L’Umbria dei graffiti, scoprire la regione
lungo i cammini dei pellegrini

di Paolo Ribichini

Eremi, chiese di campagna, dimore. Scoprire l’Umbria minore è facile, seguendo le vie del pellegrini e i graffiti lasciati dai viandanti lungo la strada. Per riscoprire l’importanza storica e culturale dei graffiti, il 5 giugno verrà inaugurata a Palazzo Trinci di Foligno la mostra diffusa “Graffiti Umbri. Scritture spontanee medievali e moderne lungo i sentieri del pellegrinaggio” che si sposterà a fine agosto a Perugia presso Palazzo Gallenga e alla Chiesetta della Madonna dell’Acqua Santa a Collazzone.

L’Umbria dei pellegrini

L’esposizione, pensata come un percorso, sarà una vera e propria mappa a tutti coloro che vogliono mettersi in cammino alla scoperta dei borghi umbri, caratterizzati dai graffiti sui muri, segno del passaggio dei pellegrini, fin dal medioevo. Infatti, l’Umbria fu il centro di una devozione culturale e religiosa, lungo le due antiche strade romane umbre di maggior transito, la via Flaminia e la via Amerina. Ad attrarre i pellegrini, in primo luogo la tomba di San Francesco di Assisi e i luoghi della sua vita. I graffiti sono testimonianza di vicende storiche ma anche di storie personalissime, di vita e difficoltà. Insomma, segni della volontà di lasciare una propria memoria, che oggi, in Umbria, si è deciso di studiare e mappare per dare vita ad un itinerario alla riscoperta di queste antiche incisioni.

Eremo di Santa Maria Giacobbe di Pale Viaggiare in Umbria
Eremo di Santa Maria Giacobbe di Pale (Foto: Viaggiare in Umbria)

La mostra è la prima in Italia, dedicata non a un solo luogo in cui ammirare antichi graffiti, ma a un’intera regione alla scoperta di questi “segni” lasciati nel tempo in diversi luoghi. Potrai così percorrere prima idealmente e poi di persona, gli itinerari dei pellegrini dell’Umbria, da Narni a Gubbio, passando per Foligno e da Perugia a Spoleto, da un borgo all’altro, alla ricerca di eremi, chiese ed edicole votive.

La mostra

La mostra espone graffiti umbri dall’VIII al XVII secolo di varia provenienza, con foto-riproduzione, trascrizione, traduzione, descrizione delle iscrizioni e indicazione del luogo. È stata pensata con l’obiettivo di favorire un turismo sostenibile alla scoperta di luoghi più nascosti, siti religiosi e luoghi della tradizione laica, palazzi ed edifici pubblici o privati, dove il graffito perde la sua valenza devozionale e cultuale, ma esprime un bisogno legato più strettamente al privato. Per scoprire i graffiti, avrai a disposizione circa 50 schede dotate di un codice QR attraverso il quale potrai collegarti con lo smartphone alla relativa pagina online del sito internet, con informazioni sul luogo di provenienza del graffito e le indicazioni per raggiungerlo.

La provenienza dei graffiti

I graffiti della mostra provengono dalla Basilica Superiore di San Francesco e dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, dal Tempietto di Campello sul Clitunno, dalla Chiesa della Madonna dell’Acqua Santa di Collazzone, da Palazzo Trinci e dal Monastero di Sant’Anna di Foligno, dalla Rocca di Gualdo Cattaneo, dalla Chiesa di San Francesco di Gubbio. Altre incisioni sono state raccolte a Spoleto, Narni, Nocera Umbra, Perugia, San Giustino, Spello, Todi, Trevi. Insomma, un po’ da tutta l’Umbria. Un modo di scoprire questa verde regione da un altro punto di vista.

Scopri di più: www.mostragraffiti.it

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