700 passi nella storia di Gemona in compagnia di Dante

di Samantha De Martin

Scoprire Gemona del Friuli e ripercorrerne la storia, in compagnia di Dante. Fino al prossimo 31 marzo la cittadina in provincia di Udine sarà la sede del nuovo percorso tematico La Divina Gemona: 700 passi con Dante, un invito alla scoperta del piccolo centro medievale friulano attraverso gli occhi del Sommo poeta.

Un percorso illuminato e fruibile liberamente e gratuitamente anche di sera, che rientra nell’intento di valorizzare il territorio, attraversa il centro storico snodandosi tra Santa Maria delle Grazie, il Duomo, il Castello. Tre tappe uguali per numero alle cantiche dantesche, per sottolineare un’ideale vicinanza all’opera.

Si tratta infatti di due viaggi ideali verso la salvezza. Nella Commedia la redenzione spirituale di Dante si snoda tra Inferno, Purgatorio e Paradiso; nel percorso gemonese oscilla invece tra la distruzione compiuta dal terremoto nel 1976 e la rinascita della città, che ha trovato nella ricostruzione la propria dimensione di salvezza.

Lungo il percorso il viaggiatore può cogliere un continuo gioco di assonanze tra l’opera dantesca e la storia di Gemona degli ultimi 50 anni che rivive in maniera coinvolgente grazie a installazioni diffuse e immagini create ad hoc dall’illustratore, friulano di nascita e internazionale di fama e di formazione, Emanuele Barison, accompagnate dalle letture dell’attore, autore e regista teatrale Massimo Somaglino. Gli allestimenti diffusi in città, ideati e curati da Caffecorretto.

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Illustrazione del percorso “La divina Gemona. 700 passi con Dante”

Scintilla iniziale del progetto è stata la campana fusa a Gemona nel 1423 per commemorare il primo centenario della morte di Dante. Oggi la si può ammirare all’interno del maestoso Duomo dalle architetture romanico-gotiche di Santa Maria Assunta, ricostruito in tempi record e in maniera filologica per anastilosi dopo il devastante terremoto di 45 anni fa.

Incisa sul metallo a caratteri araldici, la prima terzina del Canto XXXIII del Paradiso ricorda la preghiera di San Bernardo alla Vergine. Il visitatore si troverà di fronte alla più antica traccia di diffusione della Divina Commedia nel Patriarcato di Aquileia. Questa testimonianza del legame territoriale, oltre che di intenti, tra toscani e friulani nel Medioevo sarà anche oggetto di un convegno nel quale verranno resi noti i risultati dello studio – tuttora in corso – che analizza la presenza toscana a Gemona del Friuli, nel resto della Regione e in Istria.

Nel progetto La campana del Paradiso: sulle tracce di Dante e delle genti toscane nel Medioevo gemonese e friulano si inserisce anche il restauro della statua di Dante, completato nel settembre 2021.

Adagiata alle pendici delle Prealpi Giulie, con la sua verve tenace e laboriosa, Gemona custodisce nel suo centro storico di origine medioevale preziosi tesori.

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La scalinata Santa Maria delle Grazie | Foto: Martina Andenna

Paolo Diacono nella sua “Historia Langobardorum”, la ricorda nel 611 come “un castello inespugnabile”. Piegata dal devastante terremoto la cittadina venne ricostruita in tempi record “com’era e dov’era”, diventando un esempio italiano di ricostruzione filologica.

Oggi il viaggiatore può fermarsi ad ammirare il Duomo di Santa Maria Assunta dalle architetture romanico-gotiche, che si mostra in tutta la sua bellezza a chi arriva dalla suggestiva Via Bini. O Palazzo Elti, sede del Museo Civico, distrutto dal sisma del 1976 e ricostruito per accogliere dipinti e sculture di Quattro e Cinquecento realizzati da artisti veneti e friulani.

Di particolare interesse a Gemona è la Cineteca del Friuli, con una pregevole collezione di foto e video.

Se fate un salto nella cittadina non dimenticate il Santuario di Sant’Antonio, il più antico luogo di culto al mondo dedicato al santo di Padova, che custodisce tuttora i ruderi della chiesetta duecentesca eretta dal santo stesso in onore della Madonna.

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