Tra fiabe, giardini e monasteri:
6 luoghi da vedere vicino Roma

di Samantha De Martin

Nel Lazio non c’è solo la Capitale, con la sua arte onnipresente, scolpita tra chiese, musei e antichi templi a regalare bellezza a romani e turisti nei caldi weekend di primavera. Nei dintorni di Roma sono tante e diverse le destinazioni che aspettano di essere esplorate, anche in una giornata. Ecco sei idee pensate per tipi diversi di viaggiatori, dalle famiglie con bambini agli appassionati di archeologia, dagli sportivi agli amanti della natura.

1. Civita di Bagnoregio, il borgo tra nuvole e calanchi

Più che a una “città che muore” – così la definì lo scrittore Bonaventura Tecchi, per via della sua fragilità dovuta alla progressiva erosione della collina tufacea – Civita di Bagnoregio assomiglia a un borgo volante sospeso tra le nuvole e la valle dei calanchi. Nelle giornate di nebbia, la città nella roccia, tra le venti più spettacolari d’Italia, sembra sonnecchiare, sospesa in un’atmosfera incantata. D’altra parte a Civita si ispirò Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente, per il suo Laputa, il castello nel cielo.

Fondata 2500 anni fa dagli Etruschi, divenuta colonia romana e patria di San Bonaventura, dal 1965 Civita di Bagnoregio è raggiungibile solo attraverso uno spettacolare ponte panoramico pedonale. Percorrerlo con il vento in faccia e, sotto i piedi, una natura fragile, e potente al tempo stesso, è un’esperienza unica. Da non perdere: il Presepe Vivente lungo le vie medievali e il Palio della Tonna, la sfida tra le contrade sul dorso degli asini, la prima domenica di giugno e la seconda di settembre.

Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio | Foto: Alvoi, Pixabay

2. A Tarquinia, sulle tracce degli Etruschi

Il padre dell’etruscologia, Massimo Pallottino, definì la Necropoli etrusca di Monterozzi, a Tarquinia, “il primo capitolo della storia della pittura italiana”. Per scoprire perché basta mettersi in auto e ritrovarsi, dopo poco più di un’ora, nella cittadina etrusca, con le sue tombe i cui spettacolari affreschi raccontano la vita di questo antico popolo, accanto alla concezione della morte e dell’aldilà. Molti dei reperti trovati nella necropoli sono raccolti nel Museo archeologico nazionale di Tarquinia ed in molte altre istituzioni sparse in tutto il mondo.

Non lontano dalla città etrusca, tutta torri, molte delle quali intatte, si trovano la Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, la Campagna Maremmana, i Monti della Tolfa e i Monti Cimini, destinazioni perfette per gli amanti della natura e del trekking.

Tarquinia, Tomba dei Leopardi | Foto: Waugsberg, Wikimedia Commons

3. Il Giardino di Ninfa: natura slow

Ha ispirato scrittori e poeti del calibro di Virginia Woolf, Giuseppe Ungaretti e Alberto Moravia. A un’ora da Roma, il Giardino di Ninfa è un parco incantato popolato da 1300 piante, avvolto da salici, pioppi, aranci, limoni, melograni, incorniciato da aceri nipponici e ciliegi cinesi, inebriato dal profumo della lavanda e del rosmarino. Nell’Oasi Naturalistica tra Cisterna di Latina e Sermoneta, nella città medievale che conserva ancora i ruderi di un castello, dove un tempo regnava la palude, sorge oggi questo paradisiaco giardino unico al mondo.

La storia della città inizia a metà dell’VIII secolo, quando viene donata dall’Imperatore di Costantinopoli a Papa Zaccaria. Passata in mano a diverse famiglie, viene distrutta nel 1382 e abbandonata. Risorge nel 1921 grazie a Gelasio Caetani. La magnificenza dell’attuale Oasi naturalistica è dovuta a Lelia Caetani che, assieme al marito, Huben Howard, apre il Giardino di Ninfa, prima a pochi estimatori, in seguito a un pubblico più ampio, istituendo la Fondazione Caetani che tuttora gestisce il Giardino e le Rovine di Ninfa.

La visita prevede la prenotazione obbligatoria, che si potrà effettuare, per piccoli gruppi, a partire da lunedì 3 maggio sul sito ufficiale.

Giardino di Ninfa
Il Giardino di Ninfa | Foto: ValdasMiskinis, PIxabay

4. Il Parco dei mostri di Bomarzo:
un regno di pietra tra mistero e alchimia

Un regno di pietra, tra mistero e alchimia, tra Sfingi, maschere antropomorfe, terribili guerrieri. Benvenuti nel Parco dei mostri di Bomarzo, monumentale capriccio in peperino immerso nel lussureggiante abbraccio di un bosco incantato. Questo curioso esempio di giardino all’italiana sorge in un piccolo borgo del viterbese, a circa un’ora da Roma, ed è facilmente raggiungibile in auto. Sorprende con la sua irregolarità straniante questo boschetto animato da draghi, mostri, enigmatiche figure di animali esotici, veneri e fontane.

A volerlo fu il principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini) che lo commissionò all’architetto e antiquario Pirro Ligorio nel 1547. Il motivo? Forse “sol per sfogare il core” spezzato dalla morte della moglie. Alcuni ne intravedono una sorta di “percorso iniziatico”. Ma forse il suo proprietario volle semplicemente dotarsi di un luogo incantato per il proprio diletto o per quello dei suoi visitatori.

Parco dei Mostri di Bomarzo
Scultura nel Parco dei mostri di Bomarzo | Foto: alefolsom, Pixabay

5. Sant’Angelo di Roccalvecce, il borgo delle fiabe

Immaginate di passeggiare in un piccolo borgo della Teverina e imbattervi, all’improvviso, in Alice nel paese delle Meraviglie e nella Regina di cuori, al cospetto del Bianconiglio o di Peter Pan, del Piccolo principe e delle fate di Avalon, di Hansel e Gretel, tutti dipinti sui muri delle case. Sant’Angelo di Roccalvecce, conosciuto come “il Paese delle fiabe” nei dintorni di Roma, stupisce grandi e bambini. Questo borgo del viterbese, a un centinaio di chilometri da Roma, dal 2016 brilla della magica atmosfera delle favole grazie all’idea di Gianluca Chiovelli, nativo del territorio, che ha deciso di fondare l’associazione culturale ACAS. L’intento è quello di trasformare il piccolo paesino in uno sfavillante palcoscenico dove far rivivere i personaggi dell’infanzia.

Grazie alla collaborazione di un team di street artist, tutto al femminile, piazze, vie e vicoli un tempo desolati hanno ripreso forma e colore animandosi come un libro di favole.

Murales a Sant'Angelo di Roccalvecce
Murales a Sant’Angelo di Roccalvecce | Foto: I viaggi di Argo

6. A Subiaco, sulle tracce di San Benedetto

Un senso di pace avvolge il viaggiatore in visita nella terra dei monasteri di San Benedetto. Da Roma, Subiaco, incastonato nella “valle sacra” si raggiunge in circa un’ora d’auto. Intorno al paese – che prende forse il suo nome dai resti, ancora oggi visibili, della villa che l’imperatore Nerone fece costruire “sub lacum” (‘presso il lago’) sbarrando il fiume Aniene – dovevano sorgere i 12 monasteri voluti dal santo. Visitate quello di santa Scolastica, l’unico sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene. Qui, nel 1465, i due chierici tedeschi A. Pannartz e C. Sweynheym vi impiantarono la prima tipografia italiana.

Ma l’emozione più grande sarà la visita del “Sacro Speco”, la grotta che per tre anni accolse San Benedetto eremita. In realtà il monastero fu costruito 500 anni dopo la morte del santo intorno a questa grotta, ancora oggi visibile ai visitatori.

Un consiglio: se siete amanti delle passeggiate nella natura lasciate l’auto nel parcheggio del monastero di Santa Scolastica e proseguite a piedi lungo un sentiero facile, ben segnalato nel bosco, che vi accompagnerà direttamente al Sacro Speco.

Monastero di San Benedetto a Subiaco
Il monastero di San Benedetto a Subiaco

Mappa dei luoghi citati nell’articolo

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