Tra Marche e (un po’ di) Umbria
Viaggio on the road a primavera

di Paolo Ribichini

La bruma nelle valli, il verde intenso dei prati e i disegni dei filari. La primavera nelle Marche e in Umbria regala cartoline dai colori accesi dei fiori e profumo terra bagnata. On the road, poi, diventa una continua scoperta, tra borghi, colline, uliveti e vigne.

Alla scoperta della capitale della carta: Fabriano

Il Museo della Carta di Fabriano (Foto di Paolo Ribichini)

Partiamo da Perugia seguendo la Statale 76 della Val d’Esino verso Ancona. L’Appennino diventa più aspro e gli altopiani umbri lasciano spazio alle valli più strette. In poco tempo, dopo aver superato la linea dello spartiacque che delimita, pressapoco, il confine tra le due regioni, entriamo nelle Marche e raggiungiamo la città di Fabriano. La cittadina appenninica merita certamente una visita. Lasciamo l’auto nei pressi del parco Regina Margherita, e immergiamoci a piedi alla scoperta del centro storico. Proseguiamo per la Pinacoteca Civica, per poi discendere verso il Palazzo del Podestà, la fontana Sturinalto e il Corso della Repubblica con i suoi tanti caffè. Fabriano è nota in tutto il mondo, oltre che per la produzione di elettrodomestici, per la produzione della carta. A questa che rimane ancora oggi il supporto visivo più leggero e versatile al mondo, è dedicato un interessante museo, a pochi passi dal Parco Regina Margherita. Con prenotazione obbligatoria (causa Covid) e attraverso un percorso didattico con la guida, possiamo scoprire le antiche tecniche di realizzazione della carta e della filigrana, oltre all’evoluzione tecnica che consente oggi una produzione di tipo industriale.

Tra Valadier e i Castelli di Jesi

Tempio del Valadier Foto di Andrea Tasselli da Pixabay
Tempio del Valadier Foto di Andrea Tasselli da Pixabay 

Riprendiamo l’auto per proseguire in direzione dell’Adriatico, lungo la Statale 76. Poco più a est facciamo una piccola deviazione a Genga per ammirare il particolarissimo tempietto del Valadier (uno dei luoghi più suggestivi delle Marche), realizzato dentro sull’ingresso di una cavità nella roccia, a poca distanza dalle famose Grotte di Frasassi. Ritornati sulla strada, solo pochi chilometri più avanti si lascia (ma poi si ritrova più avanti) la Statale 76 per inerpicarsi sulle colline che disegnano il paesaggio dei Castelli di Jesi. Maiolati Spontini, Monte Roberto (cercate la porta per il centro storico e ammirate il paesaggio e – se il meteo lo permette – il mare in lontananza, dalla grande terrazza accanto al palazzo comunale) e, dopo qualche tornante in discesa, Castelbellino.

(Foto di Jörg Peter da Pixabay)

Jesi, la città degli Svevi

Tornati sulla Statale 76, il paesaggio si apre, le colline diventano più morbide. A sinistra c’è Jesi, la città dove nacque Federico II di Svevia, famosa per la lirica e per la scherma. Scopriamo Piazza Colocci con il Palazzo della Signoria, uno dei più significativi palazzi pubblici delle Marche. Al suo interno c’è la Biblioteca Planettiana che racchiude oltre 115 mila volumi. Non lontano c’è il Teatro Giovan Battista Pergolesi, tempio settecentesco della lirica italiana, famoso per la sua perfetta acustica interna.

In viaggio nell’immensità

Da Jesi abbandoniamo la Statale 76 per proseguire verso sud-est nelle campagne sulla provinciale 362 fino al Castelrosino. Qui proseguiamo sulla provinciale 3 attraversando colline e suggestivi paesaggi alla luce della sera. Superiamo Campocavallo e a Cerretano svoltiamo verso sud sulla provinciale 105, arrampicandoci lungo i tornanti fino a Recanati, città di Leopardi.

Recanati, tra la poesia di Leopardi

Ermo Colle Recanati
L’Ermo Colle di Giacomo Leopardi a Recanati (Foto di Paolo Ribichini)

Bella di giorno, suggestiva di notte, Recanati regala scorci suggestivi dove il mare all’orizzonte è protagonista. Camminando per i vicoli, compare all’improvviso, lontano ma non troppo. Il centro storico si estende in lunghezza sul costone di una stretta collina. Iniziamo il tour dal Museo Civico che ospita il Museo delle Migrazioni. Qui è raccontata la storia dei tanti marchigiani che nei primi del ‘900 si sono imbarcati per raggiungere l’America o hanno preso un treno per raggiungere l’Europa. Dal Museo e dalla Cattedrale ci muoviamo lungo la stretta e pittoresca via Falleroni per raggiungere corso Persiani dove il sabato mattina si tiene il mercato settimanale all’aperto. La strada, ampia e con alcuni negozi, conduce alla suggestiva Piazza Giacomo Leopardi che presenta, al suo centro, la statua del poeta, sormontata dall’alta torre. Proseguendo su via Calcagni e poi su via Roma, via Antici e via Leopardi, si giunge alla casa natale del poeta, posta di fronte alla piazza oggi intitolata al Sabato del Villaggio. La casa può essere visitata solo su prenotazione e con la guida. Molto suggestivo è il tour nella biblioteca della casa dove è possibile ammirare lo scrittoio dove Leopardi leggeva e studiava. Proseguendo lungo via Monte Tabor si raggiunge – entrando in un parco – all’ “Ermo Colle”, il Colle dell’Infinito.

Conero, l’incanto del mare

Il Conero verso il tramonto (Foto di Paolo Ribichini)

Dopo una notte, ci rimettiamo in cammino verso nord. Da Porto Recanati, con il suo Castello Svevo, proseguiamo lungo la strada litoranea che sale sul Conero, il verde promontorio delle Marche. A Sirolo, raggiungiamo la spiaggia incantata di San Michele con la sua sabbia rosata.

Urbino, la “ducale”

Il Palazzo Ducale di Urbino (Foto di Paolo Ribichini)

Riprendiamo l’autostrada verso nord. Superiamo Ancora e Senigallia. A Fano svoltiamo verso ovest sulla Statale 73 bis. Urbino è a circa un’ora dal Conero tra i colli appenninici. Lasciamo l’auto al parcheggio di Piazza Mercatale e saliamo al centro storico attraverso la rampa elicoidale posta all’interno del vicino torrione. Proseguiamo lungo via Giacomo Matteotti fino a Piazza della Repubblica. Saliamo ancora lungo via Raffaello fino alla casa natale del pittore. Appena più in là c’è il Museo dei Gessi. Ritornando a Piazza della Repubblica, proseguiamo lungo via Vittorio Veneto. Piazza Rinascimento si schiude d’improvviso davanti a noi. A destra troviamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta e poco oltre il Palazzo Ducale. In fondo alla piazza, poi, ci sono gli edifici della famosa e antica Università. Da Piazza della Repubblica ridiscendiamo lungo via Mazzini per attraversare la Porta Valbona fino al parcheggio delle auto.

Le Gole del Furlo

Ripercorriamo la Statale 73 bis verso est fino a Calmazzo. Poi proseguiamo verso sud-ovest verso Furlo. Poco prima ci fermiamo per ammirare la Riserva delle Gola del Furlo, uno stretto e suggestivo canyon che “strozza” il fiume Candigliano lungo la via Flaminia.

Una “scheggia” verso Perugia

Seguiamo la via Flaminia e attraversiamo lo spartiacque al termine dei tornanti che conducono al Passo della Scheggia. Dopo aver superato l’omonimo paese, svoltiamo a sud verso Gubbio. La cittadina è tipicamente medievale. Ci fermiamo per ammirare il Palazzo dei Consoli, Piazza Grande e la Basilica di Sant’Ubaldo che si raggiunge con la vecchia funivia. Ogni anno, in periodo di Avvento, viene acceso l’enorme albero di Natale realizzato grazie a un imponente sistema di illuminazione sul fianco della montagna che sovrasta la cittadina. Seguendo la Strada regionale 298, si raggiunge in poco tempo Perugia.

Mappa con le indicazioni del tour e i punti d’interesse

La possibilità di visitare alcuni siti dipende dalle restrizioni nazionali e locali per il contenimento del Covid-19. Prima di mettervi in viaggio vi consigliamo di verificare le aperture. Nei prossimi giorni Marche e Umbria entreranno in "zona gialla".

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