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Siracusa e Ragusa: tra Barocco, papiri e Magna Grecia

Un itinerario tra le due "gemelle diverse" della Sicilia. Ecco cosa vedere

di Paolo Ribichini

Il mare. Ma anche le chiese barocche e i resti di un passato glorioso. Siracusa e Ragusa sono due gemelle diverse. La prima sul mare, l’altra tra le colline dell’entroterra. La prima custodisce una storia millenaria fatta di tiranni e grandi inventori, l’altra custodisce uno degli esempi più affascinanti del Barocco siciliano, un posto fuori dal tempo e lontano dalla brezza del mare. Entrambe le città però portano i segni di un evento catastrofico: il devastante terremoto del 1693. Una tragedia immane per la Sicilia che però rappresentò anche l’inizio di una nuova epoca con la realizzazione degli edifici e delle chiese in stile Barocco che caratterizzano le due città.

Siracusa, nel segno dei greci

L’Isola di Ortigia

Il centro storico di Siracusa è oggi l’Isola di Ortigia che è separata dalla terra ferma da un braccio di mare largo nemmeno 100 metri. Una volta superato uno dei due ponti che collega la città più moderna con l’isola, lasciati conquistare dai vicoli e muoviti rigorosamente a piedi. Dove? Fatti guidare dall’istinto. Ma sappi che gran parte dei monumenti e dei punti d’interesse si trova sul lato est. Appena raggiungi l’isola ti ritroverai davanti ai resti del tempio di Apollo. A sinistra c’è lo storico mercato di Ortigia aperto solo nel weekend. Appena dietro ci sono diversi ristoranti rigorosamente di pesce di buona qualità. Proseguendo verso sud lungo Corso Matteotti davanti a te si schiuderà la Fontana di Diana. Proseguendo ancora verso sud lungo via Landolina ti ritroverai proiettato su Piazza Duomo. Quando la viuzza si apre sulla piazza rimarrai incantato per la facciata barocca della Cattedrale, di una bellezza incredibile. Questa chiesa è stata costruita nel VII secolo utilizzando le imponenti colonne doriche di un antico tempio greco del V secolo avanti Cristo dedicato ad Atena, colonne che ancora oggi sono perfettamente visibili sia all’interno che all’esterno. Continuando verso sud raggiungerai la Fonte Aretusa, una sorgente d’acqua dolce che sgorga dalla terra a pochi metri dal mare. La fonte alimenta un laghetto caratterizzato dai papiri. Tornando indietro cammina sul lungomare in senso anti-orario per scoprire scorci marini unici ma anche per raggiungere il ghetto con le sue botteghe.

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Il Teatro greco di Siracusa | Photo by Roger Lipera on Unsplash

L’orecchio di Dionisio

Nell’entroterra, quasi inglobato nella città c’è il parco archeologico di Neapolis, conosciuto in tutto il mondo per l’Orecchio di Dionisio, particolarissima grotta in parte naturale e in parte opera dell’uomo dall’acustica particolarissima. Leggenda vuole che il tiranno della città Dionisio si appostasse nella sua parte alta per origliare i nemici imprigionati proprio in fondo alla grotta. Ma al di là della leggenda, non è chiara la sua funzione, mentre la sua forma sinuosa è stata data da un antico fiume sotterraneo che aveva scavato la roccia calcarea. Nel parco archeologico puoi visitare anche il bellissimo teatro greco dove ancora oggi vengono fatte varie rappresentazioni teatrali nel periodo estivo, e le varie cave dove lavoravano gli schiavi e i prigionieri di guerra ateniesi.

In viaggio verso Ragusa, tra limoni e papiri

Prima di prendere l’autostrada verso sud, prendi la macchina e guida nelle campagne tra Siracusa e e Fonti Bianche. Le strade sono piuttosto strette e mal tenute (e non mancano punti degradati con rifiuti abbandonati) ma attraversano distese di alberi di limone. Il frutto è il femminello siracusano, un prodotto che viene venduto con il marchio Igp. Nella Riserva Naturale Ciane e Saline crescono enormi papiri dalla bellezza unica che possono arrivare all’altezza di tre metri. Proseguendo poi in autostrada lungo il percorso per Ragusa troverai Noto, capitale del Barocco, e Modica, città del tipico cioccolato. Soprattutto la prima vale una sosta per apprezzare il candore della pietra calcarea e la bellezza del suo duomo.

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Il Duomo di Ragusa Ibla | Foto di Paolo Ribichini

Ragusa

Per arrivare a Ragusa la strada da Ispica sale tra le colline. Anche se le distanze non sono enormi, ci vuole un po’ di tempo e un po’ di pazienza. Ma quando dietro una curva compare lei che si distende lungo il profilo della collina, non puoi non rimanerne incantato. La città è quasi divisa in due: il centro storico (anche conosciuto come Ragusa Ibla) e la parte più recente che si distende verso ovest. Le due parti si toccano solo per meno di 100 metri. Ragusa Ibla è caratterizzata da oltre 50 chiese e diversi edifici barocchi. Qui la pietra non è bianca ma ha sfumature rosa e gialle, infondendo alla città un colore unico, quasi cinematografico. A Ibla il tempo sembra essersi fermato. Regna l’ordine e la pulizia: un vero gioiello incastonato nell’entroterra siciliano. Non perderti l’imponente Duomo di San Giorgio, e cammina per Corso XXV Aprile tra le botteghe che vendono artigianato locale e le famose teste di moro di Caltagirone.

Come raggiungere Siracusa e Ragusa

Per raggiungere le due città consigliamo di affittare un’auto presso l’aeroporto di Catania. Questo aeroporto vanta diversi collegamenti giornalieri con le principali città italiane.

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