alpe Lusia-San Pellegrino (con tre impianti per 6 chilometri di piste battute. Complessivamente si potrà sciare da subito su 170 chilometri di manto bianco, sfruttando 57 impianti di risalita. Le restanti zone sciistiche apriranno a partire dal 5 dicembre.

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Il boom dell’enoturismo. La cucina regionale e il vino come fonte d’ispirazione per chi sceglie di viaggiare. Ma anche il futuro non troppo lontano con robot alle reception e nelle sale dei ristoranti. Sono questi i temi trattati al BTO 2024 di Firenze.

Vino e non solo

L’enoturismo è in forte crescita. Secondo i dati presentati al BTO di Firenze, nel 2023 quello italiano ha registrato un incremento del 18% e una previsione di crescita annua del 12,9% per i prossimi cinque anni. D’altronde l’enogastronomia è diventata la motivazione principale nella scelta della destinazione per il 14% degli statunitensi, mentre per i turisti italiani, svizzeri e tedeschi vino e cibo rappresentano rispettivamente il 10% il 9% e il 6% delle scelte, secondo i dati forniti dall’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano. Tuttavia, il settore soffre di una carenza di competenze specifiche e risorse umane. Secondo l’indagine di Wine Tourism Hub il 46% delle aziende enoturistiche è al di sotto della sufficienza in termini di digitalizzazione e AI.Il 38,6% degli enoturisti italiani vorrebbe trovare esperienze sostenibili più facilmente, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale.

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Foto di Pexels da Pixabay

Da realtà virtuale a realtà “turistica”

La realtà virtuale è utilizzata dal 64% dei viaggiatori europei per esplorare hotel e attrazioni prima della prenotazione, mentre la realtà aumentata è apprezzata per le sue funzioni pratiche, come le traduzioni in tempo reale (50%) e le informazioni interattive (47%). È quanto emerge dai recenti dati presentati da PhoCusWrigh. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale generativa a scopi turistici in Italia è ancora poco diffusa, diversamente dagli Stati Uniti dove il 39% la utilizza per pianificare attività, alloggi e voli.

Sport e turismo, un binomio indissolubile

I dati di The Data Appeal Company rivelano un incremento del 76% dei prezzi delle strutture alberghiere a Torino durante le Nitto ATP Finals 2024. Anche il GP di Formula 1 di Imola ha registrato un aumento del 390% rispetto alla settimana precedente, con un +17% di presenze internazionali. A dimostrazione che il turismo legato ai grandi eventi sportivi è un volano per l’economia ed è in crescita. È in questo solco che il Ministero degli Esteri ha immaginato una nuova strategia per valorizzare lo sport come strumento di crescita economica e promozione internazionale, contribuendo al consolidamento del brand Italia.

enoturismo sport turismo
Una partita di tennis outdoor | Foto di Pexels da Pixabay

La sostenibilità per rilanciare l’economia

Il turismo sostenibile sta guadagnando consensi tra i viaggiatori. L’83% ritiene importante viaggiare in modo sostenibile e il 75% lo farà entro il 2025. Inoltre, il 65% utilizza app che premiano comportamenti green, mentre il 55% privilegia alloggi sostenibili.

Le ombre sul futuro?

Se il 2023 è stato un anno da incorniciare per le presenze turistiche in Italia, i dati del 2024 non sono rosei. La scorsa estate ha visto un calo delle presenze dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Un dato negativo dato dalla diminuzione di turisti italiani sul territorio nazionale, probabilmente anche a causa dell’aumento dei prezzi nel settore.

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A cavallo. Nella natura. Lungo percorsi e sentieri. Cresce in Italia il turismo equestre, con numerose attività legate all’equitazione e all’interazione con i cavalli. È quanto emerge da una recentissima ricerca commissionata da Fieracavalli a Nomisma.

Un’esperienza immersiva e sostenibile

Sono 1.375 le strutture agrituristiche che offrono esperienze immersive legate ai cavalli, dalla gestione di maneggi a corsi di equitazione, fino a passeggiate panoramiche. Queste attività permettono ai visitatori di esplorare il territorio da una prospettiva unica, promuovendo un turismo etico e sostenibile.

La crescita del turismo responsabile

In Italia ci sono centinaia di centri dedicati al turismo equestre, al trekking e alle attività outdoor. Inoltre, sono state realizzate 30 equivie certificate E.N.G.E.A. per un totale di 7 mila chilometri di itinerari sicuri, che contribuiscono allo sviluppo territoriale e alla tutela ambientale. A tutto questo si aggiungono ben 21 mila associati alla Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec.

a cavallo nella natura
Una bambina fa conoscenza con un cavallo in un maneggio | Foto di Lucie Hošová su Unsplash

(Non) è un turismo da “boomer”

Negli ultimi 12 mesi, il 9% degli italiani è salito in groppa a un cavallo per immergersi nella natura. Una crescita del 2% rispetto al 2018. L’interesse per l’equiturismo è particolarmente forte tra i boomer, con oltre il 70% degli intervistati che desidera organizzare un’escursione nei prossimi due o tre anni. Le mete preferite includono boschi (20%) e colline (16%), ideali per scenari naturali.

Tra tradizione e gastronomia

L’equiturismo non è solo un’attività di svago, ma anche un’opportunità per valorizzare il turismo tradizionale e il settore enogastronomico. Il 37% degli equituristi visita le città locali e usufruisce dei servizi del territorio, mentre il 61% partecipa a degustazioni di vini e cibi locali.

Da dove iniziare? Ecco come scoprire Verona a cavallo

L’Equivia dei Forti, inaugurata l’11 ottobre, offre un nuovo percorso di equiturismo urbano per scoprire le bellezze di Verona, patrimonio mondiale UNESCO. Con tre itinerari distinti, i visitatori possono esplorare la città e i suoi forti storici, arricchendo l’esperienza con punti ristoro e aree di sosta per cavalli.

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L’inverno in Giappone è una stagione magica che trasforma il Paese del Sol Levante in un paradiso innevato. Se stai pianificando un viaggio in Giappone durante i mesi più freddi, ecco alcune esperienze imperdibili che renderanno il tuo soggiorno indimenticabile.

1. Goditi lo sci a Hokkaido e Nagano

Il Giappone è una destinazione di primo piano per gli amanti degli sport invernali. Le montagne dell’isola di Hokkaido, in particolare, offrono alcune delle migliori piste da sci e snowboard del mondo. Località come Niseko e Rusutsu sono famose per la loro neve soffice e le eccellenti strutture. Anche Nagano, che ha ospitato le Olimpiadi Invernali del 1998, è una meta popolare per gli sport invernali e offre la possibilità di vedere le famose “snow monkeys”, le bianche scimmie che si rilassano nelle sorgenti termali di Jigokudani.

2. Rilassati nelle calde acque termali

Non c’è niente di meglio che immergersi in un’onsen, una sorgente termale giapponese, dopo una giornata trascorsa al freddo. Il Giappone è ricco di onsen, molte delle quali si trovano in luoghi pittoreschi tra le montagne. Le acque calde non solo rilassano il corpo, ma offrono anche un’esperienza culturale unica. Alcune delle onsen più famose includono quelle di Hakone, Beppu e Kusatsu.

3. Partecipa ai Festival della Neve

L’inverno in Giappone è anche la stagione dei festival della neve. Il più famoso è il Sapporo Snow Festival, che si tiene ogni febbraio e attira milioni di visitatori con le sue incredibili sculture di ghiaccio e neve. Altri festival degni di nota includono il Yokote Kamakura Festival, dove puoi esplorare igloo tradizionali, e il Otaru Snow Light Path Festival, che illumina la città con migliaia di candele.

Il monte Fuji innevato | Foto di Kirill Petropavlov su Unsplash

4. Esplora i templi e i santuari

Visitare i templi e i santuari giapponesi in inverno offre un’atmosfera unica e tranquilla. Durante il Capodanno, molti giapponesi partecipano all’hatsumode, la prima visita dell’anno a un tempio o santuario per pregare per fortuna e successo. Il Santuario Meiji a Tokyo e il Santuario Fushimi Inari a Kyoto sono tra i luoghi più popolari per questa tradizione.

5. Assapora la cucina invernale

L’inverno è il momento perfetto per gustare alcuni dei piatti più confortanti del Giappone. Il nabe, uno stufato giapponese, è un must durante i mesi freddi. Altri piatti tipici includono l’oden, un brodo caldo con vari ingredienti come uova sode e tofu, e il ramen, che riscalda il corpo e l’anima.

6. Ammira il paesaggio innevato

Il paesaggio giapponese coperto di neve è uno spettacolo da non perdere. Le Alpi giapponesi, in particolare, offrono viste mozzafiato e sono perfette per escursioni invernali. Anche il Monte Fuji, con la sua cima innevata, è una vista iconica che vale la pena ammirare durante l’inverno.

L’inverno in Giappone offre un mix perfetto di avventura, relax e cultura. La destinazione perfetta che tu sia un appassionato di sport invernali, un amante della cucina o un cercatore di esperienze culturali.

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