Tarquinia, Tomba dei leopardi

In viaggio con gli Etruschi: 6 luoghi da non perdere

di Samantha De Martin

Tufo, pietra, mura ciclopiche. Scene di vita che riemergono tra affreschi di tombe, in alcuni casi intatti, dai colori vivissimi. Benvenuti nella terra degli Etruschi, la civiltà intrisa di influssi e di contatti con i popoli del Mediterraneo, dai coloni greci ai mercanti d’Oriente.

Dal litorale e dall’entroterra toscano, dove praticavano l’agricoltura anche grazie alle opere di bonifica di zone paludose, gli Etruschi raggiunsero, a nord, la Pianura Padana e, a sud, l’attuale Lazio dove, dalle città di Cerveteri, Vulci e Tarquinia giunsero a controllare gli scambi nel Mar Tirreno.

Ecco alcune tappe da non perdere per cogliere le tracce lasciate da questo antico popolo.

Cerveteri

Simbolo della cultura etrusca, l’antica città di Cerveteri, Caere per i Romani, risale al IX secolo a.C. Ospita una delle necropoli meglio conservate al mondo e Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2004.

L’antica necropoli etrusca della Banditaccia è la più grande dell’area mediterranea. Cerveteri sorprende con il suo Museo archeologico e le sepolture, dalle più antiche risalenti al periodo villanoviano (IX secolo a.C.), alle più “recenti” del periodo etrusco (III secolo a.C.), sorprende.

Tombe di Cerveteri
Cerveteri | Foto: travelspot via Pixabay

Vulci

Per ammirare una delle più potenti e grandi città-stato dell’Etruria basta raggiungere il Parco archeologico di Vulci, nei pressi di Montalto di Castro, a 120 chilometri da Roma.

Fortemente influenzata dai contatti commerciali con la Grecia e con l’Oriente, che ne influenzarono la cultura dalla fine del VII e per tutto il VI sec. a.C., la florida Vulci vide nascere numerose botteghe artigiane per la lavorazione della pietra, del bronzo e della ceramica.

L’area archeologica che oggi possiamo ammirare è avvolta dalla cinta muraria originaria (IV sec. a.C.), incorniciata da solidi blocchi regolari di tufo che per secoli custodirono la città. Si riconoscono il podio di un imponente tempio etrusco in blocchi di tufo (del V secolo a.C.), gli ambienti di una domus tardo repubblicana ed un piccolo tempio dedicato a Ercole.

Non lontano, il Ponte dell’arcobaleno (III sec. a.C.) costeggia l’imponente castello medievale della Badia, nelle cui sale è allestito il Museo Etrusco.

Tarquinia

A un centinaio di chilometri a nord di Roma, Tarquinia sorprende gli appassionati di archeologia con un gioiello etrusco di grande fascino. Si tratta della Necropoli di Monterozzi, che il padre dell’etruscologia, Massimo Pallottino definì “il primo capitolo della storia della pittura italiana”.

Nel settore di necropoli attualmente aperto al pubblico, fermatevi ad ammirare gli ipogei dipinti più celebri, come le tombe delle Leonesse, dei Leopardi, della Caccia e Pesca, o quella dei Giocolieri.

Molti dei reperti trovati nella necropoli sono custoditi nel Museo archeologico nazionale di Tarquinia.

Le Mura di Tarquinia | Foto: Wikimedia Commons

Populonia

Anticamente conosciuta come Fufluna (da Fufluns, dio etrusco dell’ebbrezza), Populonia (a un’ora d’auto da Livorno) era l’unica città etrusca a sorgere sulla costa. L’antica acropoli si trovava nel punto occupato oggi da Poggio del Castello e Poggio del Telegrafo, all’estremità sud-occidentale del Golfo di Baratti.

Antichissima città etrusca, tra le dodici Dodecapoli (le città-stato), Populonia esibisce ancora oggi un piccolo centro dalle affascinanti rovine.

Situato in cima a una collina circondata dal mare cristallino, l’antico abitato occupa una posizione dominante, accovacciato su uno dei promontori che formano il Golfo di Baratti.

Andateci per ammirare le mura medievali, la Rocca, e la Collezione Gasparri, che conserva reperti etruschi e romani e ritrovamenti sottomarini.

Il Parco archeologico di Baratti e Populonia è un vero e proprio museo a cielo aperto della civiltà etrusca. La parte alta, l’Acropoli di Populonia, è caratterizzata da templi, gli edifici, i mosaici e le strade dell’epoca romana. Nella parte bassa del parco archeologico è possibile visitare le due Necropoli etrusche: San Cerbone e delle Grotte.

Populonia
Populonia | Foto: dvangestel via Pixabay

Veio

Da sempre rivale di Roma per il controllo del Tevere, Veio cadde sotto i colpi di Furio Camillo nel 396 a.C. Questo prezioso polmone verde a mezz’ora dalla Capitale, ben quindicimila ettari, si estende a nord di Roma tra la via Flaminia e la via Cassia.

Diverse sono le testimonianze archeologiche della civiltà etrusca, come i resti dell’antica città etrusca di Veio, in prossimità del Borgo di Isola Farnese, su un ampio pianoro delimitato dai fossi del Piordo e della Valchetta (antico Crèmera). L’area archeologica conserva monumenti di rilievo come il Santuario di Portonaccio, e le più antiche tombe dipinte d’Etruria: la Tomba dei Leoni Ruggenti e quella delle Anatre.

Tempio di Veio
Il Tempio di Veio | Foto: Wikimedia Commons

Sutri

Nonostante le sue origini risalgano all’età del bronzo, Sutri, affascinante borgo della Tuscia, incanta soprattutto per le sue vestigia etrusche.

Accanto all’anfiteatro romano, completamente scavato nel tufo, questo centro a una cinquantina di chilometri da Roma affascina con la sua necropoli etrusca caratterizzata da decine di tombe ricavate nel tufo, le mura etrusche incorporate da quelle medioevali, e ancora il mitreo tramutato in Chiesa e il Duomo di origine romanica.

Il Parco dell’Antichissima Città di Sutri accoglie l’ampia necropoli etrusca rinvenuta sul colle di fronte al centro abitato, con tombe che vanno dal VI al IV secolo a.C.

Sutri | Foto: Wikimedia Commons

Mappa delle città etrusche

Ti potrebbe interessare anche...

Questo sito utilizza cookies anche di terze parti per migliorare la tua esperienza d'uso. Se prosegui la navigazione, riteniamo che tu sia d'accordo Accetto Voglio informarmi