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In bici per l’Italia, le 5 ciclovie più belle

di Paolo Ribichini

Settembre è il mese perfetto per vivere un’esperienza di viaggio in bicicletta, lungo le ciclabili d’Italia. Non c’è più il caldo soffocante di agosto, ma c’è ancora luce e un tempo meteorologico decisamente buono. Inoltre, si tratta di un’esperienza meno impegnativa di quanto si pensi, soprattutto se si utilizza un’ebike. Scopriamo insieme i 5 itinerari da fare in bicicletta lungo l’Italia.

1. Da Venezia a Mantova

Uno dei percorsi in bici più affascinanti in Italia è quello che collega Venezia a Mantova. Anche se durante il giorno bisogna macinare un bel po’ di chilometri, è un percorso facile e adatto a quasi tutti. Niente salite, niente discese. E strade con poco traffico. L’itinerario segue i canali che collegano la Laguna di Venezia al Po e al Mincio. Si parte dal Lido di Venezia e si prosegue verso sud lungo le isole che dividono la laguna dal mare. Grazie ai piccoli e frequenti traghetti si passa di isola in isola fino alla cittadina di Chioggia con il suo tipico mercato del pesce. Si prosegue ancora verso sud verso il Delta del Po con i suoi fenicotteri rosa, fino ad Adria. Da lì si prosegue lungo il Canal Bianco fino al Mincio e poi a Mantova. Il tour si può completare in cinque giorni ed è consigliabile soprattutto agli amanti della natura.

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Foto di Fabricio Macedo FGMsp da Pixabay

2. La Ciclabile della Pusteria

Dalla cittadina altoatesina di San Candido partono diverse e favolose piste ciclabili. Tra queste la Ciclabile della Val Pusteria, 64 chilometri in un paesaggio unico lungo il Rienza, affluente dell’Isarco. Si tratta di un percorso relativamente facile in leggera discesa (dopo i primi 3 chilometri in leggera salita) da percorrere in uno o due giorni in base alle proprie condizioni fisiche e al piacere di scoprire le realtà della valle. La pista passa accanto o dentro paesi incantati: Dobbiaco, Monguelfo, Villabassa, Valdaora, fino a sfiorare la città di Brunico dove è possibile proseguire su un’altra pista ciclabile in direzione Campo Tures. Sul percorso per rifocillarvi potrete fermarvi nei vari paesi mentre è sempre possibile salire sul treno, in caso di problemi o per terminare anticipatamente il giro in bici.

3. Da Bolzano a Verona

Sempre in Alto Adige, un altro percorso facile, adatto a tutta la famiglia è quello che collega Bolzano a Verona. Grazie a una lievissima pendenza negativa è possibile percorrere lunghe distanze senza affaticarsi, lungo il corso dell’Adige. Il percorso ciclabile passa su strade a basso traffico e su ciclabili vere e proprie, tra vigneti e terrapieni, in uno scenario montuoso veramente suggestivo. La ciclovia passa per Trento e per Rovereto dove puoi fermarti a visitare il Mart. Verona, poi, ti accoglierà con il suo Ponte di Castelvecchio e la sua imponente Arena. Il percorso si completa in due o – al massimo – tre giorni. Consigliato a chi ama coniugare l’enogastronomia e l’arte.

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Foto di renategranade0 da Pixabay

4. La Ciclovia dei Fiori

Tra Genova e Ventimiglia si snoda la Ciclovia dei Fiori che utilizza la struttura ciclo-pedonale realizzata sul tracciato della vecchia ferrovia a binario unico tra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, sulla linea Genova-Ventimiglia. Sono stati tolti i binari ed è stato asfaltato il tracciato. Da qualche anno in bicicletta si possono quindi visitare i piccoli borghi marinari e costeggiare il tipico litorale mediterraneo. Lungo il percorso è anche possibile abbandonare la ciclovia per raggiungere il vicino mare.

5. Ciclabile dell’Acquedotto Pugliese

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un percorso cicloturistico di 500 chilometri che taglia in lunghezza tutta la Puglia. L’itinerario segue le due principali condotte storiche dell’acquedotto: il Canale Principale, da Caposele (in provincia di Avellino in Campania) a Villa Castelli (Brindisi), e il Grande Sifone Leccese, che da Villa Castelli giunge fino a Santa Maria di Leuca (in provincia di Lecce), dove l’infrastruttura è celebrata con una cascata monumentale realizzata nel 1939. Da percorrere in sette-nove giorni. Ideale per gli amanti dell’archeologia industriale.

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