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Il Giappone riapre i confini, ma per i turisti è ancora presto

Il governo di Tokyo ha deciso di allentare le restrizioni Covid all'ingresso, ma solo per studenti e lavoratori

di Paolo Ribichini

Niente viaggi in Giappone. Il governo di Tokyo ha deciso che è ancora prematuro aprire i confini a chi viaggia per turismo. Ma dal 1° marzo inizierà ad allentare le restrizioni anti-Covid alle frontiere per motivi di studio e di lavoro.

In una prima fase gli ingressi consentiti di cittadini stranieri ogni giorno salirà dagli attuali 3.500 ai 5.000, come era previsto fino allo scorso autunno. Dovrebbe essere eliminato anche il periodo di quarantena (attualmente di sette giorni per i non residenti), mentre dovrebbe rimanere obbligatorio il tampone, fatta eccezione per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale.

Le misure, considerate tra le più severe tra le nazioni del G7, sono state criticate dagli operatori turistici. Ma il problema non ha riguardato finora solo i turisti, ma anche coloro che avrebbero voluto raggiungere il Giappone per lavoro o per studio Il capo di gabinetto Hirokazu Matsuno ha ammesso che tra la fine di novembre e inizio febbraio il numero di pratiche accettate per l’ingresso è stato estremamente contenuto e che il governo si sta adoperando per presentare un piano per risolvere le attuali criticità. Il mese scorso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha chiesto ai paesi di allentare le restrizioni introdotte sui viaggi a causa della pandemia, per via della loro inadeguatezza a contrastare la diffusione della variante Omicron.

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