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Gli Stati Uniti aprono ai turisti, boom di prenotazioni

Soprattutto per il periodo prenatalizio si va verso il sold-out. E le compagnie aumentano i voli

di Redazione
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Dopo 18 mesi gli Stati Uniti riaprono le frontiere ai turisti che hanno completato il ciclo vaccinale per il Covid, ponendo così fine alla chiusura decretata nel marzo 2020. Oggi da Fiumicino sono partiti i primi voli con turisti a bordo.

Boom di prenotazioni

La riapertura dei confini ai turisti è stata accolta con un boom di prenotazioni di biglietti aerei. Air France, British Airways, United Airlines hanno incrementato il numero di voli e scelto aerei più grandi per soddisfare tutta la domanda. Dall’aeroporto di Roma Fiumicino, partono fino a quattro voli diretti al giorno verso gli Stati Uniti operati rispettivamente da Delta Air Lines per New York Jfk e Atlanta, United per Newark, e da Ita Airways solo per New York Jfk. Ma l’offerta di voli potrebbe crescere già nei prossimi giorni e soprattutto nel mese di dicembre. British Airways già una settimana fa ha visto le ricerche di voli e soggiorni in alcune città Usa esplodere del 900% per i giorni che precedono il 25 dicembre. American Airlines, il giorno dopo l’annuncio della riapertura dei confini ai turisti, ha ricevuto il 66% di prenotazioni in più dal Regno Unito, il 40% dall’Unione europea e il 74% dal Brasile.

Aerei sufficienti, aumentano i voli

Ma per le compagnie aeree, “non c’è un prima e un dopo l’8 novembre”, ha sottolineato Air France. Da un lato hanno ottimizzato gli spazi sui loro aerei, che per lungo tempo hanno viaggiato con molti posti vuoti. E stanno gradualmente aggiungendo ulteriori posti. La compagnia francese di recente è passata da tre voli al giorno tra Parigi e New York, la sua rotta più trafficata, a cinque. Sulla linea per Houston, sostituirà gli Airbus 330 con i Boeing 777, che offrono più posti. Alla United, il numero di voli per l’America Latina e le sue destinazioni turistiche è già tornato ai livelli pre-pandemia, anche se il traffico rimane solo al 63%. La compagnia americana punta molto sui voli transatlantici: in primavera aprirà cinque nuove destinazioni (Giordania, Portogallo, Norvegia, Spagna), aggiungerà voli per Londra, Berlino, Dublino, Milano, Monaco e Roma, e riaprirà i collegamenti interrotti durante il pandemia tra cui Francoforte, Nizza e Zurigo.

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Photo by Eva Darron on Unsplash

Ma il personale scarseggia

Se i vettori sono sufficienti a soddisfare la domanda, qualche problema potrebbe emergere sul fronte del personale. Negli Stati Uniti, dove le compagnie hanno messo in atto vasti piani per incentivare le uscite a inizio pandemia, American e Southwest hanno recentemente dovuto cancellare migliaia di voli a causa della carenza di staff, sia di terra che di cabina.

Verso voli sempre più turistici

Inoltre, la grande richiesta di biglietti aerei potrebbe cambiare nel breve periodo anche le consuete destinazioni finora orientate a garantire gli unici spostamenti verso gli Usa consentiti, cioè quelli per lavoro. Poiché, però, al momento i viaggi d’affari sono lontani dai numeri pre-pandemia, le compagnie potrebbero ridefinire le rotte e scegliere aerei più piccoli, magari a scapito del comfort.

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