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Il turismo italiano torna ai livelli pre-Covid

Ma rimangono le incognite legate all'aumento dei costi dell'energia

di Paolo Ribichini

Il turismo in Italia torna ai livelli pre-pandemia e si riprende a viaggiare. Secondo un’indagine Noto Sondaggi commissionata dall’Agenzia nazionale del turismo (Enit) sugli arrivi e sui soggiorni dei turisti sul territorio nazionale, l’estate che sta per iniziare potrebbe registrare un ritorno alla normalità nonostante le tensioni internazionali, la crescita dei prezzi e l’aumento dei contagi da Covid-19. Infatti, le previsioni sulle presenze di turisti nelle strutture ricettive per il 2022 sono, al momento, in linea con i livelli pre-pandemia.

Il turismo torna ai livelli del 2019

“Questo è l’esordio di un’estate che ci riporta a sentori pre-pandemici e a un futuro turistico con trend che pongono al centro la sostenibilità e il valore del viaggiare attraverso la personalizzazione dell’offerta”, spiega Roberta Garibaldi, amministratore delegato di Enit. Infatti, secondo l’Ufficio Studi dell’Agenzia, le prenotazioni verso l’Italia continuano a crescere di più rispetto allo scorso anno anche in confronto a quelle registrate nei paesi “competitor”. L’Enit stima rispetto al 2021 un + 324% per il mese di giugno e un +222% per il mese di luglio. Le prenotazioni sono in gran parte provenienti dall’Italia, anche se la quota dall’estero è in crescita. I turisti tedeschi saranno i più numerosi, seguiti dai francesi, dagli svizzeri, dagli austriaci e dagli olandesi.

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Riomaggiore, Cinque Terre | Photo by JAYAKODY ANTHANAS on Unsplash

Tornare a volare

I turisti, inoltre, sono tornati a volare. Il traffico aereo europeo è cresciuto costantemente da metà marzo a inizio maggio. Cresce la domanda di voli interni all’Unione europea e dagli Stati Uniti verso il Vecchio Continente. Contribuisce a ciò anche e soprattutto l’allentamento delle restrizioni per i viaggi. Allo stato attuale, infatti, 36 Paesi hanno revocato tutte le limitazioni relative al Covid-19 a partire dal 13 maggio scorso.

Gli effetti della guerra in Ucraina

Le tensioni internazionali e la guerra in Ucraina hanno finora avuto un impatto non determinante sulle prenotazioni alberghiere ed extra-alberghiere che, nel 90% dei casi, sono state finora confermate. Si tratta soprattutto di coppie e famiglie che preferiscono strutture extra alberghiere come case vacanza e b&b. Seguono i viaggiatori individuali che invece scelgono principalmente gli alberghi. Ma circa il 40% dei responsabili delle strutture oggetto dell’indagine ha dichiarato di risentire economicamente degli effetti della guerra in Ucraina. Non solo a causa dello stop ai turisti provenienti dalla Russia, ma soprattutto a causa dell’aumento dei costi dell’energia e del gas che incidono sulla gestione della struttura.