Alla scoperta di Aquileia. Ecco sei cose da fare

di Redazione

2200 anni e non sentirli. Arrivando a piedi dalla strada che costeggia il porto fluviale, una delle strutture portuali meglio conservate del mondo romano, l’incontro con Aquileia avviene con lentezza. La perla Patrimonio Unesco sfodera al viaggiatore l’antico campanile della Basilica che fa capolino con i suoi 73 metri d’altezza.

Chiunque visiti questo gioiello friulano di rara bellezza, a solo 50 chilometri da Trieste, non può non rimanere affascinato dalla storia e dalle vestigia che fecero di Aquileia un’importante città dell’Impero romano, divenuta presto principale centro per la diffusione del Cristianesimo nell’Europa del nord e dell’est. E che tuttora continua a regalare sorprese ad archeologi e viaggiatori.

Avamposto militare, crocevia dei commerci durante l’età romana, ponte dai mille volti tra oriente e occidente, Aquileia accoglie chicche imperdibili. Dalla sua stazione ferroviaria, cento anni fa, il 29 ottobre 1921, partì il convoglio che, in cinque giorni, avrebbe accompagnato la salma del Milite Ignoto a Roma perché fosse essere tumulata, il 4 novembre, all’interno del Vittoriano. Un viaggio emozionante attraverso cinque regioni e 120 stazioni, salutato da centinaia di persone che, lungo i binari, resero omaggio a questo corpo senza nome, simbolo del sacrificio per amore della Patria.

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La Basilica di Aquileia con il suo campanile

Tra memoria e futuro, ecco quelle che, secondo noi, sono le sei cose da fare se visitate Aquileia. La basilica di S. Maria Assunta rappresenta un complesso architettonico straordinario. Nelle sue linee essenziali, ripropone l’assetto architettonico voluto dal vescovo Poppone che la consacrò nel 1031. Eppure le sue sue origini risalgono al secondo decennio del IV secolo.

1. Contempla la Basilica e il suo pavimento

Ad incantare il viaggiatore in visita per la prima volta ad Aquileia è, senza dubbio, il pavimento musivo della Basilica che fa dell’antica colonia romana una sorta di capitale del mosaico. Con i suoi settecentosessanta metri quadrati di superficie, il mosaico dell’aula teodoriana sud rappresenta infatti il più grande pavimento musivo dell’Occidente romano. Le sue allegorie e le raffigurazioni cuciono un percorso ideale verso la salvezza eterna. L’episodio più spettacolare? Forse quello che riproduce la storia biblica di Giona.

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Una scena nel mosaico pavimentane della Basilica di Aquileia

2. Ammira il mosaico del pavone nella Sudhalle

Ai lati del Battistero sorgevano due sale simmetriche rettangolari, venute alla luce dal 1893 e denominate dagli archeologi austriaci rispettivamente Nordhalle (sala nord) e Südhalle (sala sud), che completavano il grande complesso basilicale. Entrambe le sale erano dotate di pavimenti ricoperti da mosaici. Il mosaico della Südhalle (sala sud), è visitabile all’interno dell’edificio museale appositamente realizzato. Soffermatevi sul piccolo mosaico raffigurante un pavone, oggi affisso alla parete dello spazio museale della Südhalle, e che un tempo decorava l’abside del lungo ambiente di passaggio tra questa e la basilica. L’animale, simbolo di immortalità e allegoria della resurrezione, è raffigurato frontalmente, con la coda dispiegata. Le tessere musive in pasta di vetro donano al volatile una splendida policromia.

3. Passeggia tra i resti del Foro romano

Per avere un’idea di quella che doveva essere il cuore pulsante della vita politica, amministrativa e sociale di Aquileia, basta raggiungere il Foro, un tempo una piazza circondata da edifici pubblici, la cui prima fase si può collocare già nel II secolo a.C.

I portici la circondavano su almeno tre lati accanto a numerose botteghe. Sono sopravvissute fino ai nostri giorni le colonne appartenenti al braccio orientale del portico, rialzate e integrate in laterizio negli anni Trenta. I capitelli risalgono invece alla tarda età degli imperatori Antonini (170-180 d.C.).

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Un capitello nel Foro Romano di Aquileia

4. Scopri la storia della città al Museo Archeologico Nazionale

Oggetto di un importante intervento di ristrutturazione e riallestimento, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia è una tappa imperdibile per chi visita la città. Il percorso espositivo si apre al piano terra con una sala che consente al visitatore di orientarsi nel contesto in cui sorse Aquileia nel II secolo a.C. La storia millenaria della città si racconta attraverso interessanti reperti organizzati, al primo piano, secondo sezioni tematiche: la domus e lo spazio privato; Aquileia, porta del Mediterraneo, luogo dell’incontro di merci, persone, culture e religioni; il territorio e le attività produttive. Gemme, cammei, oggetti in ambra, monete svelano una storia millenaria ricca di fascino. Lungo la scala sfilano invece i volti degli antichi abitanti di Aquileia ad accompagnare il visitatore tra le bellezze della città. All’esterno, nelle Gallerie lapidarie, le iscrizioni e monumenti funerari raccontano le consuetudini sociali e le credenze religiose degli abitanti della colonia.

5.Visita una delle più grandi dimore romane del nord Italia

Con la sua superficie di 1.700 metri quadrati, la “Domus di Tito Macro” è una delle più vaste dimore di epoca romana tra quelle rinvenute nel Nord Italia. Questa abitazione, un unicum in Europa, si estende tra due strade lastricate della città (cardini) all’interno di uno degli isolati meridionali della colonia fondata nel 181 a.C.. Come si evince dal ritrovamento di un peso di pietra con maniglia di ferro con l’iscrizione T.MACR, la domus, che attraversò varie fasi di evoluzione, sarebbe appartenuta a Tito Macro, un ricco abitante di Aquileia. La visita alla “Domus di Tito Macro” è consentita solo su prenotazione e con visita guidata.

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La laguna di Grado | Foto: Gabriele Tirelli Unsplash

6. Fai un salto a Grado

A una decina di chilometri da Aquileia sorge Grado, con il suo centro storico dal fascino veneziano, i vicoli e i campielli da cui fanno capolino le pittoresche case dei pescatori, ma soprattutto la suggestiva Basilica di Santa Eufemia e l’adiacente Basilica di Santa Maria delle Grazie, la più antica di Grado. Conosciuta come isola del sole, perché i suoi tre chilometri di spiaggia, rivolti a sud, non sono mai in ombra, Grado era una destinazione molto amata dall’aristocrazia asburgica che, fin dall’Ottocento, raggiungeva l’Isola per i bagni e le pregiate Terme marine che ancora oggi coniugano salute e bellezza.

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Grado | Foto: Hasmik Ghazaryan Olson, Unsplash

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