Non solo il passaporto. Ma anche il visto. O meglio: un pre-visto. Per entrare nel Regno Unito, per visitare Londra, da ieri 2 aprile, è richiesto un passaggio aggiuntivo per i cittadini italiani e degli altri paesi dell’Unione Europea: l’Electronic Travel Authorisation (ETA). Questo nuovo sistema, introdotto dal governo britannico, mira – a detta delle istituzioni britanniche – a rafforzare la sicurezza delle frontiere e a semplificare i controlli per i viaggiatori. Ma per chi viaggia è solo un’ulteriore incombenza, per chi è abituato a muoversi in Europa con la sola carta d’identità.
Cos’è l’ETA?
L’ETA non è un visto, ma un’autorizzazione elettronica obbligatoria per chi intende visitare il Regno Unito per turismo, affari o transito per soggiorni brevi, fino a sei mesi consecutivi. Un vero e proprio pre-visto. Ed è in pratica la formula britannica del sistema ESTA che serve per entrare negli Stati Uniti.
Come richiedere l’ETA?
La richiesta dell’ETA per entrare in Gran Bretagna può essere effettuata online tramite il sito ufficiale del governo britannico o attraverso l’app “UK ETA”, disponibile sulle principali piattaforme. Per completare la procedura, è necessario fornire i dati personali e recapiti, il numero di passaporto, una fotografia conforme agli standard richiesti, e rispondere alle domande per la sicurezza.
Costi e validità
Attualmente, l’ETA per entrare in Gran Bretagna costa 10 sterline (circa 12 euro), ma dal 9 aprile 2025 il prezzo salirà a 16 sterline (circa 19 euro). L’autorizzazione è valida per due anni o fino alla scadenza del passaporto associato e consente ingressi multipli.
Tempistiche della richiesta ed esenzioni
Le autorità britanniche raccomandano di effettuare la richiesta almeno tre giorni prima della partenza, anche se in molti casi la risposta arriva in pochi minuti. Sono esentati dall’obbligo di richiesta dell’ETA tutti coloro che posseggono un permesso di soggiorno o di studio nel Regno Unito e tutti i cittadini irlandesi, oltre ai viaggiatori in transito che non devono oltrepassare la frontiera aeroportuale.


