castagne toscana autunno

Castagne e tradizioni, la Toscana d’autunno

Tra "alberi del pane", musei della civiltà contadina e miniere

di Paolo Ribichini

La terra umida, le foglie secche, l’odore della carne alla griglia e delle zuppe che si disperde nell’aria. Rallenta. Immergiti tra i profumi della Toscana in autunno. E riscopri antiche tradizioni contadine, nella stagione più pittoresca dell’anno. Dalle montagne del Mugello fino alla Lunigiana, vai alla scoperta di piccoli borghi dove ancora oggi la genuinità e la tradizione sono protagoniste.

Mugello, tra tradizioni e marroni

Indossa le scarpe da trekking e inizia a camminare tra boschi e castagneti sulla Strada del Marrone del Mugello di Marradi. Scopri così la varietà di castagna esclusiva di questa zona e i luoghi dove si raccoglie. Non si tratta solo di un percorso naturalistico ma quasi un viaggio nel tempo nelle tradizioni locali che ruotano intorno alla castagna, cibo fondamentale per secoli in queste valli. Assaggia nei ristoranti o nei bar la Torta di Marroni o il Castagnaccio, realizzati con farina di marrone dop. Inoltre, se vuoi scoprire anche i mestieri di artigiani e contadini di un tempo, hai la possibilità di visitare i musei dedicati alle antiche arti e alla vita quotidiana: il Museo del paesaggio storico dell’Appennino e il Museo della Pietra Serena di Firenzuola, il Museo dei ferri taglienti a Scarperia e il Museo della civiltà contadina di Casa d’Erci a Grezzano. Non perderti, infine, il Museo delle genti di montagna a Palazzuolo sul Senio.

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Foto di Peggychoucair da Pixabay

Miniere e castagne, l’autunno sull’Amiata

Altra zona della Toscana d’autunno, dove la castagna è simbolo della stagione, è certamente l’Amiata. Non a caso i produttori possono vantare il logo di “indicazione geografica tipica” dell’Unione europea. I frutti sono spesso di grandi dimensioni, dalla forma ovale e dal colore rossastro con striature scure. Percorri la Strada dei Sapori d’Amiata che ti farà scoprire, al di là della dolce castagna locale, anche il Montecucco, vino bianco e rosso che racchiude tutti i sapori della terra vulcanica: mineralità e sapidità. Nel territorio dell’Amiata c’è anche un’ex importante miniera di rame: quella di Abbadia San Salvatore. L’economia del luogo, fino a non molto tempo fa, girava intorno all’attività estrattiva. Oggi puoi immergerti all’interno della miniera attraverso quattro percorsi e rivivere le atmosfere di un tempo, fatte di sudore, fatica e – talvolta – morte.

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Foto di Isa KARAKUS da Pixabay

In Lunigiana, alla ricerca dell’ “albero del pane”

La Lunigiana è una terra che porta dentro di sé tutto il sudore e la fatica dei contadini e degli allevatori che nei secoli hanno vissuto quel territorio. I frutti del castagno hanno rappresentato spesso l’unica salvezza di fronte ai morsi della fame. Non a caso lì viene chiamato “l’albero del pane”. Non a caso in Lunigiana con la farina di castagne si fa il pane. Si chiama Marocca di Casola e veniva realizzato prevalentemente con farina di castagne, poca farina di grano, patate e olio. Oggi è possibile assaggiare la Marocca nella sua ricetta originaria solo in un forno di Casola. Sempre con la farina di castagne vengono realizzati i Necci, crespelle farcite con la ricotta, la “lasagna bastarda” e la Pattona, una specie di pane sottile, cotto nelle foglie di castagno.

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