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Arte e natura, dove la land art plasma il paesaggio

Scopri i 5 luoghi più affascinanti in Italia dove sono stati realizzati parchi artistici unici

di Paolo Ribichini
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Arte e natura. Arte e paesaggio. In luoghi nascosti, circondati da alti alberi e da una natura incontaminata sorgono le opere di land art. Che sia un parco tematico o un’unica enorme struttura, le opere di Land Art giocano con il paesaggio, ne diventano un tutt’uno. Da nord a sud, nascono per diletto o per raccontare la storia di un posto. Ecco i luoghi più suggestivi in Italia.

1. Il Parco dei Mostri di Bomarzo

Uno dei più antichi esempi in Italia di land art – e certamente il più pittoresco – è il Parco dei Mostri di Bomarzo. Si trova in provincia di Viterbo a pochi chilometri dal confine con la Toscana e l’Umbria, facilmente raggiungibile dall’autostrada A1. Il suo nome originale è “Sacro Bosco”, ma non ha nulla a che vedere con la religione. Si tratta semmai di un insieme di statue ed edifici che rinviano a riti esoterici. Il Parco fu progettato dal principe Vinico Orsini e dall’architetto Pirro Ligorio nel 1552. Figure mitologiche in pietra incontrano animali esotici. Ma ci sono anche un tempietto funerario, alcune fontane e una piccola torre pendente. Un luogo magico adatto a tutta la famiglia.

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Una delle opere nel Parco dei Mostri di Bomarzo | Photo by Matteo Panara on Unsplash

2. Il Giardino dei Tarocchi

Sempre nell’Italia centrale, a poche decine di chilometri in linea d’aria dal Bosco Sacro, c’è il Giardino dei Tarocchi, il più interessante tentativo di land art dell’artista franco-americana Niki de Saint Phalle. Sul territorio comunale di Capalbio in provincia di Grosseto, su un ampio terreno di proprietà della famiglia Caracciolo, in località Garavicchio sorge questo parco naturale di lecci e macchia mediterranea, popolato da sculture alte fino a 15 metri e ricoperte da irregolari mosaici di schegge di vetro colorato, ciascuna delle quali rappresenta uno degli arcani maggiori dei tarocchi. Qui puoi visitare, all’interno di una delle opere, l’incredibile e onirica casa dell’artista. Il parco è ispirato a quello di Guell a Barcellona, realizzato da Gaudì. Si tratta di un insieme di 22 sculture monumentali ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi.

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Dettaglio della Luna, una delle opere del Giardino dei Tarocchi | Foto di Claudio Soavi CC BY 2.0 via Flickr

3. Il Gretto di Burri

Dalla Toscana voliamo ora in Sicilia. A Gibellina, per la precisione, in provincia di Trapani. Qui la land art non nasce dal diletto ma da un dramma. Nel 1968 un terremoto rase al suo tutto l’abitato di Gibellina che fu poi ricostruita a 20 chilometri di distanza dal centro storico. Rimasero sulla collina case diroccate, muri pericolanti e macerie. L’artista e pittore Alberto Burri decise, su impulso dell’amministrazione comunale, di realizzare tra i ruderi un’enorme opera di land art, proprio per ricordare quel dramma. Lasciando inalterate le strade, ogni spazio lasciato dagli edifici crollati è stato cementificato, come un’enorme tomba, senza epitaffio. Oggi si può visitare camminando su le antiche strade in un percorso prima di tutto interiore nella sofferenza e nella morte. Da visitare in giornate fresche. Non adatto ai bambini.

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Il Cretto di Burri | Photo by Francesco Labita on Unsplash

4. Il Musaba

Dalla Sicilia raggiungiamo quindi la Calabria. Siamo nel territorio metropolitano di Reggio Calabria nei pressi del borgo di Mammola. Qui c’è il Musaba, un parco-museo di arte contemporanea fondato dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas. Il suo nucleo centrale sono le rovine di un antico monastero. C’è anche una chiesa ristrutturata dai certosini, oggi sconsacrata. Intorno al complesso si sviluppa un vasto parco di sette ettari di terreno con alberi, ulivi e giardini mediterranei. Fuori dalle mura del monastero si trova la Rosa dei Venti, una struttura realizzata da Nik Spatari. Oltre agli affreschi dell’artista, si trovano nel parco una serie di opere, incluse alcune di land-art che plasmano il paesaggio. Si proiettano verso l’alto come l’uomo rappresentato nell’opera “L’Ombra della Sera” e sono spesso dipinte di colori vividi, in contrasto con i colori del territorio circostante.

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Il Musaba | Foto di Paolo Ribichini

5. Respirart in Trentino

Dall’estremo sud della Penisola, voliamo nella parte più settentrionale. A Pampeago, in Val di Fiemme, in Trentino, c’è il Respirart. Si tratta di un parco di land art aperto dal 2011 con opere realizzate da artisti locali e internazionali, con l’idea di creare un dialogo tra l’arte contemporanea e le vette dolomitiche del Latemar. La particolarità di queste opere, quasi tutte realizzate in legno è quella di non essere mai restaurate ma lasciate alla trasformazione del tempo e degli agenti atmosferici.

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