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Viaggio on the road per la Calabria meridionale

Da Pizzo a Bova, dalla Costa degli Dei alla terra dei greci. In auto o in moto tra mare, bergamotti e antiche tradizioni

di Paolo Ribichini
Pubblicato: Ultimo aggiornamento:

Mare cristallino, borghi unici e una terra antica. Un viaggio in Calabria, cuore della Magna Grecia, tra luoghi unici, aspri e dolci, tra il blu intenso del mare e l’azzurro limpido del cielo. Scopriamola con un itinerario on the road dal Tirreno al Mare Jonio, in otto tappe.

Pizzo, non solo tartufi

La prima tappa del nostro viaggio in Calabria è Pizzo dopo esserci lasciati Lamezia Terme alle spalla, qualche qualche decina di chilometri più a nord. Abbarbicato sul tufo che disegna la Costa degli Dei, è noto in tutta Italia per il famoso “tartufo”, gelato artigianale alla nocciola ricoperto da polvere di cacao. La leggenda vuole che sia stato fondato da una tribù in fuga a causa della caduta di Troia. Sappiamo con certezza che per secoli è stato un borgo di pescatori, poi fortificato a opera degli Angioini per proteggerlo dalle invasioni dei saraceni. Visita nei pressi di Pizzo le belle spiagge di Briatico e Zambrone e quando, verso sera, il caldo si fa più sopportabile, visita a piedi il borgo. Tra i palazzi nobiliari, vale una sosta al “Vicolo dei Baci”. Ma più che un vicolo, si tratta di una scalinata piuttosto scoscesa. Poi visita la Chiesa della Madonna di Piedigrotta. Infine sali al Castello Aragonese (conosciuto anche come Castello di Murat) dal quale potrai ammirare un paesaggio unico sul borgo.

Stromboli viaggio in calabria
Lo Stromboli al tramonto | Photo by Serena Repice Lentini on Unsplash

Vibo Valentia: la città degli svevi e dell’arte

Lasciamo la costa e ci incamminiamo verso l’interno del promontorio per raggiungere la città di Vibo Valentia. A Vibo ci sono due luoghi da visitare obbligatoriamente. Il primo è il Castello Normanno-Svevo che sorge dove forse un tempo c’era l’Acropololi di Hipponion. La fortificazione risale al periodo svevo e fu poi ampliata dagli angioini e dagli aragonesi. Al suo interno c’è il Museo archeologico a partire dal 1995 e intitolato al conte Vito Capialbi che raccolse e custodì le testimonianze della vita della città, ricostruendone la storia dalla fondazione della colonia locrese di Hipponion alla costituzione della colonia romana di Valentia.I resti custoditi al suo interno vengono dagli scavi realizzati in città e nei suoi dintorni. Il secondo luogo imperdibile è il Museo di Arte Contemporanea LIMEN. Il museo conserva circa 200 opere provenienti da acquisizioni e da concorsi ed è strutturata in tre aree tematiche: Geometrie, Segni e Scene.

Tropea viaggio in Calabria
Il Santuario di Santa Maria a Tropea | Photo by Eugenio Camporato on Unsplash

Tropea, il borgo dei tramonti

Da Vibo prosegue il nostro viaggio in Calabria e torniamo nuovamente sulla Costa degli Dei. Poco più a sud di Pizzo c’è l’incredibile perla tirrenica di Tropea. Il borgo bianco si trova su uno sperone di roccia al di sopra della sua famosa e bianchissima spiaggia, bagnata da un mare veramente caraibico. L’attuale centro storico è stato edificato nel periodo angioino-aragonese con vicoli tortuosi e diversi palazzi nobiliari, con i loro maestosi portali. D non perdere una visita alla Cattedrale Normanna, al Museo Diocesano, e alla Mostra degli Antichi Mestieri. Appena fuori dal borgo c’è il Santuario Santa Maria dell’Isola – simbolo di Tropea nel mondo. Si trova, appunto, su un’isola vicinissima alla costa ed è stata edificata dai frati benedettini nella tipica vegetazione mediterranea. Da non perdere dalla rocca la vista sul mare al tramonto. Uno spettacolo unico con lo Stromboli (talvolta fumante) sullo sfondo. E poi a cena valgono un assaggio piatti realizzati con la famosa e dolce cipolla di Tropea Igp.

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Alcune pale di fico d’India a Capo Vaticano | Photo by Serena Repice Lentini on Unsplash

Capo Vaticano

Proseguiamo verso sud lungo la costa e raggiungiamo Capo Vaticano. Si tratta di un borgo posto su un promontorio dal quale si può ammirare un paesaggio unico di giorno quando il mare riflette un blu turchese senza eguali, ma anche al tramonto. In ogni caso Capo Vaticano vale una sosta per ammirare una costa unica da esplorare in taxi boat o in canoa. È possibile raggiungere Praia I Focu oppure la Grotta di Polifemo e la Piscina di Venere.

Palmi e la Costa Viola

Non è ancora terminato il nostro viaggio in Calabria: proseguiamo ancora verso sud. Dopo aver superato Gioia Tauro, c’è il borgo di Palmi con il suo museo di Etnologia e Folklore. Da qui inizia la Costa Viola che vi consigliamo di ammirare in auto o in moto lungo la strada litoranea. I colori si fanno intensi: il mare è di un blu con riflessi di smeraldo e viola, mentre sulla sinistra la terra sale tra rughe profondissime e nuvole scure. È l’Aspromonte.

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Il borgo di Scilla con il suo castello alla luce del tramonto | Photo by Noemi Romeo on Unsplash

Scilla, all’ombra del castello

La Costa Viola termina con il bellissimo borgo di Scilla, una perla di rara bellezza e cura. È la porta d’ingresso dello Stretto di Messina. Bisogna raggiungere il Belvedere per ammirare il panorama che si apre a destra sul Tirreno e a sinistra sull’inizio dello Stretto. Questo è il posto migliore per ammirare i fuochi d’artificio della sentitissima festa patronale di San Rocco, il 16 agosto. Appena più in basso c’è il Castello dei Ruffo di Calabria con accanto la Chiesa Matrice. Passeggiamo poi per il borgo di Chianalea per una foto suggestiva tra i vicoli che finiscono direttamente in mare. Dall’altra parte del promontorio, invece, c’è la Spiaggia di Marina Grande, una delle più gettonate della costa tirrenica della città metropolitana di Reggio Calabria. Nei pressi di Scilla è anche possibile salire in circa 40 minuti al Parco Nazionale dell’Aspromonte, visitare il luogo dove fu ferito Garibaldi in località Sant’Eufemia nei pressi di Gambarie.

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Il lungomare di Reggio Calabria | Photo by antonino trimboli on Unsplash

Reggio Calabria, tra mare e bergamotti

Prosegue il nostro viaggio in Calabria e proseguiamo ora verso Reggio Calabria, lungo l’ultimo tratto dell’autostrada Salerno-Reggio. L’elemento che contraddistingue questa città è certamente il suo Lungomare, definito dal giornalista Nando Martellini il “chilometro più bello d’Italia”, attribuendo la frase erroneamente a Gabriele D’Annunzio. In realtà il lungomare, realizzato su due livelli, misura 1,7 chilometri, lungo i quali troviamo una serie di locali e lidi, e si affaccia sullo Stretto di Messina. Di fronte, vicinissima, c’è la Sicilia. A Piazza Indipendenza ci fermiamo a mangiare un gelato da Cesare. Tra i gusti anche il bergamotto, agrume che nasce solo in questo territorio, la cui essenza è utilizzata per produrre i migliori profumi. E a proposito di bergamotto, da non perdere il Museo del bergamotto dove è possibile scoprire la storia della sua raccolta e del suo utilizzo, un vero e proprio oro per questo spicchio d’Italia. Dietro Piazza Indipendenza, poi, c’è il Museo Archeologico Nazionale, recentemente ristrutturato dove sono conservati i famosissimi Bronzi di Riace.

Pentedattilo e Bova, terra dei greci

Il nostro viaggio in Calabria meridionale sta arrivando alla conclusione. Ci rimettiamo sulla strada seguendo la statale 106 verso la punta più a sud della penisola italiana. Poco prima di raggiungere Melito Porto Salvo, facciamo una deviazione all’interno verso Pentedattilo. Prende il suo nome dalla montagna che sovrasta il borgo, a forma di una mano con cinque dita. Il borgo, antichissimo, è oggi spopolato ma mantiene inalterato il suo fascino anche grazie ad alcune associazioni giovanili che hanno ridato vita all’abitato, realizzando botteghe e punti ristoro e promuovendo iniziative culturali. Le casette in pietra, adornate dai fichi d’india, sono diventate alloggi per l’ospitalità diffusa. Tornati sulla 106, proseguiamo ora verso est, superiamo l’imponente fiumara dell’Amendolea e a Bova Marina svoltiamo per l’ultima volta verso l’interno. La strada sempre più stretta sale sulla montagna e si inerpica verso l’Aspromonte. All’altitudine di poco più di 800 metri sul livello del mare c’è il piccolo borgo di Bova, “capitale” dell’Area grecanica. Bova oggi conta poco più di 400 abitanti. Anche se il paese è piccolo, grande è il suo patrimonio artistico e culturale. Negli ultimi 15 anni Bova ha visto un vero e proprio risorgimento culturale e turistico. Dopo una visita alla rocca, vale una visita Palazzo Nesci e Palazzo Mesiano, e la Cattedrale normanna di S. Maria dell’Isodia. Da non perdere il Museo all’aperto della civiltà contadina, un itinerario che parte dalla piazza principale della cittadina e si snoda tra i vicoli in discesa. Inoltre, è importante sapere che Bova conserva ancora l’antica lingua greco-calabra, parlata da buona parte dei suoi abitanti. Si conclude qui il nostro viaggio in Calabria.

L’itinerario del viaggio in Calabria meridionale

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