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Falcade, la magica perla ladina delle Dolomiti

di Paolo Ribichini

Passeggiate nella natura, arte e sport. Ma anche buon cibo e relax. È questo ciò che può offrire Falcade, piccolo comune del Bellunese al confine con il Trentino, dove puoi vivere – soprattutto in autunno – esperienze uniche e piacevoli. Da Belluno la strada è ancora lunga ma non troppo tortuosa. Dopo Agordo, è un susseguirsi di piccoli villaggi: Listolade, Cencenighe, Canale e Caviola. Quasi incastrati tra il Civetta e le Pale di San Martino. Si entra nella terra dei Ladini. La provinciale 346, nel punto in cui la valle si apre, raggiunge Piè Falcade, cuore della cittadina a valle, sotto al centro storico. Un altopiano alluvionale si dischiude alle sue spalle, appena dietro la piazza, mentre l’abitato si distende lungo la provinciale. Per questa strada, che si inerpica tra le montagne ed entra poi in Trentino nella Val di Fassa, un tempo passavano i pellegrini che discendevano in Italia dalla Germania, lungo il Passo San Pellegrino. E proprio sulle pareti esterne di alcune abitazioni è possibile vedere immagini di santi, molto probabilmente commissionate dai proprietari ai pellegrini come segno di protezione delle stesse case e come “pagamento” per l’ospitalità ricevuta.

Il Museo Murer | Foto di PromoFalcade

Un po’ d’arte in montagna

Oltre ai cosiddetti “Santi alle Finestre”, cioè questi particolari disegni sacri sui muri delle abitazioni, Falcade ospita anche il Museo Murer, dedicato allo scultore Augusto Murer, originario proprio della cittadina. L’esposizione si trova proprio nel grande studio in cemento armato dove lo stesso artista realizzava le opere. Un luogo, realizzato dall’architetto Giuseppe D’Avanzo, dove lo stesso Murer ha ospitato alcune mostre di Renato Guttuso, e alcuni diabattiti e incontri con Sandro Pertini e Carlo Levi. Oggi il museo è gestito dai due figli: Franco e Ornella. Incontriamo la seconda che, a dispetto del padre, è una figura minuta, di una gentilezza rara. Ci mostra alcune opere del padre, opere che legano il sacro e la montagna, la guerra e la natura.

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Tra i boschi di Falcade | Photo by sara nudaveritas on Unsplash

Falcade è un paese di artisti. Oltre ad Augusto Murer, in località Le Buse, in prossimità della stazione a monte della funivia che sale dalla cittadina, c’è il Bosco degli Artisti, percorso naturalistico ad anello di poco più di un chilometro lungo il quale è possibile ammirare opere d’arte di artisti locali a oltre 1.800 metri d’altitudine. Lungo il percorso noterete una piattaforma che si apre come un balcone nascosto sulla valle. Gli occhi non riescono a contenere tutta la bellezza della Valle del Biois. Inoltre, nel territorio del vicino comune di San Tomaso Agordino c’è il sentiero delle “Dolomiti in miniatura” con 15 opere realizzate scolpendo la dolomia, la pietra che dona quell’incredibile colore alle Dolomiti. Ogni opera rappresenza una delle vette più importanti di questo angolo dell’arco alpino. Ma attenzione: non si tratta di modellini in scala, ma di interpretazioni degli stessi scultori.

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Chiesa di San Simon a Vallada | Gizm02 assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0 http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/, via Wikimedia Commons

La chiesa “clonata”

In località Vallada, in disparte ma non lontano dal centro abitato, c’è la Chiesa monumentale di San Simon. Questo edificio rappresenta, sotto il profilo architettonico, la fusione di diverse culture e stili, a metà strada tra Rinascimento veneto, qui rappresentato dall’opera di Paris Bordone, allievo di Tiziano, e il gotico tedesco, con le sculture e i dipinti dell’Altare ligneo, probabilmente proveniente da Bressanone. Un dettaglio non sfugge al visitatore: la soglia della chiesa non è piana ma ricurva, consumata dal lungo passaggio di fedeli e pellegrini, che da secoli si fermano qui per un momento di contemplazione e di preghiera. Di questa meravigliosa e allo stesso tempo semplice chiesa, c’è una copia. Da queste valli un secolo fa molti emigrarono in Brasile. Gli stessi vollero realizzare una copia di questa chiesa simbolo della Valle del Biois. Si trova a Jaraguà do Sul, una città vicina a Massaranduba: una chiesa alpina di fronte all’Oceano.

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La Valfredda | Photo by sara nudaveritas on Unsplash

Trekking tra storia e natura

Dall’arrivo della seggiovia Costabella e dalla stazione a monte della funivia Col Margherita dal Passo San Pellegrino alcuni sentieri permettono di seguire le tracce. Più di un secolo fa, su queste montagne si fronteggiarono gli eserciti italiano e austriaco. Oggi, gli stessi campi di battaglia costituiscono uno straordinario museo a cielo aperto tra trincee, fortini e postazioni militari. Inoltre, sul Col Margherita è da poco attivo il percorso “Le Rocce Fiorite” che consente di scoprire le bellezze naturalistiche e botaniche che popolano le Dolomiti.  Nei pressi di Passo San Pellegrino si raggiunge facilmente la Valfredda, costellata di “casoni”, tradizionali baite dove trovavano rifugio i contadini che salivano in quota per falciare il fieno. Una passeggiata semplice e particolarmente rilassante.

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