5 motivi per visitare Siena in un weekend di giugno

di Samantha De Martin

Non solo pici e Vernaccia, l’immancabile passeggiata lungo piazza del Campo, con la sua caratteristica forma a conchiglia, o una gita tra San Gimignano, Buonconvento e il castello di Monteriggioni a caccia di torri e di borghi fuori dal tempo. Visitare Siena è un’esperienza che incanta sempre. Anche senza Palio di luglio, annullato quest’anno per via della pandemia, la città con il suo skyline unico e i suoi gioielli, dal Palazzo Comunale, gli affreschi di Lorenzetti o il sontuoso Duomo, emana suggestioni, seppur diverse, in ogni periodo dell’anno. Se non avete ancora deciso quando visitarla, vi suggeriamo 5 idee per coniugare il viaggio con alcuni appuntamenti imperdibili in città.

Palazzo Pubblico Siena
Palazzo Pubblico | Foto: Matteo Kutufa, Unsplash

1. Ammirare la scopertura straordinaria del pavimento del Duomo

Giorgio Vasari lo aveva definito “Il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”. E in effetti, il pavimento della Cattedrale di Siena, un monumentale racconto per immagini sviluppato tra il Trecento e l’Ottocento attraverso la straordinaria potenza del marmo, lascia senza fiato. Se vuoi visitare Siena dal 26 giugno al 31 luglio o dal 18 agosto al 17 ottobre, potrai ammirare in tutto il suo splendore grazie alla scopertura straordinaria – promossa dall’Opera della Metropolitana e organizzata da Opera Laboratori – che svelerà tutte le 50 tarsie marmoree solitamente coperte alla vista per motivi conservativi. Il visitatore potrà apprezzare i soggetti realizzati secondo i cartoni preparatori forniti da artisti quasi tutti “senesi”, da Domenico di Bartolo a Beccafumi, ma anche dal pittore umbro Pinturicchio.

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Il pavimento del Duomo visto dall’alto | Courtesy Opera laboratori

2. Visitare la Collezione Spannocchi, finalmente riunita

Negli spazi espositivi di Santa Maria della Scala, la straordinaria Collezione Piccolomini Spannocchi torna finalmente visibile con i suoi pezzi riuniti in un’unica sede, e in un allestimento permanente. Ammirare i 165 capolavori – opere di Lorenzo Lotto e Sofonisba Anguissola, Albrecht Dürer, il Sodoma, Domenico Beccafumi solo per citarne alcuni – significa anche ripercorrere la storia della collezione, che inizia nel Seicento alla corte dei Gonzaga per approdare a Siena all’inizio del Settecento per iniziativa dell’influente famiglia dei Piccolomini, passando da Mantova e Trento, al seguito degli Asburgo. Le nozze tra Caterina Piccolomini da Modanella e il barone Giuseppe Spannocchi non fanno che accrescere il prestigio della collezione che unisce i tesori dei coniugi. Vale la pena di ammirare questi gioielli che, raccontano le cronache dell’epoca, esposti nella quadreria di Palazzo Spannocchi, furono meta di visite da parte di studiosi e appassionati di tutta Europa. Dopo essere stata donata nel 1835 alla città di Siena, la raccolta rimase a lungo divisa tra la Pinacoteca Nazionale, il Museo Civico, l’Amministrazione Provinciale e le Gallerie degli Uffizi di Firenze. Finalmente riunificata brilla ora in un percorso nella sua città d’origine.

3. Scoprire la San Gimignano di Dante

Un itinerario tra arte e sapori (dalla vernaccia allo zafferano) accompagna gli ospiti di San Gimignano sulle tracce di Dante, in occasione dei 700 anni dalla morte. “La San Gimignano di Dante” è un itinerario che inizia nel passato, quando la cittadina era un crocevia importante di commerci, persone e di idee. Dal Palazzo Pubblico con la Camera del Podestà e la sala Dante, dove il Sommo Poeta venne accolto dai Consiglieri e dal Podestà di San Gimignano, Mino dei Tolomei, fino alla Collegiata, con le iconografie ispirate all’inferno, purgatorio e paradiso della Divina Commedia nel celebre ciclo di Taddeo di Bartolo, il visitatore è invitato a compiere un viaggio nel tempo.

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San Gimignano al tramonto | Courtesy Opera laboratori

4. Ammirare la Madonna del Solletico di Masaccio

Dal 22 maggio al 2 novembre all’interno del Complesso monumentale del Duomo di Siena, la mostra dedicata alla committenza del cardinal Antonio Casini, vescovo di Siena tra il 1408 e il 1426, accoglie un gioiello appartenuto all’insigne umanista. Si tratta della Madonna col Bambino, detta ‘del solletico’, di Masaccio, in prestito alla Fabbriceria senese dalle Gallerie degli Uffizi. L’esposizione mette a confronto due uomini, Masaccio e Antonio Casini, divisi da rango sociale e dal censo, e tuttavia arrivati fino a noi grazie a un piccolo dipinto che racconta di una mamma che gioca con il suo bambino.

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Cappella della Madonna di Vitaleta in Val d’Orcia | Foto Kristof Van Rentergem, Unsplash

5. Perdersi nel paesaggio lunare delle Crete Senesi

Con la luce di giugno il paesaggio lunare che contraddistingue l’infinito susseguirsi di biancane, calanchi e viali di cipressi si carica di un fascino speciale. Se vuoi visitare Siena, a sud-est della città non puoi non scoprire le Crete Senesi, vera magia per gli occhi. Da Chiusure a Monte Oliveto, con la sua Abbazia, da Asciano, con le sue mura medievali, alla suggestiva abbazia di Sant’Antimo in val d’Orcia, un itinerario tra natura e buon vino offre un motivo in più per perdersi nei dintorni della cittadina toscana in un weekend d’estate.

Per info: www.terredisiena.it

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